Guerra all’inceneritore,
il comitato avverte:
«Eco-mostro alle porte»

TOLENTINO - Il gruppo di cittadini contrari alla realizzazione dell'impianto, di cui fa parte anche il consigliere regionale Bisonni, muove battaglia: «Distanza tra scuola e struttura di smaltimento decisamente inferiore ai limiti previsti»

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Il comitato “No inceneritore” prosegue la sua battaglia, per impedire la realizzazione di un nuovo «eco-mostro» in contrada Rancia a Tolentino. «Dopo il rigetto della seconda istanza presentata dalla ditta Biorecovery Srl, finalizzata a ottenere l’autorizzazione per la realizzazione dell’impianto, sembrava che il rischio fosse definitivamente scongiurato. Nelle scorse settimane la ditta, tramite i propri legali, ha inviato una nota per controbattere alle istanze poste dalla Provincia: il rischio che l’inceneritore arrivi alle porte della nostra città è quindi concreto più mai». Il comitato ritiene estremamente gravi le lacune informative che si riscontrano sia nella risposta della Provincia, sia nella relazione elaborata dal comune di Tolentino, che di fatto hanno impedito l’archiviazione definitiva della richiesta della ditta. «Nei documenti del Comune e della Provincia non viene menzionato il fatto che, a pochi passi dall’ubicazione scelta per l’impianto, sia presente una scuola che ospita centinaia di ragazzi». Il gruppo ha constatato che la distanza risulta decisamente inferiore ai limiti previsti dal piano regionale dei rifiuti, approvato dal Consiglio regionale con delibera n.128/2015. Già due mesi fa, il comitato aveva richiesto all’amministrazione tolentinate di convocare con urgenza il tavolo tecnico trasversale, chiedendo di potervi partecipare per offrire un ulteriore contributo tecnico. «Purtroppo – sottolineano – alla nostra richiesta non è stato dato alcun riscontro e le lacune già citate ne sono la diretta conseguenza. In casi come questo la cosa migliore è unire le forze e ascoltare chi sta lottando giorno dopo giorno». Il comitato spera che nelle prossime settimane vi possa essere un utile e sinergico confronto tra gli attori interessati. Tuttavia, per evitare che vi siano ulteriori «corto circuiti informativi» il collettivo, per conto del consigliere regionale Sandro Bisonni, membro del direttivo, ha già depositato in Provincia una memoria in cui si cerca di fare chiarezza sulla la vicenda e si espongono dettagliatamente le motivazioni per le quali l’inceneritore non può essere realizzato nel luogo prescelto. «Se l’impianto venisse realizzato – concludono i componenti del comitato – , circa 100 tonnellate al giorno di fanghi organici (una quantità enorme, superiore ai reflui dell’intera provincia di Macerata) verrebbero bruciate a Tolentino, con un rischio di inquinamento enorme. La battaglia continua e saremo sempre più attenti, affinchè tutte le istituzioni preposte compiano il loro dovere per scongiurare la realizzazione dell’eco-mostro».

 

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