Fabio il conquistatore:
«A Civitanova siamo cresciuti,
a Macerata eravamo poco considerati»

INTERVISTA al patron della Lube fresco di triplete: «E' l'anno più bello della nostra storia, essere diventati campioni del mondo è la consacrazione dell'azienda». Per Giulianelli è merito anche della nuova piazza: «Oggi ci sentiamo coccolati, abbiamo una casa nostra e veniamo percepiti come una ricchezza per la città. La politica del capoluogo non ha voluto fare il nuovo Palas, anche al Foro Boario di Villa Potenza c'erano tutte le condizioni per realizzarlo. Restare lì in quelle condizioni avrebbe voluto dire ridimensionarci». Il prossimo obiettivo? «Pensiamo alla cucina da vendere domani»
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Fabio Giulianelli con i figli Eugenio e Massimo dopo la vittoria dello scudetto 2016-2017

 

di Mauro Giustozzi

E’ un Fabio Giulianelli su di giri ed entusiasta della sua Lube che ha vinto tutto in questo 2019 ed è ora la squadra da battere a livello planetario.

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LA LEZIONE di un imprenditore – Fabio Giulianelli durante la convention del Gruppo Lube a Civitanova

Giulianelli, come si sta in cima al mondo?
«Questo è sicuramente l’anno più bello della Lube volley nella sua oramai lunga storia. Vincere in Mondiale può essere un fatto fine se stesso, come impresa, come vittoria. Ma vincerlo dopo aver già conquistato uno Scudetto ed una Champions League è l’esatta dimostrazione che oggi nel mondo c’è solo una squadra che si chiama Lube. Dire questo è un qualcosa di emozionante e straordinario per me. Siamo la squadra più forte del mondo, che bella frase».

In passato quando non arrivavano i risultati si è spesso detto che la squadra non fosse all’altezza di un’azienda invece leader in Italia e nel mondo: stavolta questo gap è stato colmato?
«Se vogliamo rappresentare quello che significa tutta la nostra determinazione, tutta la nostra storia aziendale, devo mettere in evidenza quanto accaduto nel terzo set. Dobbiamo estrapolare quel terzo parziale di ieri e porlo come esempio eclatante della filosofia dell’azienda Lube. Quella determinazione nel lottare, nell’essere in difficoltà a livello ambientale, difficoltà tecnica: il riuscire a tenere, non retrocedere di un centimetro e nello stesso tempo tirar fuori tutte le energie per vincere quel set che si è poi dimostrato decisivo per la vittoria della partita. Quando abbiamo detto che avevamo una squadra con gli attributi, una squadra ignorante questa è stata la dimostrazione in quel terzo set che abbiamo voluto vincere. Era difficile resistere alla pressione del Sada Cruzeiro e dei suoi tifosi: ci siamo riusciti, siamo ripartiti in modo fantastico. Quel set è la storia della pallavolo Lube».

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Fefè De Giorgi con il suo staff dopo la vittoria di ieri

I meriti in questo successo sono di tante componenti, ma una citazione particolare se la merita Fefè De Giorgi arrivato in panchina giusto un anno fa e che ha guidato il club verso traguardi straordinari.
«Quando seguo le partite e vedo che qualcosa non va passa poco tempo che De Giorgi interviene prendendo il giusto provvedimento, la giusta scelta. E’ sempre lucido, molto responsabile, una professionalità che dà sicurezza ai giocatori prima ed a noi stessi. Rimanere lucido e non farsi trascinare dagli eventi quando giochi significa avere garanzie. E’ la forza di una bella persona e di un grande professionista. Questa squadra fatta di grandi campioni aveva bisogno di una guida che fosse anche superiore a loro e questo Fefè lo ha dimostrato in questo anno. Riconferma garantita? Tra noi basta una stretta di mano, non ci sono scadenze per nessuno figuriamoci per lui».

Lube che ha vinto tutto, ora come si guarda avanti in questa stagione?
«E’ la domanda che mi viene posta maggiormente in queste ore. Il modo di pensare dell’azienda Lube mi viene in soccorso. In azienda diciamo sempre che la cucina che abbiamo venduto ieri è superata, la cucina da vendere domani è quella più difficile. L’impresa è quella di domani. Quindi è la partita, o il trofeo, di domani che dobbiamo vincere. Questi successi ci hanno dato la consapevolezza e la forza di vincere la partita di domani. Sempre con umiltà e piedi a terra che ci ha contraddistinto come azienda e società di volley. C’è il lavoro, la passione la determinazione di tante persone dietro che non potrà mai essere deluso».

