Camping Quercione,
dissequestrate le mobil house
USSITA - Il legale dell'azienda che aveva la gestione del campeggio aveva presentato una istanza. "La mia cliente è parte offesa. Ora parleremo con il commissario e valuteremo il da farsi"
Camping Il Quercione di Ussita, dissequestrate le mobil house. L’istanza era stata avanzata dal legale che assiste l’azienda che aveva vinto l’appalto per la gestione del campeggio e che in questa vicenda «è parte offesa, perché ha avuto un danno importante dopo aver investito energie e denaro» spiega l’avvocato Esildo Candria che assiste la Sib Bellini service di Emanuela Leli. L’azienda nel 2013 aveva vinto un bando europeo indetto dal Comune per la gestione del campeggio che ha un costo di 16.800 euro l’anno.
A inizio maggio la procura ha chiesto e ottenuto il sequestro del Quercione dopo aver aperto una indagine su presunte violazioni, perché sull’area c’è un vincolo di inedificabilità, contestate all’ormai ex sindaco Marco Rinaldi e al suo predecessore alla guida della giunta, Sergio Morosi. In sostanza sarebbero state realizzate opere (5 mobil house e un gazebo) in assenza delle necessarie concessioni edilizie e paesaggistiche (leggi l’articolo). Sotto sequestro erano finite anche le 4 mobil house e altri beni di proprietà della Sib Bellini. Il legale ne ha chiesto il dissequestro «perché con il sequestro preventivo di tutta l’area – dice Candria –, che si dispone per evitare che si protragga il reato, non era necessario che restassero sotto sequestro le mobil house o l’attrezzatura per ristorante e bar che possono essere spostate altrove e quindi senza nessun rischio di protrarre il reato». In seguito all’indagine il sindaco Rinaldi aveva deciso di dimettersi e ora il comune è commissariato (è della scorsa settimana la nomina di Mauro Passerotti, in passato commissario a Porto Recanati). Dissequestrati i beni della Sib Bellini, restano comunque i sigilli al campeggio. «Adesso sicuramente dovremo valutare la situazione, la possibilità che sembra remota di poter proseguire nella gestione e il contratto in essere. Il danno patrimoniale oltre che evidente è anche importante. Dovremo di sicuro parlare con il commissario per capire che intenzioni ha» dice l’avvocato Candria. Emanuela Leli, di Fiastra, durante il terremoto era stata una delle prime ad aiutare chi aveva perso la casa, aprendo subito il suo campeggio per ospitare chi ne aveva bisogno. In seguito la struttura era stata, come previsto per legge, requisita dal Comune per dare alloggio agli sfollati. «Ora si ritrova con una attività che sembra non potrà riaprire e in cui ha investito energie e denaro, con un danno importante» conclude Candria.
(Gian. Gin.)
Indagato, si dimette il sindaco Rinaldi Sequestrato il camping “Il Quercione”

