Simonacci entra in Fratelli d’Italia,
Acquaroli: «Dal Pd strumentalizzazioni
E mal governano le Marche da 20 anni»

RECANATI - I vertici provinciali del partito della Meloni hanno accolto l'ingresso del consigliere comunale. Il deputato risponde alle critiche dei dem e sulla sua candidatura a Governatore ribadisce: «Non si può mettere in discussione l'accordo nazionale»

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Al centro Simone Simonacci e Francesco Acquaroli durante la conferenza di oggi pomeriggio

 

Simone Simonacci, candidato sindaco del centrodestra alle elezioni della scorsa primavera, entra in Fratelli d’Italia. L’annuncio è stato dato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi pomeriggio al Caffè Piazza Leopardi. Presenti anche il deputato Francesco Acquaroli (candidato dalla Meloni a Governatore delle Marche), il consigliere regionale Elena Leonardi, il coordinatore cittadino Ettore Pelati, il coordinatore provinciale Massimo Belvederesi e Mirco Braconi, membro del direttivo nazionale. «E’ nato qualcosa in questi mesi con i giovani di Fratelli d’Italia, una corrispondenza sugli stessi obiettivi – ha spiegato Simonacci –  Ho trovato delle persone valide che mi hanno accolto nel gruppo per lavorare insieme. Mi sono innamorato di questo ambiente e naturalmente ne condivido valori ed obiettivi. In questi mesi, che ho frequentato Fratelli d’Italia, ho avuto modo di conoscere Francesco Acquaroli non solo come politico ma anche come persona e sono estremamente felice che sia stato scelto come candidato alla presidenza della giunta regionale, sono convinto che sia la persona giusta. Naturalmente costituirò il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia mentre rimarrà viva la presenza in città dell’associazione culturale di “Iustissima civitas” che in questi mesi ha pagato l’ingenuità di aver dato lo stesso nome anche al gruppo consiliare. Ora sarà tutto più chiaro».

«Da noi si entra sulla condivisione di certi valori e per mettersi in servizio della comunità – ha detto Francesco Acquaroli – Ho scoperto in questi mesi una bellissima persona che ha messo tutto sé stesso nella sfida alla guida di Recanati. Ha perso per un soffio, per un numero di persone che è quello dei componenti di una famiglia, neanche di un condominio».

Dopo un quadro generale sulla situazione politica nazionale Acquaroli – sollecitato dalle domande – è ritornato su temi inerenti alla sua candidatura, ribadendo concetti già espressi in altri incontri: «Mi rifaccio a note di agenzie di stampa che parlavano di un accordo nazionale sulle regioni, in cui si diceva che la Calabria e la Campania andavano a Forza Italia, che l’Emilia Romagna e la Toscana andavano alla Lega, mentre le Marche e la Puglia andavano a Fratelli d’Italia. Quindi Giorgia Meloni ha indicato il mio nome per questa regione. La Lega ha fatto delle affermazioni un po’ diverse ma noi non riteniamo come Fratelli D’Italia che, come in tutte le altre regioni in cui si corre con la coalizione di centro destra, qualcuno possa mettere in dubbio questa indicazione che non ho avanzato io personalmente ma è stata data per la Regione Marche dal presidente di Fratelli D’Italia».
Al Pd che ha criticato molto la scelta della sua candidatura dopo la sua partecipazione alla cena del 28 ottobre ad Acquasanta, risponde:  «Io dico al Pd che deve parlare di quello che ha fatto in questi ultimi 20 anni nel governo della Regione Marche. Quando lo vedo interessato ad un evento, sul quale mi sono già pronunciato, anche nell’immediatezza dei fatti, non credo che io abbia altro da dire né tantomeno scusarmi di cose che non ho fatto. Perché chiedere delle scuse per cose che non si sono fatte significa che c’è una disonestà intellettuale e una disonestà anche nei fatti. Chi strumentalizza fatti come questi dopo 20 anni di governo dimostra di non avere nulla da dire. A me interessa un confronto leale sui tanti problemi che toccano i cittadini marchigiani».

(redazione Cm)

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