Progetto “Curateatri”
«Affrontiamo problematiche chiave»
SPETTACOLO - Con la crisi che sta affrontando il settore, è nato il Coordinamento artisti della scena marchigiana che ha presentato alla Regione alcune proposte. Andrea Fazzini e Sauro Tartari parlano dei punti chiave: «Emergenza, intesa sempre più come concetto strutturale per consentire agli artisti di recuperare il lavoro perso, la rimodulazione della legge 11/2009 e le buone pratiche suggerite per il futuro»

Sauro Tartari alla manifestazione del 30 ottobre
di Giulia Mencarelli
«I ristori, assieme ad un bando erogato dalla Regione Marche, sono arrivati ma ciò non esaurisce la fame che c’è nel mondo dello spettacolo». Con uno spirito, che non è certamente quello natalizio, Sauro Tartari, tecnico all’Arena Sferisterio, nonché rsu Associazione Arena Sferisterio, riporta quella che è la condizione attuale di coloro che con e dello spettacolo vivono. A partire dal lockdown di primavera, in tutto il Paese, c’è stato un grandissimo movimento nazionale di piattaforme social di discussione e confronto sulle tematiche del lavoro, dell’emergenza e dell’identità delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, sorto a seguito della terribile emergenza lavorativa sociale e culturale, che ha investito un settore già in crisi. Concetto confermato dallo stesso Tartari: «Pur assicurando un corretto distanziamento ed un’estrema cura delle restrizioni anti-Covid19, i teatri sono stati chiusi senza appello, acuendo uno stato emergenziale dello spettacolo dal vivo, già molto critico ben prima della pandemia». Da qui, artisti e tecnici marchigiani, hanno sentito il bisogno di confrontarsi, andando a creare rete con l’intento di coinvolgere quanti più artisti e professionisti del settore. Uniti e compatti su due ambiti principali: l’identità professionale, l’emergenza lavorativa e l’efficacia degli ammortizzatori sociali in primis e una revisione dei bandi e delle modalità di finanziamento rivolti ai professionisti dello spettacolo in Regione. In questo clima di fermento è nato Cam – Coordinamento artisti della scena marchigiana, un movimento informale e indipendente delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo residenti e operanti nelle Marche.

Andrea Fazzini
A toni decisi, Andrea Fazzini, regista e portavoce Cam, afferma: «Non vogliamo limitarci a mettere toppe ma sviluppare l’estro marchigiano. Anche se ad oggi si è annunciata una possibile riapertura dei teatri al 15 gennaio 2021, non ci si rende conto, non solo dell’impossibilità della stessa ma anche della netta perdita di due anni di lavoro. In altre condizioni, – ha concluso Fazzini – di questi periodi, eravamo già impegnati al programma della stagione 2021-2022». L’intervento su cui Tartari e Fazzini, prendono voce unica è quella di fare in modo che questi interventi regionali, di ascolto e collaborazione, «non si mostrino come misura emergenziale ma come tecnica strutturale». Dopo un periodo di studio e confronto su queste istanze, si è proceduti all’invio di una lettera alla precedente giunta regionale (Presidente, Assessore alla Cultura, Assessore al Lavoro), firmata da circa 150 professionisti marchigiani, con la richiesta di un tavolo di confronto sulle misure emergenziali e criticità legislative. A sostegno del tavolo regionale, sulle istanze delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo, si è mobilitata velocemente anche la sezione regionale di Cgil- Slc (e tramite questa anche le altre sigle sindacali). Si è così consolidato un fruttuoso rapporto di collaborazione e di interdipendenza che ha portato alla riuscitissima mobilitazione nazionale del 30 ottobre, organizzata dalle sigle sindacali riunite in 17 capoluoghi di regione, tra cui Ancona, con grande partecipazione di tutte le categorie dello spettacolo. Il successo della manifestazione è stato seguito da un’altra importante novità, a novembre: la convocazione, da parte del nuovo assessore alla Cultura della Regione Giorgia Latini, di un primo incontro con le realtà teatrali istituzionali, le organizzazioni sindacali di categoria e la partecipazione del Cam, a cui ne è seguito un altro il 10 dicembre sia con l’assessore Giorgia Latini che con l’assessore al Lavoro Stefano Aguzzi. In quell’occasione è stata presentata la bozza del progetto “Curateatri”, che sintetizza proposte concrete sia per il comparto tecnico e delle maestranze, sia per gli artisti e le compagnie professionali presenti sul territorio.
«L’idea, nata da un gruppo di tecnici specializzati che opera nei teatri sia regionali che nazionali da molti anni, è quella di unire diverse emergenze del periodo attuale: disoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto tecnico dello spettacolo fermi da molto tempo e difficoltà strutturali di molti teatri delle Marche, da restituire in tutto il loro splendore alla comunità, proprio per incentivare un processo di valorizzazione culturale del territorio – spiega il Cam – La proposta è quella di indire un nuovo bando della Regione rivolto ai Comuni e ai gestori di teatri pubblici che hanno bisogno di rimettere in sesto il proprio teatro, utilizzando le competenze delle maestranze tecniche che li vivono e li conoscono profondamente da anni». «Con il “Curateatri”, – hanno aggiunto Tartari e Fazzini – presentiamo tre problematiche chiave: emergenza, intesa sempre più come concetto strutturale per consentire agli artisti di recuperare il lavoro perso, la rimodulazione della legge 11/2009 (che regola lo spettacolo dal vivo) e le buone pratiche suggerite per il futuro». In sinergia con la riqualificazione degli spazi scenici dei teatri marchigiani, è stata proposta dal Cam anche una riqualificazione delle attività culturali ed artistiche programmate all’interno dei teatri stessi, in linea con una visione contemporanea di laboratorio permanente, di spazio vivo dato in gestione a professionisti dello spettacolo operanti nella Regione. «La mancanza di direzioni artistiche radicate ha creato uno scollamento tra spazi teatrali e comunità di riferimento. Dunque, è fondamentale creare un rapporto costante con il territorio, andando a toccare tutti gli aspetti dell’attività teatrale, sia a livello performativo (stagioni, festival, residenze) che a livello formativo (corsi, laboratori, formazione permanente), sulla scia di altre proposte nazionali – conclude il Cam insieme a Maestranze tecniche delle Marche – Gli incontri con le istituzioni si sono rivelati finora molto costruttivi e caratterizzati da una chiara volontà di ascolto e collaborazione in relazione alla situazione emergenziale in atto, e si prevedono a breve nuove proposte elaborate dai gruppi di lavoro permanenti delle lavoratrici e dei lavoratori dello spettacolo marchigiani, coordinate e supportate dalle sigle sindacali». Così lo stesso Fazzini sottolinea «l’importanza dell’ascolto che ci è stato rivolto dalla regione e dai sindacati. Per questo lavoreremo al fine di rafforzare sempre più il tavolo di confronto. Ma – ha proseguito Fazzini – di fronte a queste premesse, gli artisti hanno bisogno di una visione temporale. Per mettere in piedi uno spettacolo, nel migliore dei modi, occorre un intervento di tutela del tempo e dello studio». Un’emergenza che, alla decisione della chiusura dei teatri, si era fatto portavoce anche l’attore e regista Paolo Rossi, quando dal Teatro Piccolo di Milano, annunciò quello che sarebbe poi diventato l’urlo silenzioso di molti: «Hanno chiuso i teatri. È la prova lampante che chi decide le priorità, in questo Paese, non è mai stato a teatro».