Incidente aereo a Cingoli,
assolti i due meccanici:
«Nessun incendio a bordo»
SENTENZA - Il Tribunale di Macerata ha prosciolto i due imputati con formula piena. Veniva contestato loro di aver fatto errori nella manutenzione dell'elicottero. Tre furono le vittime
Doppia assoluzione al processo per il disastro aereo di Cingoli: entrambi gli imputati sono stati prosciolti oggi con formula piena. Veniva contestato, in base ad una perizia del pm, di aver commesso un errore nel fare la manutenzione dell’elicottero che sarebbe stata la causa dell’incendio in seguito a cui il velivolo tentò un atterraggio di fortuna. La difesa ha presentato una propria perizia che dimostra che non ci furono errori e nemmeno l’incendio.
Era l’11 novembre del 2011 quando un elicottero Agusta si schiantò nelle campagne di Cingoli. Morirono tutte le tre persone che erano a bordo: Ermanno Sarra, ad di Ars medica, e maggiore azionista della clinica Villa Jolanda di Maiolati Spontini, e i fratelli Enrico Maria e Stefano Mastroddi, 38 e 40 anni.
Le indagini su quello che accadde quel giorno durarono anni. Alla fine sotto accusa, per omicidio colposo e disastro aereo colposo, erano finiti in due: il capo meccanico Luigi Mercolli, 55 anni, svizzero, e un meccanico, Doriano Alfonso, 45, svizzero, che all’epoca dei fatti lavoravano per la società Eliticino di Locarno. Secondo l’accusa avrebbero commesso errori nel corso della manutenzione del velivolo (se ne occuparono tra il 9 e il 16 settembre 2011). Alfonso nel sostituire le bombole antincendio 1 e 2, avrebbe invertito le connessioni elettriche – continua l’accusa –. Mercolli avrebbe omesso di controllare la correttezza dei lavori eseguiti nell’officina dal meccanico. Inoltre non avrebbero assicurato che i raccordi delle tubazioni che collegano l’uscita dell’olio dal turbomotore 1 e la paratia parafiamma fossero serrati al valore previsto dalle regole tecniche di manutenzione e costruzione, dice l’accusa, e a causa di questo avrebbero concorso a causare la caduta dell’elicottero. Ad assistere i due imputati l’avvocato Giancarlo Nascimbeni, mentre il legale Monica Alberti tutelava la Eliticino. Oggi il pm ha chiesto la condanna a 2 anni e mezzo per entrambi gli imputati. Il Tribunale di Macerata ha invece assolto entrambi gli imputati con formula piena: «Il fatto non costituisce reato».
«Sono particolarmente soddisfatto dell’esito del processo – ha detto l’avvocato Nascimbeni -. L’istruttoria ha smentito le conclusioni del consulente d’ufficio del pm che aveva addebitato a un errore degli imputati nella manutenzione dell’elicottero a causa dell’incendio che avrebbe provocato la caduta. Ma non c’è stato nessun incendio, come dimostrato dalla nostra perizia. L’atterraggio di fortuna si era verificato per altre cause, non imputabili ai miei assistiti». Al processo si era costituita parte civile la sorella di Ermanno Sarra, Iolanda Sarra, assistita dagli avvocati Andrea Mieli e Paolo Cammertoni.
(Gian. Gin.)

