Quale ripartenza dopo il sisma?
Convegno per i 700 anni
dalla morte della Beata Mattia

MATELICA - Nel segno del grande benefattore delle Clarisse, Enrico Mattei, quattro partecipanti (due ex Eni) al forum che si è svolto in monastero con un tema tratto dal 'diario' di Cesare Pavese

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Il convegno a Matelica

 

di Maurizio Verdenelli

«L’unica gioia al mondo è ricominciare. E’ bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante» (Cesare Pavese, “Il mestiere di vivere”).

convegno-beata-mattia-5-325x244Si può ricominciare dopo un sisma? Cosa mette in moto dentro la crisi? Prendendo, sorprendentemente, ispirazione dal diario reso drammatico, dalla narrazione dei suoi ultimi giorni di vita, la Comunità delle Clarisse di Matelica ha aperto le celebrazioni per il 700esimo anniversario del “Transito al Cielo” della Beata Mattia Nazzarei, della quale si attende l’ormai prossimo annuncio della Santità. Matelica è tradizionalmente da sempre stretta nella devozione della “sua” Beata: nella splendida chiesa annessa al convento, che ne custodisce i resti mortali (nel 2014 l’ultima essudazione dopo 57 anni) nel ’91 pregò San Giovanni Paolo a conclusione della sua visita a Camerino e Fabriano. L’anniversario è stato dunque anche l’occasione per discutere di un dramma che ha colpito anche e sopratutto il territorio matelicese: il terremoto del 2016.

convegno-beata-mattia-3-325x244A moderare il convegno sulla ripartenza non a caso e’ stato chiamato un ex alto dirigente Eni, Sergio Palma (già direttore Eni E&P per Africa, Medio Oriente e Cina) nel nome di Enrico Mattei, il grande Benefattore del monastero, da Lui salvato con risorse proprie dalla rovina della struttura gravemente fatiscente e vicina al crollo. Nel bosco di Bascapè, nell’ottobre del ’62, tra i pochissimi resti di Mattei furono rinvenute intatte le reliquie della Beata che il fondatore dell’Eni conservava religiosamente nel portafoglio. Al dibattito ha inoltre preso parte un ex consigliere d’amministrazione Eni, il prof. Giulio Sapelli. “Sull’impegno di Eni per la ripartenza dell’Italia” è stato il tema trattato del docente di Storia economica dell’università di Milano.

convegno-beata-mattia-4-325x244Con Capelli, ha preso parte al forum il direttore dello stabilimento Svila di Visso, Mauro Enrico Parretti (“Sulla ripartenza di un territorio dopo il sisma”). Nel cuore del cratere sismico la Svila, 180 occupati, fatturato di trenta milioni (triplicato negli ultimi 8 anni) tra le prime cinque in Italia nella produzione di pizze surgelate, ha ripreso l’attività dopo appena 24 giorni dalle prime scosse del sisma del Centritalia. Tra i relatori (“Sul valore della rinascita umana e la scoperta di un senso”, Daniele Mencarelli, autore de “La casa degli sguardi”, Mondadori, 2018). Tanti i presenti, il convegno e’ stato teletrasmesso su maxischermo anche su una sala adiacente a quella dello spazio non riservato alla clausura. In quella clausura dove solo Enrico Mattei aveva l’autorizzazione (cfr “Il futuro tradito”, Ilari editore) ad entrare nelle sue visite a Matelica che coincidevano con l’amato monastero, nel corso delle quali controllava se le buone suore legate al voto di povertà utilizzassero le essenziali comodità, il riscaldamento, una cucina, che il lungo restauro aveva loro procurato.

convegno-beata-mattia-12-325x244All’apertura delle celebrazioni anche il vescovo emerito di Fabriano-Matelica, monsignor Giancarlo Vecerrica. Che ha ribadito la data del 42esimo Pellegrinaggio Macerata-Loreto, di cui lui è il padre fondatore: sabato 13 giugno. «Da poche decine di studenti maceratesi siamo arrivati a centomila presenze» ha detto con orgoglio “don” Giancarlo. E, sempre sensibile ai valori della comunicazione, ha lanciato pure un auspicio per l’organo della diocesi “L’azione”. «Ha una platea di 5.000 lettori: il suo futuro continui ad essere ancora e sempre sereno e solido». Al convegno, importante l’impegno di Rosanna Procaccini, assessora ai Lavori pubblici e alla Ricostruzione post sisma, un po’ “braccio secolare” della comunità delle Clarisse e della memoria matelicese del fondatore e primo presidente dell’Eni, degna erede del padre Ferdinando che a Matelica come corrispondente dei tre giornali (allora) con cronaca provinciale, dedicò con forte impegno, sino alla fine, gran parte della vita.

(foto di Erminio Burzacca)

 

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