La confettura di Morici della Sigi
vince il premio Platino
al Wine Festival di Merano

ECCELLENZE - L'azienda agricola della famiglia Buccolini ottiene un altro prestigioso riconoscimento. I frutti antichi rivivono nella campagna maceratese e sabato 23 novembre apertura straordinaria con in mostra le proposte natalizie

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La premiazione a Merano

 

Arriva un altro importante riconoscimento per la Sigi, azienda maceratese specializzata nella produzioni di confetture di alta qualità. Alla premiazione “Platinum Award a  1600 metri” di Merano  la confettura di Morici è risultata tra i top 10 Platinum su 400 prodotti food già ognuno top di gamma. La premiazione si è svolta all’interno della 28ma edizione del Merano WineFestival che si è svolto dal 7 al 12 novembre. Ben 8500 visitatori, oltre a 300 giornalisti e oltre a 500 ospiti tra invitati e partner dell’evento con diverse presenze estere tra la Cina e gli Stati Uniti d’America. Una bella vetrina per la famiglia Buccolini che realizza le sue produzioni a mano, solo con materie prime di altissima qualità, con grande attenzione alle varietà antiche locali e ai frutti selvatici che stanno scomparendo dal mercato. Tra questi i morici (chiamati anche gelsi bianchi o neri),  frutti che nascono dall’omonima pianta e che possono essere usati al naturale o nella preparazione di dolci. Un prodotto utilizzato anche da grandi chef perchè davvero multifunzionale: può essere abbinato per creare piatti dall’antipasto al dessert con un successo strepitoso.

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«Un frutto che non si raccoglie più poichè il mercato non recepisce un frutto fresco con una conservabilità praticamente nulla, – ci spiega Martina Buccolini responsabile della comunicazione dell’azienda e figlia di Silvano e Giuliana, fondatori dell’azienda – così nella nostra confettura riesce a dare tutto il meglio di sè, i profumi e i colori si mantengono nel tempo e il frutto rimane intero per poter essere utilizzato nei più vari abbinamenti: un raviolo è stato riempito con grande successo con i morici interi e ricotta, le tagliate di manzo ai nostri gelsi neri, la pizza con lievito madre gorgonzola e morici, il foie gras che dal secondo al dolce viene glassato con la nostra confettura di Morici e per ultimo ma non meno importante: il gelato ai morici, sia come sorbetto che come variegato esprime davvero tutto il bello di questo frutto straordinario».

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Sabato 23 novembre nel pomeriggio l’azienda agricola apre le sue porte in contrada Acquevive 25 invita tutti per una giornata con la presentazione delle proposte natalizie. «Una apertura straordinaria- continua Martina Buccolini – rivolta soprattutto alle aziende che hanno intenzione di scegliere insieme a noi i migliori pacchi aziendali e strenne natalizie, ma aperta a tutti. Con i nostri sapori e colori che si intersecano con quelli dei migliori prodotti della zona e con l’atmosfera unica del Natale»

 

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Confetture, gelatine, sottoli, salse di frutta, condimenti, realizzati integralmente a mano, sono i prodotti della Si.gi, che ha riscoperto le antiche ricette locali maceratesi. Da segnalare oltre ai morici la Sapa, le Visciole al sole (unica produzione Italiana ancora esistente), le brugnolette, ei fichi bianchi. Tra le produzioni davvero esclusive citiamo il Vino di Visciola e, dopo otto anni di sperimentazioni e prove, il Giuggiolone, bevanda aromatizzata a base di vino, dolce, adatto per accompagnare i dessert. Di colore giallo dorato con profumi e sapori netti molto persistenti di giuggiola matura questa bevanda è ottenuta dalla fermentazione delle giuggiole secondo la cultura contadina, il Giuggiolone è l’antico, vero,naturale brodo di giuggiole.

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Pane, ricotta e morici di Chef Errico Recanati ristorante Andreina

 

I fondatori hanno vinto la loro sfida partita nel 1996 quando Silvano, tecnico dell’istituto agrario di Macerata decide di lasciare il suo posto di lavoro statale per inseguire il suo sogno ambizioso. Nelle campagne maceratesi sempre più di rado si vedevano piante di gelso nero, visciola, giuggiola, fico bianco, alberi che avevano contraddistinto la giovinezza di Silvano e su cui tante volte si era arrampicato per coglierne i frutti. Insieme a sua moglie Giuliana, da sempre appassionata custode di antiche ricette della mamma e della nonna, decidono di ripiantare quei frutti che tanto caratterizzavano il territorio e di creare il primo laboratorio per proporre le confetture e le salse a tutti quei ragazzi che non avevano avuto la possibilità di assaggiarli e a tutte le persone che volevano riassaporare il gusto della loro selvaggia giovinezza. Dall’unione di Silvano e Giuliana nasce Sigi, acronimo dei loro nomi, del loro amore e della passione in comune per le cose buone, sane e fatte bene.

(Articolo promoredazionale)

 

 

 


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