Lo Sferisterio si affida ai mecenati,
«il Mof è pienamente operativo»

MACERATA OPERA FESTIVAL - Il soprintendente Luciano Messi: «Vedremo quando e come poter agire, con i controlli sanitari da applicare nei luoghi di spettacolo, con i tempi di riapertura, con i criteri di utilizzo del fondo di emergenza per gli spettacoli dal vivo. Il tutto si chiarirà entro fine mese ed a maggio faremo le verifiche. Agiremo con il massimo realismo ma con la totale fiducia che la stagione si possa fare: eventuali modifiche possono aprire strade interessantii»
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Il soprintendente Luciano Messi

 

di Luca Patrassi

Scenari aperti, l’unica ipotesi esclusa sembra l’annullamento della stagione lirica 2020 Oggi la conferenza dei vertici dell’associazione Sferisterio non ha aggiunto moltissimo a quanto emerso ieri (leggi l’articolo). Il sovrintendente Luciano Messi ha confermato l’anticipazione legata alla volontà del Ministero di voler erogare comunque i fondi per gli spettacoli all’aperto mentre il sindaco Romano Carancini, nel saluto di apertura, ha sottolineato come «sia decisiva la presenza dei mecenati al nostro fianco, sono stati importanti nella storia del Macerata Opera Festival e credo che oggi lo siano ancora di più. Viviamo una fase delicata e difficile, si continua a lavorare per la stagione ma stiamo aspettando decisioni importanti che non dipendono da noi. Andiamo avanti insieme e con fiducia». Il sovrintendente Luciano Messi ha rilanciato la parola guida – fiducia – del sindaco ed ha sottolineato come l’associazione stia lavorando a pieno regime: Il Mof è pienamente operativo, il festival è pronto: siamo arrivati al punto in cui possiamo agire da soli, ora tutto quello che possiamo fare è attendere le informazioni per applicare eventuali correttivi. C’è una crisi le cui dimensioni non sono state inquadrate correttamente all’inizio. Vedremo quando e come poter agire, con i controlli sanitari da applicare nei luoghi di spettacolo, con i tempi di riapertura, con i criteri di utilizzo del fondo di emergenza per gli spettacoli dal vivo. Il tutto si chiarirà entro fine mese ed a maggio faremo le verifiche. Agiremo con il massimo realismo ma con la totale fiducia che la stagione si possa fare: eventuali modifiche possono aprire strade interessanti, vedremo. Distanti ma uniti, i luoghi all’aperto consentono forme di aggregazione, conviviamo con la distanza di sicurezza: l’estate segnerà una tappa di recupero della dimensione sociale, ci diamo un po’ di tempo».

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Barbara Minghetti, direttrice artistica del Macerata Opera Festival

 

Barbara Minghetti, direttrice artistica del Mof, apre con i saluti al pubblico che la segue online: «Non vengo a Macerata dal 23 febbraio, mi mancate. Ci sono situazioni da chiarire ma stiamo lavorando, è importante andare avanti e lo stiamo facendo con diverse iniziative, dal Flauto magico in streaming al progetto per i bambini. Stiamo pensando a chat tematiche dedicate ai vari gruppi – dalla Croce Rossa al Rotary passando per le aziende – e curate dai protagonisti della stagione lirica. Per il nuovo allestimento, Tosca, stiamo lavorando molto con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti. Vogliamo fare il nostro lavoro e vogliamo farlo bene, è importante fare opera tutti insieme, importante per motivi economici ed artistici. Ci sono centinaia di persone che lavorano al Mof, vogliamo andare avanti ma senza essere incoscienti, senza dimenticare il dolore e quanti sono in prima linea in questo momento». Francesco Lanzillotta, direttore musicale del Mof ha ricordato le linee guida del festival: «Proposte non scontate quanto agli allestimenti e cast formati da cantanti in carriera e giovani promesse pronte al lancio internazionale. Un investimento che facciamo prendendoci anche i rischi del caso, Quanto a Tosca sarà piena di fuoco e di passione».

Infine la regista di Tosca, l’ argentina Valentina Carrasco, cresciuta collaborando con la Fura dels Baus e autrice di numerosi spettacoli, fra cui Carmen a Caracalla e Les vêpres siciliennes: «Fare questo tipo di opere fa un po’ paura perché sono titoli che la gente ha nel cuore e conosce bene». Ma chi si aspetta un allestimento tradizionale dovrà attendere ancora perché Carrasco spiega subito la sua visione: «Fare un allestimento classico non è nel mio sentire, faccio un spettacolo per il pubblico di oggi ed uso il suo linguaggio. Certo, ci saranno tutti i riferimenti dell’opera. Posso capire un allestimento tradizionale se sei a Roma ma la mia Tosca allo Sferisterio sarà vista con un taglio cinematografico pur rimanendo fermi i riferimenti all’arte». Sferisterio ai nastri di partenza della stagione 2020: resta da capire chi, come e quando darà il via libera.

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