Gentiloni, Sassoli e “L’Italia che verrà”
Il dibattito europeo prosegue a Symbola
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INTERVISTA - Il segretario generale della "Fondazione per le qualità italiane" Fabio Renzi presenta i 5 giorni del festival Soft Economy e il Seminario estivo, al nono anno a Treia, ma in modalità virtuale da remoto per le restrizioni anti Covid. I due nostri rappresentanti nella Ue presenti a pochi giorni dall'importante vertice sul Recovery Plan. Ancora green, territori, cultura e post sisma i temi centrali del dibattito che si conclude con il "Manifesto di Assisi contro la crisi"
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L'intervista a Fabio Renzi

 

di Gabriele Censi

Il pensatoio di Symbola resta legato alla città di Treia per il nono anno consecutivo, ma solo in modalità virtuale perché si svolgerà in remoto, con collegamenti telematici dei numerosi ospiti coinvolti su temi ormai tradizionali per la fondazione presieduta da Ermete Realacci. Il segretario generale Fabio Renzi mette l’accento sull’attualità del dibattito intorno al piano europeo “Green new deal” e ipotizza ci possa essere una coda al vertice in corso a Bruxelles proprio al seminario estivo grazie alla partecipazione del commissario europeo Paolo Gentiloni e del presidente del Parlamento Ue David Sassoli.

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Fabio Renzi

«Apriamo il 21 luglio – esordisce Renzi – con il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini,  “Una sfida centrale” è il titolo dedicato al post sisma in collaborazione con la Camera di commercio e uno dei nuovi partner di quest’anno che è Banca Macerata.  Parleremo poi della ripresa tra crisi climatica e post Covid che sono un tutt’uno. Della contemporaneità dell’Appennino, ma non come area di riserva delle città che scaricano le loro contraddizioni, servono territori abitati con servizi, per primi quelli digitali».

In primo piano il “Manifesto di Assisi” firmato già da 3640 persone per “una economia a misura d’uomo contro la  crisi climatica”: «Mettiamo insieme soggetti diversi, fra i promotori del documento il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci, il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, il direttore della rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’amministratore delegato Enel, Francesco Starace, e l’amministratore delegato di Novamont, Catia Bastioli. Ne hanno scritto anche sui giornali tedeschi, “gli italiani hanno fatto un patto per il clima che non ha fatto nessuno”. Sul piano europeo ben vengano le condizionalità e i controlli ma che siano sostanziali e non procedurali. Si deve fare realmente la svolta green e deve riguardare tutti i paesi. L’italia che verrà può essere protagonista se consapevole della propria forza»

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“L’Italia che verrà” Symbola lancia la sfida



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