Addio al circolo Reasonanz:
«Colpa dell’Agenzia delle Entrate»

LORETO - Dopo sei anni di attività, il locale chiuderà i battenti sabato prossimo con l'ultima serata per salutare tutti i soci. Il coordinatore Stefano Petrella: «Ci è stato revocato il regime fiscale di cui beneficiano le associazioni culturali. E dunque ora dobbiamo versare i contributi in arretrato come fossimo un locale profit. Non possiamo permetterci di continuare»
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L’esterno del Reasonanz

 

di Marco Benedettelli

Addio Reasonanz. Un altro circolo culturale della provincia di Ancona chiude i battenti. Il prossimo sabato, 18 gennaio, si terrà l’ultima festa del locale che per sei anni dalle colline di Loreto, in aperta e splendida campagna, ha aggregato, informato, fatto ballare e conoscere una fitta platea di soci. Ad annunciarlo, gli stessi coordinatori dell’associazione di via Leonessa tramite la propria pagina Facebook, dove nell’evento “Ciao.Risonanz” si legge: «Poteva succedere prima, poteva succedere dopo, poteva succedere mai. Ed è finita così: il Reasonanz lascia il corpo (…) Tutti invitati all’ultima festa di saluti ufficiali e generali». L’annuncio coglie di sorpresa i numerosissimi affezionati del laboratorio culturale, fucina instancabile di concerti, presentazione di libri, spettacoli, festival di fumetto, laboratori circensi e feste di Capodanno, l’ultima quella del 2020. «Si tratta di una decisione sofferta, la causa principale è una recentissima sanzione dell’Agenzia dell’entrate che ci pare del tutto ingiusta e ingiustificata. Stiamo prendendo le nostre contromisure legali», spiega Stefano Petrella, il coordinatore del Reasonanz che con queste parole fornisce a Cronache Ancona una prima ricostruzione del contestato provvedimento: «I funzionari ci hanno revocato il regime fiscale di cui beneficiano le associazioni culturali. E dunque ora dobbiamo versare i contributi in arretrato come fossimo un locale profit, cioè una normale discoteca o un ristorante che fa guadagno. Si tratta di una stangata che ci taglia le gambe. La multa non è ancora ufficializzata, si tratta però di una somma insostenibile. Noi siamo un’associazione di volontari, nessuno guadagna nulla dalla nostra attività, dove gli incassi coprono solo le spese».

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Giorgio Montanini ospite al locale

Ma come si è arrivati a questa decisione da parte dell’Agenzia dell’Entrate?: «A seguito di controlli, i funzionari hanno decretato che alle nostre riunioni decisionali periodiche non avrebbe partecipato un numero cospicuo di soci e quindi le linee gestionali sulle nostre attività sarebbero state prese in modo arbitrario e non democratico, dunque secondo una procedura difforme dallo statuto dell’Associazione Reasonanz – spiega Petrella –. Si tratta di argomentazioni da parte nostra ampiamente contestabili. Abbiamo sempre mandato le convocazioni delle riunioni, lo dimostrano le mail. E poi tutti, ogni socio, può sottoscrivere che il Reasonanz sia sempre stato un laboratorio democratico, antifascista, dove ognuno ha sempre potuto dire la sua e fare proposte sulla programmazione. Le linee del nostro statuto sono state immancabilmente rispettate nella profonda sostanza. Non abbiamo mai violato le norme, i nostri avventori sono regolari tesserati. Eravamo un circolo Aics poi siamo entrati da quest’anno nell’Arci. Derubricarci da associazione culturale a ente profit con regime fiscale pieno lascia quantomeno perplessi» continua Petrella. Inoltre il locale ha sempre rispettato l’ordine pubblico, mai una serata dove si sia verificato un parapiglia, nessuna sostanza stupefacente in circolo. «Abbiamo continuamente avuto ottimi rapporti con le forze dell’ordine, che più di una volta sono venute nel parcheggio a controllare, ottimi rapporti con l’amministrazione locale, con la Siae, con i proprietari dello stabile e dell’area, la fondazione Opere Laiche Lauretane, che sempre ha rispettato il nostro lavoro senza mai intervenire – continua Stefano Petrella –. In sei anni abbiamo ricevuto una sola telefonata, di una signora che alle otto di sera di una giornata estiva ci chiedeva di abbassare il volume per ascoltare meglio i cartoni animati con i figli. È stato il massimo delle lamentele». Negli anni il locale si è contraddistinto per numerosi incontri pubblici, concerti, i cabaret comici, non ultime le tre assemblee di questa estate, dove con i membri della ong Mediterranea si è criticato il Decreto Sicurezza Salvini. Numerosissime le attività per bambini e per famiglie, nel segno dell’accoglienza.

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«Cosa accadrà ora? – si domanda il coordinatore dell’associazione – difficile dirlo. Siamo abbattuti. Gestire un locale del genere comporta uno sforzo organizzativo eroico. Ci sono 10mila euro all’anno di spese vive, fra affitti e utenze. E i nostri prezzi sono sempre stati contenuti, il concerto più caro è costato al pubblico 13 euro. Con 12 euro si cena. Ma al di là di questo provvedimento dell’Agenzia dell’Entrate, si sommano altri problemi. Le norme di sicurezza sono asfissianti, un locale come il nostro, con un vastissimo giardino, è autorizzato a contenere massimo 200 individui, dovremmo stare lì col conta-persone a chiudere i cancelli una volta raggiunto il numero. Va detto poi che manca il ricambio generazionale, i giovani dai 20 al 27 anni non ci frequentano, fare aggregazione è impresa improba. Ma qui siamo su dinamiche sociologiche più grandi di noi». A soffrire della prossima chiusura sono soprattutto i genitori dei bimbi più piccoli. «Sto ricevendo tantissimi messaggi di solidarietà. Non esagero quando dico che c’è gente con le lacrime agli occhi. In sei anni abbiamo creato una comunità, formato una mentalità. Per molte famiglie del luogo, coi nostri spazi verdi, eravamo diventati un punto di riferimento. Ora ci fanno chiudere con un motivo che non mi spiego: avremmo trasgredito ai principi democratici decisionali stabiliti dal nostro statuto». Appuntamento al 18 gennaio per l’ultima festa, a questo punto «con annessi ultimi compleanni, ultimi vinili che gireranno, ultime foto e ultime lacrimucce. Come fosse ancora Capodanno» si legge nell’evento creato. Poi, quando la musica è finita, spegnete le luci, cantavano i The Doors. Ciao Reasonanz.



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