Chiede misura alternativa al carcere,
no del Tribunale di sorveglianza
ma la Cassazione annulla

RECANATI - La questione coinvolge un 28enne assistito dagli avvocati Massimiliano Cofanelli e Gabriele Cofanelli. Per i giudici di Ancona non poteva avere una misura cautelare alternativa perché aveva subito la revoca dell’affidamento in prova terapeutico. La suprema corte però ha dato una diversa interpretazione. «Nuovo solco giurisprudenziale»
- caricamento letture
Print Friendly, PDF & Email

cassazione-2-650x540

 

La Corte di cassazione annulla ordinanza del tribunale di sorveglianza di Ancona: la vicenda riguarda un 28enne di Recanati che tramite i suoi legali aveva chiesto una misura alternativa al carcere. La sentenza è della prima sezione che ha annullato con rinvio l’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato l’inammissibilità dell’istanza promossa dal recanatese Simone Carnevali per ottenere una misura alternativa al carcere per il condannato che aveva in precedenza subito la revoca dell’affidamento in prova cosiddetto terapeutico.

cofanelli

L’avvocato Gabriele Cofanelli

Secondo il Tribunale di Sorveglianza tale richiesta doveva intendersi inammissibile ed improponibile per un periodo di 3 anni, secondo l’articolo 58 quater dell’Ordinamento penitenziario, che prevede un divieto triennale per il condannato che aveva già usufruito di una misura alternativa poi revocata. Avverso questa impostazione la Corte di cassazione ha invece aderito alla lettura costituzionalmente orientata fornita dalla difesa, gli avvocati Gabriele Cofanelli e Massimiliano Cofanelli: «l’articolo 58 dell’ordinamento penitenziario non menziona ad litteram la misura all’origine revocata, quale l’affidamento cosiddetto terapeutico, tra quelle pregiudicanti una successiva concessione. In buona sostanza la Corte Suprema, in una delle sue massime espressioni quali quelle dettate dalla Prima Sezione, ha tracciato un nuovo solco giurisprudenziale e che, ove confermato nelle successive pronunce, potrebbe rappresentare di certo un nuovo importante ed innovativo percorso a cui fare riferimento nei confronti di una moltitudine di soggetti gravati in ambito carcerario» spiegano i legali.

massimiliano-cofanelli

L’avvocato Massimiliano Cofanelli

La stessa Corte ha riaffermato quindi la stessa filosofia sottesa al sistema della legge sulla droga improntata al recupero del condannato affetto da dipendenza patologica da alcol o droghe, attraverso una risposta differenziata dell’ordinamento penale proprio in ragione della singolarità dei suoi destinatari. In tal senso, accogliendo il ricorso degli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli la Corte «ha ritenuto che una diversa ed estensiva interpretazione della norma finirebbe in realtà per stravolgere il divieto di analogia in malam partem, con un ampliamento della norma penale oltre i limiti fissati dallo stesso Legislatore e da tali premesse, ha dunque ritenuto necessario un giudizio di meritevolezza integrale, non operando alcuna preclusione normativa. Carnevali era stato tratto in arresto due anni fa in un villino di sua proprietà a Porto Recanati dove era stata rinvenuta diversa sostanza stupefacente tanto da presupporre una accentuata tossicodipendenza; ora a seguito della Cassazione il procedimento di sorveglianza dovrà iniziare di nuovo e su ben altri presupposti» concludono i legali.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page




Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X