“Sicurezza è libertà”:
Marco Minniti a Macerata
INCONTRI D'AUTUNNO - Secondo ospite del Circolo Aldo Moro l'ex ministro dell'interno Pd intervistato da Raffaele Vitali, venerdì 8 novembre alle 21 all'hotel Claudiani
Ospite del Circolo Aldo Moro arriva a Macerata l’ex ministro dell’interno Marco Minniti. Sarà intervistato da Raffaele Vitali, venerdì 8 novembre alle 21 all’hotel Claudiani. Il tema scelto per questo secondo appuntamento degli Incontri d’Autunno con l’esponente del Pd è “Sicurezza è libertà. Terrorismo e immigrazione contro la fabbrica della paura”. E’ il titolo del suo ultimo libro che darà spunto al confronto con dibattito finale.
«La differenza tra la sinistra e il nazionalpopulismo consiste proprio in questo: la sinistra ascolta, mentre i populisti fanno finta di ascoltare, quando invece il loro unico obiettivo è di tenere incatenata la gente alle proprie paure». Parte da questa convinzione la riflessione di Marco Minniti, ex ministro dell’Interno e da oltre vent’anni ai vertici degli apparati di sicurezza e di intelligence del nostro Paese. «Anni fondamentali e difficilissimi, -si legge nelle note di presentazione del volume – in cui si è trovato a gestire, in particolare nei sedici mesi al Viminale, eventi epocali di portata internazionale, come la forte ondata migratoria successiva alle primavere arabe, il consolidamento dello Stato islamico e la stagione dei feroci attacchi terroristici in territorio europeo, la crisi libica con le sue ancora attuali conseguenze. E poi, sul versante interno, l’emergenza sicurezza nelle grandi città, la lotta alla criminalità organizzata, il caso emblematico di Ostia e di altri comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Non è possibile garantire la sicurezza rinunciando alla libertà: barattare la seconda in cambio della prima significa innalzare pericolose barriere, dimenticando che la connessione del mondo è ormai irrefrenabile. L’idea del confine come separazione dagli altri crea società chiuse. Sull’onda dei nazionalpopulismi, l’unità europea, che ci ha garantito settant’anni di pace, è a rischio di estinzione. E questo potrebbe essere l’inizio di molti drammatici danni. Un salto nel buio che non ci possiamo permettere».
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