(Video) Barbara Minghetti,
direttrice artistica a distanza
«Valutiamo tutti gli scenari possibili»

SFERISTERIO - Sta trascorrendo la quarantena a Como con il compagno e la figlia. Un periodo triste ma con degli aspetti positivi: «C'è più condivisione, il lavoro è più riflessivo, ho recuperato la dimensione familiare e dovrò rivedere la mia schizofrenia negli spostamenti». Sul futuro della stagione lirica: «Entro il 30 maggio annunceremo le variazioni, se dovessero esserci. Siamo fiduciosi»
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L'intervista a Barbara Minghetti

di Alessandra Pierini

E’ a casa sua a Como Barbara Minghetti, direttrice artistica del Macerata Opera Festival. La sua quarantena è di lavoro, di continuo confronto coi suoi team e anche in cucina. «Cose semplici – spiega – ogni tanto propongo anche di saltare qualche pasto». Molti avrebbero scommesso che una come lei, abituata a non fermarsi mai e ad essere fisicamente sempre in giro, non ce l’avrebbe fatta a star ferma tanto a lungo. Avrebbero perso. «Io ero sempre in treno, il tratto che mi portava a Macerata mi manca moltissimo ma siamo animali in adattamento e sono riuscita a fare quello che ci hanno chiesto. Ma appena sarà possibile, io arrivo, promesso».

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Barbara Minghetti durante l’intervista a Cronache Maceratesi

Come sta vivendo la quarantena?

«Inizialmente triste, ora un po’ più consapevole. Si lavora per il futuro in un contesto di dispiacere e sofferenza ma ci sono anche degli aspetti positivi».

Quali ad esempio?

«C’è la volontà molto forte di stare uniti anche se lontani. Farò anche delle riflessioni su di me, sulla schizofrenia di essere sempre ovunque, sul fatto di essere sempre di corsa. Le cose si fanno comunque anche se in modo più lento. Ho notato che c’è più condivisione e il lavoro è più riflessivo.  Ieri abbiamo incontrato in chat i Cento mecenati ed è stata molto toccante, ci sono tanti amici».

Ci sono cose che magari aveva in programma da tempo e finalmente hai fatto o ti sei portata avanti in qualcos’altro?

«In realtà sto lavorando tantissimo. Abbiamo programmato e disfatto. Ho del tempo per me sabato e domenica e questo non era per niente scontato. E cucino, cosa che non mi piace. Sono a casa col mio compagno e mia figlia. E’ vero che la dimensione familiare si  recupera.  Ci sono delle cose di questa chiusura positiva, altre molto tristi. Un ringraziamento infinito ad esempio va alle persone che stanno lavorando in prima linea. Ho provato a fare un po’ di volontariato ma in questo momento è bene lasciare che siano i professionisti ad occuparsi delle cose importanti»

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Barbara Minghetti, direttrice artistica del Mof, durante la cena di Natale dello Sferisterio

E’ difficile anche per programmare una stagione che non si sa ancora come sarà…

«Noi siamo fiduciosi, nel senso che abbiamo deciso di rispettare quello che ci è stato detto. Quindi continueremo a lavorare sul festival annunciando poi definitivamente le variazioni se ci dovranno essere entro il 30 maggio. Abbiamo la speranza che essendo lo Sferisterio uno spazio all’aperto siano concesse delle soluzioni che stiamo studiando sulla platea e sul pubblico, il famoso distanziamento ottenendo, una platea ridotta. Stiamo facendo diversi scenari. Abbiamo deciso di non demordere adesso. Noi facciamo spettacolo e crediamo che lo Sferisterio sia un luogo importante di svago ma anche di lavoro. Il settore è in grave difficoltà, specie chi lavora a giornata e non ha ammortizzatori sociali. Ho sentito i registi e Francesco Lanzillotta anche per capire come rivedere gli spettacoli».

E’ possibile che bisognerà mantenere la distanza anche sul palco. Come se lo immagina questo nuovo teatro?
«Il problema dell’opera è quello delle masse: il coro,l’orchestra devono stare vicini non per estetica ma per amalgama del suono. Ci sono ipotesi difficili da attuare ma vedremo. Non bisogna pensare che si riuscirà a fare l’opera, perchè quella si fa così, c’è un motivo, non è un vezzo. Valuteremo tutte le ipotesi, da un’edizione ridotta per numero di spettacoli che ad una riduzione del coro dell’orchestra, fino a spettacoli che consentano di rispettare tutte le direttive. Ad oggi ci piace portarlo avanti com’è. Il mondo e sta evolvendo molto molto velocemente e magari per giugno è cambiato tutto».

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Il Rigoletto allo sferisterio

Si sta confrontando anche con gli altri teatri d’Europa?

«Sì stiamo cercando di fare una sorta di carta d’identità delle varie realtà. La situazione è variegata, c’è chi ha già annullato le stagioni estive e chi sta lavorando in questo momento nei teatri chiusi. Per questo ci permettiamo di essere fiduciosi, nel rispetto di tutti. Le persone devono essere sane. Questo è il punto di partenza».

Qual è il suo messaggio ai maceratesi?

«Il desiderio è di stare insieme è tanto, finchè non si potrà fare fisicamente lo faremo comunque in qualche modo. Io comunque appena si potrà arrivo».

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