«Consiglieri in aula senza mascherina»,
l’opposizione protesta
SARNANO - Il gruppo di minoranza "Il paese che vogliamo": «Nell'ultimo consiglio comunale alcuni membri della maggioranza hanno indossato i dispositivi solo dopo che l'abbiamo segnalato»
«L’ennesimo Consiglio dove non c’è stato confronto tra le parti, ma dove la maggioranza, nei suoi 2-3 membri attivi, si limita a leggere e far approvare quanto già scelto a tavolino in precedenza, senza nessun dibattito». Ad affermarlo in una nota il gruppo sarnanese di minoranza “Il Paese che vogliamo”. «Ci troviamo nuovamente a far presente la totale assenza di colloquio e collaborazione – sottolineano -. Oltretutto ci duole segnalare la mancanza di rispetto di alcuni membri della maggioranza in merito alla normativa Covid, con mascherine indossate solo dopo che questo sia stato segnalato, e in un’aula dove parte della maggioranza siede gomito a gomito».
Riguardo ai punti trattati in Consiglio, «abbiamo deciso di astenerci in merito alle linee per il rinnovo del Cda della Sarnano Terzo Millennio: al di la dell’assenza di dibattito in merito ad una questione cara a molti cittadini, ciò che è evidente è che non vi è traccia di un piano industriale e di una strategia chiara per ripianare le tante problematiche, non è stato nemmeno indetto un bando per la privatizzazione della società come indicato già nello scorso anno – precisano i componenti dell’opposizione -. Forse è questa la vera motivazione che ha spinto a dimettersi i due terzi dell’attuale Cda: il mancato rispetto della Convenzione e di quanto previsto a seguito della delocalizzazione delle Terme. Abbiamo inoltre preferito redigere dichiarazione di “non voto” per quanto riguarda la convenzione per la concessione dell’area per la realizzazione dell’immobile degli Alpini, in quanto non c’è chiarezza in merito alla manifestazione di interesse e immediato progetto fattibilità tecnico-economica, la corrispondenza tra le parti è pressoché limitata a qualche mail – concludono – Il Comune si accollerà solamente il costo di 25mila euro a corredo dell’esecuzione dell’opera, ma risulta evidente che tali somme sarebbe stato opportuno incentrarle per la rivalutazione di qualche immobile esistente o il recupero di altro patrimonio immobiliare di proprietà del Comune».

