«Con la mobilità dei pazienti
la Regione “regala” milioni ai privati»

L'INTERVENTO di Claudio Maffei sul budget che palazzo Raffaello dovrebbe recuperare dalle case di cura: «Deve attivarsi per “riprendersi” 1,8 milioni di euro che le sono stati tolti. Non risulta però che l’abbia fatto. Che aspetta?»
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di Claudio Maria Maffei*

Cominciamo dalla fine: nel 2019 la Regione Marche ha letteralmente regalato 5 milioni alle sue Case di Cura private e quest’anno rischia di regalargliene quasi altri due. Come si spiegano questi costosi regali? Per seguire la vicenda bisogna partire da qualche informazione su come viene gestita tra le Regioni la compensazione per i cittadini che da una Regione scelgono di curarsi in un’altra Regione, com’è loro diritto. Questi “viaggi” vengono definiti mobilità sanitaria e determinano un aggravio dei costi per le Regioni in cui sono più i cittadini che vanno fuori Regione (mobilità passiva) rispetto a quelli che vengono dalle altre Regioni (mobilità attiva). Con questo “scherzetto” alle Marche nel 2020 sono stati tolti dal finanziamento 47,4 milioni di euro che sono la differenza tra entrate ed uscite per la mobilità. In particolare, questa cifra riguarda i flussi di mobilità 2018 che erano gli ultimi disponibili quando a marzo 2020 è stato fatto il riparto del fondo sanitario di quest’anno tra le diverse Regioni.

Ma non è finita qui. Se la mobilità attiva la fanno le strutture private, la Regione prima incassa per loro e poi glieli ridà. L’ordine di grandezza di questa produzione è attorno ai 50 milioni di euro. Più sopra che sotto. Quindi il saldo negativo di mobilità reale a carico del Bilancio della sanità marchigiana è vicino ai 100 milioni di euro l’anno su un finanziamento complessivo attorno ai 3 miliardi di euro. Poi nel 2020 tutto risentirà dell’emergenza epidemica che tutto ha scombussolato compresi i flussi di mobilità.

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Il governatore Luca Ceriscioli

Se uno ha pazienza e guarda bene il finanziamento 2020 della Regione Marche si accorge che a parte quei 47,4 milioni alle Marche verranno tolti altri 1,8 milioni perché i privati hanno fatto troppi ricoveri in più in mobilità attiva rispetto al 2017 e quindi più o meno metà del valore economico di quello che hanno fatto in più ci è stato tolto dal finanziamento. Ripeto “ci”: perché per ora a rimetterci è stata la Regione. Questo è già successo nel riparto del Fondo 2019 in cui le Marche hanno dato ai privati 5 milioni che le altre Regioni non hanno in realtà pagato per la ragione ricordata prima: aumento non giustificato dei ricoveri in mobilità attiva dei privati rispetto all’anno prima. Siccome ai privati le Marche non avevano posto limiti adeguati i privati hanno incassato e la Regione no. La vicenda fu oggetto di una interrogazione in Consiglio da parte di Gianluca Busilacchi che non ebbe però risposta. La spiegazione più semplice è che la Regione non si era accorta per tempo del problema, che pure le era stato segnalato.

La Regione ha cercato di mettersi al riparo per la mobilità 2018 con effetto sul riparto 2020 scrivendo nell’accordo con le Case di Cura Private relativo al 2019-2021 che in caso di abbattimenti della loro produzione in mobilità attiva da parte delle altre Regioni con effetti sul riparto del fondo sanitario nazionale per gli anni 2020 e 2021 di quegli abbattimenti non si sarebbe fatta carico la Regione che li avrebbe “ribaltati” sulle strutture private. E quindi adesso la Regione deve attivarsi per “riprendersi” quel 1,8 milioni di euro che le sono stati tolti. Non risulta però che l’abbia fatto. Che aspetta? O quasi 2 milioni di euro come diceva Totò sono bazzecole, quisquilie, pinzillacchere? Con questa Regione non si sa mai.

*Medico in pensione, già direttore sanitario della Asl 3 di Fano, dell’Ao Umberto I di Ancona, dell’Inrca di Ancona e responsabile dell’Assistenza ospedaliera della Regione

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