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Rosato ‘battezza’ Italia Viva a Macerata:
«Il M5s non fa l’alleanza? Meno male»

POLITICA - Il coordinatore nazionale ospite all'Asilo Ricci ha incontrato iscritti e simpatizzanti. Tanti i temi sul piatto con il terremoto che ha animato molte domande dal pubblico: «Ci servirebbe un Bertolaso». Sulle regionali: «Abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia dei cittadini. Lo faremo da soli, se non capiscono che candidarsi per perdere non è una buona strategia»
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Antonello De Lucia, Ettore Rosato e Fabio Urbinati

 

di Federica Nardi (foto di Fabio Falcioni)

«Viviamo oggi la sfida di stare in un governo difficile. Stiamo attraversando una fase che deve definire il nostro orizzonte politico, che non può prevedere un’alleanza con i 5stelle. Il Movimento non fa l’alleanza in regione? Ma meno male». Così Ettore Rosato, vicepresidente della Camera e coordinatore nazionale di Italia Viva, si è rivolto ieri sera alla platea dell’Asilo Ricci a Macerata. Un incontro convocato dal neo partito di Renzi e rivolto ad iscritti e simpatizzanti. La serata ha affrontato temi più che altro di respiro nazionale: dal rapporto con il governo attuale fino alle prospettive elettorali ma il dibattito si è acceso molto sul terremoto. Più interventi dalla platea, compreso quello di Franco Capponi (sindaco di Treia attualmente sospeso), hanno ribadito la necessità di intervenire sul corpus normativo del sisma e anche sulla scelta del nuovo commissario alla Ricostruzione (sempre che Piero Farabollini, attualmente in proroga tecnica, sia sostituito) per dare una speranza a tre anni dalle scosse che hanno devastato la provincia.

Luciano Pantanetti e Narciso Ricotta

Tutti i candidati alle primarie del centrosinistra presenti in sala. Verso le prima file Narciso Ricotta e Luciano Pantanetti, nelle “retrovie” David Miliozzi e Stefania Monteverde (arrivata dopo la presentazione della sua candidatura e andata via poco dopo). E poi gli esponenti locali di Italia Viva che non parteciperà alle primarie ma farà parte della coalizione di centrosinistra per il voto alle comunali di Primavera. In sala i consiglieri comunali Ulderico Orazi ed Enrico Marcolini. In prima fila l’ex rettore Unicam Flavio Corradini (il nome forte dei renziani in Regione), l’ex deputato Piergiorgio Carrescia, Francesco Fiordomo (ex sindaco di Recanati e attuale assessore), Lorena Polidori (già coordinatrice provinciale di Forza Italia), Orietta Baldelli (ex parlamentare) e Teresa Lambertucci (ex segretaria provinciale Pd). Nonché l’avvocato Vando Scheggia e l’ex sindaco di Mogliano Silvano Ramadori. Al tavolo insieme a Rosato, Antonello De Lucia e Fabio Urbinati, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale.

Ettore Rosato

«Questa città è bellissima ma fa male vedere tanti edifici pubblici bloccati e tanti soldi che ci sono dietro, perché i soldi per la ricostruzione ci sono, ma la burocrazia ci impedisce di sbloccarli. Tutto questo ci impone di dare uno shock all’economia – ha detto Rosato sul tema del terremoto -. La difficoltà grande a Roma è capire quanto è stato devastante il terremoto a Macerata, anche dopo anni. Vedere quanto è grande questa devastazione mi ha molto colpito. I morti hanno significativamente spostato l’attenzione da un’altra parte. Ci servirebbe un Bertolaso. L’impegno centrale è non dimenticare mai il grande tema della ricostruzione nel vostro territorio. E poi lavorare sulle aree interne. Un piccolo negozio aperto nell’entroterra non è solo un’attività commerciale ma diventa un servizio pubblico. Perché serve a mantenere la comunità. Per questo ci sarà un lavoro sulla fiscalità di vantaggio». A chi gli ha chiesto di prevedere proroghe più durature, come quella per lo stato di emergenza, ha risposto: «Facciamole. Siamo a vostra disposizione facciamo tutto quello che serve».

«Il nostro non è un elenco di cose che non hanno funzionato ma di quello che vorremmo fare meglio – ha proseguito Rosato, spaziando dal tema nazionale a quello regionale -. Questa regione ha figure per esprimere discontinuità. Abbiamo bisogno di ricostruire la fiducia dei cittadini di questa regione. Lo faremo insieme ad altri o da soli, se non capiscono che candidarsi per perdere non è una buona strategia. Allora bisognerà essere un po’ più pungenti. O si coglie oggi l’occasione per ridare uno slancio al quadro politico di questo Paese, oppure quando? Oggi si è persa la capacità di costruire le cose insieme perché non c’è la professionalità. Se vogliamo caratterizzarci come partito richiamiamo le professionalità che ci sono in questo Paese, che sono tante. Le elezioni amministrative e regionali, in questo, saranno un campo di prova».

L’articolazione di Italia Viva a livello locale e regionale però è ancora da definire. «Oggi non è ancora necessario scegliere gli organismi del partito, lo faremo prima di febbraio», ha anticipato Rosato.

Fabio Urbinati

Fabio Urbinati è tornato poi sul tema delle regionali: «Abbiamo bisogno di cambiare programmi e se serve anche persone. I sondaggi non devono essere la stella cometa, tuttavia un’indicazione la danno. E ci rendiamo conto che c’è bisogno di una scossa e di un cambiamento. Quindi abbiamo posto il problema del governatore. Quando c’è una competizione importante si candida quello che è più in sintonia con i cittadini e che meglio interpreta il territorio. Dobbiamo accettarlo: la politica è servizio e quindi anche fare un passo indietro».

A destra Francesco Fiordomo e Ulderico Orazi

Franco Capponi

Francesco Fiordomo e Ulderico Orazi

Piergiorgio Carrescia, Enrico Marcolini e Flavio Corradini

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