Quanto vale questo successo sportivo mondiale anche per il marchio aziendale Lube.
«Molto, davvero moltissimo perché è l’aspetto vincente, di chi crede alla conquista di un qualcosa che è sempre possibile se ci abbini lavoro e passione. Questa vittoria rappresenta proprio la consacrazione, l’aver raggiunto un grandissimo risultato. Per un’azienda di provincia come noi essere prima in Italia nel settore delle cucine ed avere la squadra di volley campione del Mondo significa che non è un caso. Il lavoro, la determinazione, la voglia di essere protagonisti e non solamente di partecipare, rispettando gli avversari ma con la consapevolezza che per vincere bisogna dare il massimo. Questo vale nell’azienda che vende le cucine e nello sport per avere la meglio su una concorrenza sempre agguerrita. La sfida è il sale, lo stress, la bellezza: vivere con lo stress è tanto bello, chi vuole la vita normale ha sbagliato squadra come ebbi modo di dire alla vigilia della finale di Berlino ai miei giocatori».

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LA NUOCA CASA – Con il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica

Civitanova si gode questo triplete di successi che conferma la bontà della scelta fatta dalla Lube.
«Civitanova ci ha ospitato, non avevamo una casa nostra e ci ha aperto le braccia. Ci rende belli, ci gratifica, i giocatori si trovano bene, un ambiente ideale per lavorare. Ci sentiamo un po’ coccolati è un qualcosa che lo sentiamo forte attorno a noi. Voglio ringraziare l’amministrazione, sia questa che quella passata, che ha fatto credere a noi che la Lube sarebbe stata un’eccellenza per la città e lo sentiamo ogni volta che andiamo a Civitanova. La Lube viene percepita come una ricchezza per la città e noi ne siamo molto gratificati».

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I TEMPI DI MACERATA – Fabio Giulianelli con il sindaco Romano Carancini prima del trasferimento a Civitanova

A Macerata, invece, ad ogni successo Lube, molte critiche e talvolta anche pesanti insulti sui social nei confronti del sindaco Carancini colpevole di avervi fatto scappare dal capoluogo.
«E’ difficile riparlarne perché oramai per me è tutto superato: l’ho vissuto anche con amarezza perché sembrava che andavamo cercando delle scuse o delle situazioni per andare via. Non è così. Macerata doveva condividere il progetto Lube: la nostra società aveva voglia di emergere, non potevamo più stare in quel palasport dove non si poteva giocare la Coppa Campioni o organizzare eventi importanti. Restare a Macerata in queste condizioni avrebbe voluto dire ridimensionarci. Non ce la sentivamo di continuare ad investire sapendo che il top l’avevamo toccato in quella struttura. La politica poi deve anche prevedere o lavorare per fare in modo e maniera che si sviluppino possibili ricchezze per la città amministrata. Noi volevamo essere considerati un patrimonio per Macerata e spesso, invece, non abbiamo sentito dall’amministrazione questo aspetto qua».

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Fabio Giulianelli con Giulio Silenzi che da vice sindaco di Civitanova aprì le porte per il trasferimento della Lube

Giulianelli, quello del nuovo palazzetto dello sport annunciato per anni a Macerata è stato l’aspetto decisivo del divorzio?
«Un ostacolo politico per la storia di questo nuovo palazzetto che si è trascinata per tanti anni. Se uno vuole ci sono mille possibilità per poterlo fare. Al Foro Boario di Villa Potenza c’è stata la possibilità di realizzare questo impianto, era tutto fatto, pianificato, ricordo che avevamo persino brindato al progetto poi ci sono stati dei blocchi certamente non tecnici ma unicamente politici».

A proposito di politica, Maurizio Mosca ha proposto lei come l’unico Giulianelli cui darebbe il suo appoggio se fossi candidato sindaco, rispetto all’avvocato Giancarlo Giulianelli di cui si era ipotizzato: che effetto le ha fatto?
«Ringrazio Maurizio Mosca che è un amico, ma Fabio ha una sua azienda che deve guidare ogni giorno per mantenerla sui livelli dove siamo e migliorarci ancora, e con questi momenti la mia concentrazione è tutta dedicata alla Lube. Ammiro Maurizio Mosca che ha fatto tanto per la sua città e gli ho detto personalmente che sarebbe stato un buon candidato sindaco per le prossime elezioni. Lui lavora tanto con passione: anche Giancarlo Giulianelli è un bravo professionista il che è una ricchezza. Da parte mia però declino l’offerta e ringrazio Momo per il pensiero».

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Fabio Giulianelli premiato a Palazzo Chigi dopo le vittorie di Scudetto e Champions dello scorso maggio

Chiudiamo tornando sulla stagione del volley che, non sembrerebbe, ma è ancora nella fase iniziale.
«Per come è partito questo calendario così concentrato sarebbe importante per la Lube riuscire a portare a termine la regular season al primo posto perché tra le prime 4 squadre di questa SuperLega la differenza la fanno i particolari e sarebbe importante poter avere più partite da giocare in casa quando si arriverà alla fase playoff. Questa è la prima pressione che stiamo mettendo ai giocatori, cioè lottare per mantenere il primo posto in classifica. Alla luce di questi successi ottenuti la Lube risulta ancor più la squadra da battere e noi ci sentiamo ancor più fieri di essere il riferimento e di far star male gli altri: saremo attaccati da tutte le parti, ma questo è il bello di essere i primi».

 

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