Corridomnia, multa alla libreria aperta
Il titolare: «Siamo un’attività primaria»
I parchi commerciali verso la protesta
SANZIONE di 400 euro per il Mondadori book store nella zona industriale di Corridonia durante il blitz della municipale di lunedì, la dichiarazione del commerciante nel verbale. Il sindaco Cartechini: «Abbiamo sanzionato tutti quelli che non potevano stare aperti». Per il weekend attesa un'azione dimostrativa con l'area commerciale di Montecassiano, il coordinatore Paolo Pagnanelli Fusari: «Sabato resteremo aperti»

Controlli dei vigili ieri al Corridomnia
«Ritengo che la mia attività è considerata di primaria necessità e reputo che solo per una svista non sia stata inserita nel Dpcm di cui si contesta violazione». E’ quanto ha verbalizzato il titolare del Mondadori Book store del Corridomnia, quando lunedì gli agenti della municipale durante l’ennesimo controllo hanno trovato aperto l’attività e l’hanno multato per 400 euro. E ora per il prossimo fine settimana si prepara una protesta di massa, con negozi intenzionati a restare comunque aperti tanto al Corridomnia quanto nell’area commerciale di Montecassiano.

Il verbale alla libreria del Corridomnia
Andiamo con ordine. Nel fine settimana e durante il ponte dell’Immacolata la polizia locale di Corridonia ha effettuato diverse ispezioni allo Shopping park della zona industriale per verificare il rispetto del Dpcm del 3 dicembre, che impone la chiusura di centri commerciali, parchi commerciali e simili nei festivi e prefestivi. Sabato il primo sopralluogo, domenica poi i negozi del Corridomnia hanno deciso di tenere chiuso autonomamente, ma lunedì hanno riaperto nonostante fosse prefestivo e sono scattate le multe per tutti coloro che non rientrano nella classificazione del Dpmc come attività essenziali. Non solo alla libreria, quindi, «ma tutti quelli che dovevano stare chiusi e invece erano aperti – specifica il sindaco Paolo Cartechini – Sono stati sanzionati anche quelli che erano aperti e che quando hanno visto gli agenti hanno chiuso autonomamente». Per ciascuna attività la sanzione è di 400 euro, che scende a 280 se pagata in cinque giorni. La municipale sta terminando la relazione che sarà poi inviata in prefettura. Il rischio è che venga comminata anche la sanzione di una chiusura forzata.

Alfio Caccamo
Ciò che contesta Alfio Caccamo, presidente del consorzio Corridomnia Shopping park è che non esiste una definizione di parco commerciale nella normativa nazionale e regionale e che il Corridomnia non è un centro commerciale, perché le attività presenti hanno titoli edilizi diversi, non condividono strutture e parcheggi e non ci sono ingressi unitari. Per cui a suo dire si configurerebbero come medie strutture di vendita e di conseguenza non rientrerebbero tra le attività costrette alla chiusura come indicato dal Dpcm. Per questo Caccamo ha scritto oltre che al prefetto Flavio Ferdani, al governatore Francesco Acquaroli e al sindaco Paolo Cartechini, anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Paolo Pagnanelli Fusari
Sulla stessa linea anche Paolo Pagnanelli Fusari, portavoce dell’area commerciale di Montecassiano, che finora ha rispettato i divieti imposti dal Dpcm, ma che ora annuncia una protesta dimostrativa. «Sabato resteremo aperti per protesta – spiega – una protesta per la nostra sopravvivenza economica, non è una guerra contro qualcuno, ma un’esigenza non più prorogabile. Stiamo contattando altri colleghi e per adesso abbiamo l’assenso del Corridomnia. Stamattina ho parlato con la questura per spiegare come organizzeremo la protesta e sto sollecitando i Comuni interessati per evitare che possano essere fatte sanzioni drammatiche dal punto di vista economico. Noi sono siamo né un centro commerciale né un parco commerciale, e i decreti sono un po’ caotici e interpretabili: cosa cambia tra noi e i negozi di Macerata o Civitanova? Niente. Tanto la gente quando ha voglia di girare gira comunque e con le nostre chiusure non si fa altro che creare assembramenti in altri luoghi».
(Redazione Cm)
«Al Corridomnia negozi riaperti, i vigili li hanno fatti chiudere»
Dietrofront del Corridomnia, negozi quasi tutti chiusi «Si valuteranno eventuali sanzioni»
Non si possono equiparare le strutture presenti all’interno di aree commerciali, come quelle di Corridomnia o di Montecassiano, a quelle dei centri storici urbani. Non è possibile farlo ad esempio per le metrature a disposizione, o per la facilità di accesso (strade e parcheggi). Condizioni non replicabili in un centro storico, se non cercando di stravolgerne l’assetto urbanistico come si cerca di fare in situazioni che conosciamo bene.E la migrazione verso queste strutture di tanti marchi commerciali che, giustamente dal loro punto di vista rincorrono le migliori condizioni operative, lo dimostra chiaramente. Vale sempre la pena ricordare che le strutture di cui stiamo parlando sono nate proprio per la capacità di aggirare le normative esistenti sulla presenza nel territorio delle diverse superfici di vendita. Regolamenti che in qualche modo tutelavano la persistenza delle piccole superfici tradizionali nei centri storici.
La libreria non è un’attività primaria, ovviamente. Il titolare, dal canto suo, ha il diritto di vendere (libri) per vivere.
Stanno vincendo i Proci… multerebbero pure Ulisse…
considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza…