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Volley Academy Macerata,
nello staff anche una pedagogista

SETTORE GIOVANILE - Claudia Basso abbraccia il progetto della società

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Nasce un nuovo progetto formativo all’interno dell’offerta del settore giovanile della Volley Academy Macerata. Da quest’anno Claudia Basso, pedagogista clinico, sarà a disposizione dei ragazzi e tutta la società. La dottoressa ha esperienza nel lavorare con i giovani e i gruppi, vanta attività come coordinatrice di strutture per l’infanzia, organizza incontri a sostegno della genitorialità e percorsi pedagogici dedicati a soggetti di tutte le età; partecipa a progetti educativi rivolti ai disabili, interventi in favore di soggetti con difficoltà negli apprendimenti e nei gruppi di formazione per genitori, educatori di servizi socio-educativi e ragazzi del Servizio Civile. Per la Pallavolo Macerata è un importante aggiunta, in linea con gli obiettivi di una società da sempre particolarmente attenta alla formazione dei propri ragazzi, come atleti ma prima di tutto come persone.  «Educazione e formazione sono convinta che oggi più che mai siano importanti – spiega Claudia Basso -La pedagogia ha come obiettivo quello di aiutare la persona a sviluppare ed esprimere le proprie potenzialità, trovare le risorse per affrontare le difficoltà e realizzarsi come persone. Questo è un processo che può essere sostenuto non soltanto in ambito scolastico ma in ogni contesto che il soggetto vive, pertanto, insieme alla Pallavolo Macerata, siamo convinti che rappresenti anche per una società sportiva un valore aggiunto. La collaborazione è nata spontaneamente. Da ex giocatrice di pallavolo e appassionata, ho pensato di avvicinare la società. Mi è sempre sembrata una realtà dinamica del nostro territorio, inoltre seguo il campionato della squadra di A3; è stata quindi una scelta naturale rivolgermi alla Pallavolo Macerata. Ho avuto poi il piacere di trovare nella dirigenza tanta apertura e interesse verso questa iniziativa comune. Ogni contesto, ogni realtà particolare, come ogni individuo, offre le proprie specificità e sono queste che si vanno a leggere e con cui si entra in dialogo – precisa la dottoressa – la pallavolo, ad esempio, è già uno sport diverso da altri e richiede attenzioni adeguate. Nel volley il singolo e il gruppo sono entrambi importanti: il mio lavoro consisterà nell’individuare le abilità che caratterizzano l’esperienza sportiva della pallavolo e concentrarmi su quelle, con l’obiettivo di aiutare i ragazzi a potenziarle; senza mai dimenticare, tuttavia, bisogni educativi e peculiarità dei singoli né della rete delle relazioni che instaurano all’interno del gruppo, che sia in rapporto con la squadra o con lo staff. Un’interlocuzione con le diverse realtà gruppali e le loro manifestazioni, dai ragazzi di 18 anni fino ai più piccoli». Il progetto si svolgerà «in due incontri al mese, ne ho parlato con la responsabile del settore giovanile Francesca Giacomini, ma attendo un confronto con lo staff tecnico, a partire dal coach Adriano Di Pinto. Il progetto si andrà formando mano a mano, intanto è fondamentale che l’idea sia condivisa, è un lavoro di squadra. Dopodiché comincerà una fase osservativa da parte mia, allo scopo di conoscere il contesto e i ragazzi. Mi considero un valore aggiunto alla formazione degli atleti da integrare in un progetto più ampio, che, in sinergia con lo staff, li aiuti a ricevere gli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi sportivi e di crescita personale».


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