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Primarie? Gostoli invita i suoi alla calma
«Pensiamo a una grande coalizione,
i 5Stelle non ci vedono come avversari»

MARCHE 2020 - Il segretario regionale del Pd sulle polemiche per la scelta del candidato governatore in vista delle elezioni dell'anno prossimo: «Nella direzione del partito è stato condiviso un percorso giusto: prima la squadra e i punti programmatici, solo dopo le candidature e gli strumenti per deciderle»
martedì 3 Settembre 2019 - Ore 20:31 - caricamento letture
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Giovanni Gostoli

 

di Giovanni De Franceschi

«Calma e gesso: è questo l’invito che mi sento di fare a tutti». Dove in quel “tutti” sono racchiusi i due schieramenti di chi vorrebbe le primarie in vista delle elezioni del 2020 e di chi vorrebbe invece evitarle. E’ così che il segretario regionale Giovanni Gostoli cerca di tenere insieme le diverse anime del Pd marchigiano. Nelle ultime settimane, infatti, il tema primarie è tornato nel dibattito politico del centrosinistra dopo mesi di letargo. Di sicuro la discesa in campo dell’ex rettore Unicam, il maceratese Flavio Corradini, già candidato alle politiche del 2018 per i dem, ha avuto il merito di smuovere acque considerate da molti fin troppo stagnanti. E’ partita una raccolta firme, esponenti di peso del partito (vedi per esempio l’ex deputato Piergiorgio Carrescia) hanno rilanciato la richiesta, alcuni sindaci si sono schierati. A rendere lo “scontro” palese, però, sono state le dichiarazioni del governatore Luca Ceriscioli alla Festa dell’Unità di Pesaro: «Quando a candidarsi è chi ha già governato non si usa lo strumento delle primarie. Un partito sa se hai ben governato o no. Se si ritiene che ho governato bene si va avanti. Le primarie non sono un tema». Insomma la parole del presidente uscente, potrebbero essere tradotte così: penso di aver governato bene, ma se il partito ritiene che così non sia me lo dica. In caso contrario non avrebbe senso fare le primarie per scegliere un altro candidato del Pd, se non per una guerra fratricida.

Discorso diverso per le primarie di un’eventuale coalizione, più o meno allargata. Per questo il segretario regionale invita alla calma. «Stiamo vivendo un cambiamento dello scenario politico nazionale molto importante – spiega Gostoli – che fino a qualche settimana fa nessuno si sarebbe immaginato. Nelle prossime ore sarà chiaro se nascerà un governo di svolta o se si andrà alle elezioni politiche e ovviamente qualunque soluzione inciderebbe sullo scenario regionale. Per questo invito tutti al buonsenso, aprire una discussione sulle primarie durante una crisi governo, significa non avere cognizione del quadro politico». E’ chiaro che un’eventuale governo “giallo-rosso”, oggi praticamente certo dopo il sì arrivato dagli iscritti del Movimento 5 stelle sulla piattaforma Rousseau, aprirebbe la possibilità di un’alleanza simile anche nelle Marche. «Le primarie sono un strumento – chiarisce – non un mezzo per le ambizioni di qualcuno. Nella direzione regionale a luglio è stato condiviso un percorso giusto: prima la coalizione e i punti programmatici, solo dopo le candidature e gli strumenti per deciderle. C’è bisogno di una una grande squadra, l’unica cosa certa è che il Pd si mette a disposizione per un centrosinistra allargato e aperto alle migliori forze civiche. Tanti 5Stelle nelle Marche non vedono più il Pd come avversario ma come un interlocutore serio. E qualora il governo dovesse partire, valuteremo in direzione regionale e con gli alleati come impostare il dialogo».

Questa la linea ufficiale del partito: prima la coalizione con i temi portanti del programma poi il nodo candidature, che a quel punto non potrebbe prescindere dalle primarie. Il Pd ovviamente riconfermerebbe Ceriscioli, che dovrebbe vedersela con i candidati degli alleati. E se dovesse aprirsi il discorso con i 5stelle la partita si farebbe anche più complicata per il governatore uscente. «La ricostruzione delle aree colpite dal terremoto – conclude Gostoli – è tra i primi punti nelle linee d’indirizzo per la bozza del programma di un governo Pd-5Stelle. È una buona notizia e un bel segnale per le Marche. Invece, ricorderete tutti, quando è circolata la bozza del “contratto di governo” Lega e M5S il tema della ricostruzione non era presente ed è stato inserito solo a seguito delle proteste. Da un anno e mezzo sono state avanzate tutte le proposte concrete per semplificare la normativa nazionale e accelerare la ricostruzione. Quelle indicate della Regione Marche, dal presidente Luca Ceriscioli e dai sindaci del cratere che sono state presentate anche in Conferenza Stato-Regioni. Sono contenute perfino nel Disegno di legge del Pd Marche, depositato in Parlamento, a prima firma Verducci. Fino a ieri le proposte sono cadute quasi tutte nel vuoto, le comunità sono state abbandonate, i bisogni dei territori inascoltati.  È ancora tutto in divenire e nelle prossime ore sarà più chiaro se nascerà un “governo di svolta” oppure se andremo a nuove elezioni in autunno. Qualora dovesse nascere un governo Pd 5Stelle oggi diventa più forte la speranza che prenda a cuore il tema della ricostruzione post-sisma del Centro Italia». Intanto il 6 ci sarà l’assemblea regionale dei segretari di circoli, la settimana dopo l’assemblea regionale del partito e poi quella dei sindaci dem. 

 



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