Mercato ittico salvato dal Consiglio,
il Comune coprirà perdita di 342mila euro

CIVITANOVA - Con assenze vistose e logout strategici fra la maggioranza passa il punto sul salvataggio. L'assessore Belletti: «Responsabilità da parte del precedente Cda, mai pagate Imu e Tari, la società era in perdita dal 2013»
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Il consiglio online a Civitanova

 

di Laura Boccanera

Ricapitalizzazione del mercato ittico, c’è l’ok del consiglio comunale. Con alcune assenze all’interno della maggioranza (Sergio Marzetti, Piero Croia, Laura Marinelli) e tre nei banchi dell’opposizione (Stefano Ghio, Yuri Rosati e Pier Paolo Rossi che si ritira dopo la discussione) il punto all’ordine del giorno del consiglio comunale straordinario è passato con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti.

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Il mercato ittico

Mistero sugli scollegati dell’ultimo minuto poco prima del voto (Costantino Cavallo, Cristina Ruffini e Marco Poeta) che fanno mancare il numero legale che però viene mantenuto dall’opposizione al novantesimo minuto del consiglio. Una riunione straordinaria quella di ieri sera che si è resa necessaria dopo l’impasse di venerdì quando alle 4 del mattino la discussione si era impantanata, con fughe tra i consiglieri di maggioranza e difficoltà interpretative della delibera. Da qui una convocazione lampo per consentire entro questa settimana al Cda del Mic di approvare il bilancio e procedere con una ricapitalizzazione. Col voto di ieri il consiglio ha concesso l’autorizzazione al sindaco ad intervenire nell’assemblea della partecipata (il comune detiene il 60% delle quote) per garantire al mercato ittico la continuità e porre in essere azioni per il riequilibrio economico e per ripianare la perdita di 342mila euro.

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L’assessore Roberta Belletti

Il consiglio si è aperto con la lettura della proposta di delibera da parte dell’assessore al bilancio Roberta Belletti: nel dettaglio vengono spiegati i numeri relativi alla perdita di esercizio iniziata già nel 2018 con una perdita di 64mila euro totalmente ripianata mediante l’utilizzo di riserve. Nel 2019 il bilancio non è stato ancora approvato dall’assemblea dei soci e presenta una perdita d’esercizio pari a 342.033 euro. Nell’atto si prevede anche la modifica dello statuto: con la ricapitalizzazione infatti le cooperative dei produttori della pesca vedrebbero ridotta la quota di partecipazione al 2% in conseguenza della sottoscrizione della ricapitalizzazione da parte del solo socio comune di Civitanova, per la copertura della perdita di gestione e di conseguenza un aumento dell’aggio. Nella delibera si propone anche di dare mandato ad un legale per valutare eventuali profili di responsabilità in capo all’ex cda e ai precedenti revisori dei conti.

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Marco Poeta, Mirella Franco e Tommaso Corvatta

Nello specifico la perdita di esercizio per il 2019 ammonta a -342.032,79 euro: -51mila euro per la gestione ordinaria e -290 mila euro della gestione straordinaria imputabile a correzioni contabili per -141mila euro, Imu dal 2013 al 2014 non versate per -30mila euro, Imu dal 2015 al 2017 per -55mila euro, Tari relativa agli anni dal 2014 al 2017 per – 47mila euro e del 2018 per -10mila euro e sanzioni pari a -18.934 euro. Ci sono poi numeri passivi per svalutazione crediti pari a -14827 euro, sopravvenienze attive per 13.805mila euro, rimborsi assicurativi per 13.709 euro. «Il Mercato ittico è arrivato a questo punto a causa della gestione precedente – ha sottolineato l’assessore Belletti –  nel 2013 risultava in utile ma se fosse stata contabilizzata l’Imu avrebbe chiuso in perdita e lo stesso nel 2014 con una perdita di 72mila euro e così fino al 2017. Quindi il mercato ittico era in perdita dal 2013 e si dovevano da allora prendere misure correttive e adeguare gli aggi». Della situazione finanziaria la maggior parte dei consiglieri erano però all’oscuro: «della perdita si sapeva da giugno, perché si arriva ad oggi» chiede Stefano Mei. Scettico anche Pier Paolo Rossi che non partecipa al voto: «perché fino ad oggi nessuno ci ha detto nulla, avete messo un manager come Rogani, Borroni ci diceva che andava tutto bene e poi perché solo chi ha il 60% deve ripianare il debito? le cooperative che hanno il 40% perché non hanno controllato? La colpa è di tutti chi c’era prima e chi c’è oggi. In queste condizioni non voto». Il consigliere Tommaso Corvatta (Futuro in comune) pone dubbi sulla correttezza della procedura per la ricapitalizzazione: «tutti hanno a cuore il Mic – dice Corvatta – ma la partecipazione dei privati non può scendere sotto una certa soglia e quindi ricapitalizzare seppure sembri la soluzione più semplice non è la più adeguata dal punto di vista legale. Tutti vorremmo fare un favore al mondo della pesca e al mercato ittico, ma va fatto in maniera corretta e non surrettizia e attaccabile. Occorre pensare se è possibile farlo in modo diverso e cautelativo dei consiglieri comunali e degli interessi della comunità». Addebita alla precedente amministrazione la responsabilità dei numeri il consigliere Simone Garbuglia (Noi con Ciarapica) «non sono errori, ma orrori, ripetuti dal 2013 al 2017 e quindi la responsabilità è chiara e ha i volti di chi siede oggi all’opposizione. L’ azienda è ridotta in macerie, un fallimento certificato». Accuse rispedite al mittente da Giulio Silenzi (Pd): «le precedenti giunte non hanno mai approvato nulla, le partecipate vanno avanti con i loro cda e con le loro responsabilità. Se  i bilanci sono stati approvati dall’ex presidente (Paolo Pellegrino, ndr) che era un commercialista e dai revisori che erano commercialisti avranno fatto delle valutazioni che andrebbero approfondite e argomentate. Noi anticipiamo oggi questi 300 mila euro ma li recupereremo in cinque anni con l’aumento dell’aggio e con un fisso al 70% per cui sarei favorevole al salvataggio del mic, ma chiedo una votazione per punti perché non sono d’accordo all’accanimento sulle responsabilità, del cda fanno parte anche i pescatori». Sul punto infatti sono stati presentati due emendamenti: il primo a firma Cavallo che chiede di inasprire il passaggio sulla ricerca delle responsabilità personali (rigettato e non votato a favore neanche dal suo stesso gruppo di Fdi) e quello a firma Silenzi che al contrario chiedeva di fare un voto per punti separati perché favorevole al salvataggio del mercato ittico, ma contrario all’accanimento sulle responsabilità. Ma anche questo emendamento non passa. Alla prova del voto si scollegano Ruffini e Cavallo e per l’opposizione anche Poeta. Alla fine il punto passa con i 12 sì dei consiglieri di maggioranza rimasti, 2 contrari (Tommaso Corvatta e Stefano Mei) e 2 astenuti (Giulio Silenzi e Mirella Franco). 

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