Camerino, l’assessore Jajani:
«Ereditato un bilancio in rosso
Rivisti gli investimenti»

IL CONSIGLIO comunale ha approvato ieri sera il consuntivo 2019, polemiche tra maggioranza e opposizione

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Lucia-Jajani

L’assessore Lucia Jajani

 

Approvato in Consiglio comunale il bilancio consuntivo 2019. «Un bilancio interamente previsto dalla precedente amministrazione e condiviso solo in parte dall’attuale – spiega l’assessore al bilancio Lucia Jajani – La percezione immediata è stata quella di un bilancio difficile, fortemente indebitato e di una difficoltà cronica di cassa, aggravata dalla gestione sisma, perché il Comune anticipa somme che saranno rimborsate dalla Regione solo dopo l’approvazione di relativa rendicontazione». Questi, in sintesi, i principali dati di bilancio forniti dall’amministrazione: totale dei debiti finanziari di 15.770.914,91 con un totale disavanzo da ripianare per il 2019 di 2.462.473,60 (debito medio per abitante di 2.360, 56 euro). Risultano 6.045.145,26 di debiti commerciali e 24.157.603,06 di residui attivi, cioè crediti che il Comune vanta nei confronti di terzi a fronte di entrate accertate, ma non ancora riscosse. Prima delle elezioni dello scorso anno è stato liquidato al Comune un indennizzo assicurativo di 3 milioni di euro per danni relativi al sisma.  «Il lavoro di rendicontazione ha comportato un lungo e minuzioso lavoro da parte degli uffici, che ringrazio – continua Jajani – e si è concluso con la definizione di un importante deficit di gestione che è andato a peggiorare la già gravosa situazione di disavanzo tecnico. Di fronte alla necessità di ripianare questo risultato negativo, siamo stati costretti a rivedere i piani sull’investimento dei 3 milioni, decidendo di destinare solo una parte per opere pubbliche e la restante a copertura del disavanzo. Contrariamente a quanto sostenuto dalla minoranza, il deficit gestionale non è frutto di un’invenzione contabile volta a “cercare buchi di bilancio quando buchi non ce ne sono” con il solo progetto politico di screditare la precedente gestione (non è questo l’interesse dell’attuale amministrazione), ma il risultato di un lungo ed impegnativo lavoro di analisi e relativa rendicontazione che ci ha imposto, a tutela delle finanze pubbliche, la linea contabile che abbiamo adottato. Da parte nostra ogni decisione è presa cercando di fare il meglio per la comunità e non per futili giochi politici, a cui si fa riferimento, e che non farebbero bene a nessuno». In merito allo stralcio dei residui, ovvero di crediti mai riscossi dal 2011, l’assessore spiega che sono state accantonate risorse solo per un eventuale ripiano nel caso in cui si verifichi il definitivo mancato incasso, vista l’oggettiva difficoltà di recupero. «Sarebbe stato facile non spendere niente o spendere tutto – commenta l’assessore Jajani – perché avrebbe prescisso da qualsiasi approfondimento sulle potenziali conseguenze dell’una o dell’altra scelta. Ma amministrare non significa questo, occorre perseguire la giusta mediazione tra la necessità di non privare la comunità di alcune importanti opere e il rispetto delle criticità di bilancio evidenziate. Ammetto che abbiamo sentito il peso e la responsabilità di questa decisione cercando di scegliere la via migliore per il bene della comunità con il minor livello di approssimazione possibile, ma questo non penso che possa essere considerata una colpa», conclude l’assessore Lucia Jajani.


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