Potenza Picena, Pd all’attacco:
«Della guida non c’è ancora una pagina
Sciatteria del Comune nel turismo»
POLITICA - I dem criticano la forma scelta, l'iter seguito e i tempi: «Nell’estate del post Covid-19, che ha fatto riscoprire i vantaggi di una vacanza nel nostro Paese, l'amministrazione non è in grado di cogliere questa opportunità»
«Ventimila euro per stampare una guida turistica cartacea, pomposamente annunciata da diversi mesi ma non sarà stampata neanche una pagina prima di Ferragosto». La critica arriva dal Pd di Potenza Picena che accusa l’amministrazione comunale dell’ennesimo scivolone.
Le accuse all’amministrazione Tartabini riguardano prima di tutto la scelta di una versione cartacea: «E’ quanto meno fuori dai tempi, visto che la maggior parte del traffico riguardante prenotazioni e promozione territoriale viaggia ormai in rete». In secondo luogo i dem protestano per l’iter seguito: «Il 3 giugno è stata predisposta una manifestazione di interesse con scadenza il 13 giugno, a cui hanno aderito 16 ditte, indicando chiaramente quale criterio di aggiudicazione quello del “minor prezzo” (si parla di “valutazione comparativa dei preventivi di spesa”).
Successivamente è stata predisposta una Richiesta di Offerta (Rdo), tramite la piattaforma Mepa (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione), concedendo alle ditte invitate tempi strettissimi per formulare la loro offerta. Tali tempistiche ci avevano sorpreso già ad inizio giugno, tanto che avevamo profetizzato: “Non vorremmo si verificasse il caso di un solo partecipante al bando, caso che minerebbe la credibilità di tutta l’operazione!”. Neanche avessimo una sfera di vetro in mano. Alla Rdo n. 2594984 infatti risponde una sola azienda che inoltra un prodotto editoriale ed un preventivo. A questo punto viene nominata una Commissione Giudicatrice che esegue una valutazione del prodotto. Nulla di strano, se non fosse che il criterio di aggiudicazione indicato nell’avviso iniziale fosse soltanto quello del “minor prezzo” e non viene mai menzionato il criterio del “miglior rapporto qualità/prezzo” che comprende un’analisi congiunta degli elaborati tecnici e del preventivo di spesa.
Da questa valutazione l’unica offerta presentata ne esce fuori a pezzi. Il lavoro presentato viene criticato aspramente e ritenuto ampiamente insufficiente. Pertanto si decide di non affidare all’unico offerente, ma di procedere sempre tramite Mepa ad un affidamento ad un’altra impresa, che non ha partecipato alla procedura sin qui descritta e soltanto per la parte di progettazione grafica. La stampa verrà affidata con un’altra procedura».
Il Pd parla anche di approssimazione nelle politiche turistiche: «Basti pensare alla questione dell’“Info-point” di Potenza Picena, che viene tenuto in piedi grazie al lavoro dei volontari della Pro-Loco, ma che avrebbe avuto tutt’altra portata se l’Amministrazione avesse deciso di coinvolgere le altre realtà territoriali operanti nel settore auspicando un maggior coordinamento. Insomma nell’estate del post Covid-19, che ha fatto riscoprire a tanti italiani i vantaggi di una vacanza nel nostro Paese, Potenza Picena non solo non è in grado di cogliere questa opportunità, ma resta impastoiata nelle manovre imbastite da questa Amministrazione comunale. Quanto ancora cittadini, commercianti ed esercenti dovranno tollerare tanta sciatteria?»

Ma veramente a Porto Potenza è tutto pieno, ombrelloni, sdraio, ristoranti e anche persino l’area camper (e lo dico per esperienza di ognuna delle aree da me menzionate), con molto meno caos che a Citanò (cosa positiva). Solita polemica sterile e noiosa (muro di testo con dati inutili e barbosi che nessuno leggerà mai) di una sinistra che finge di fare gli interessi dei cittadini ma che invece è venduta al potere turbocapitalista dell’alta finanza.