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Violentatore seriale:
condannato a sei anni

PORTO RECANATI - Tra le vittime anche una minorenne che era andata in discoteca con una amica. Oggi la sentenza del Gup del tribunale di Macerata
mercoledì 17 Luglio 2019 - Ore 15:59 - caricamento letture
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L’avvocato Emanuele Senesi

 

Sei anni per avere violentato o palpeggiato quattro donne, tra le quali una minorenne (mentre verso una amica di questa c’era stato un tentativo di violenza). I fatti erano avvenuti a Porto Recanati e sotto accusa c’era un 20enne di origini tunisine che vive nella città costiera. Oggi per il giovane si è chiuso il processo che si è svolto con rito abbreviato davanti al gup del tribunale di Macerata. Secondo l’accusa un primo episodio risale al 14 gennaio 2018 ed era avvenuto a Porto Recanati. Il 20enne avrebbe costretto una passante, dopo averla afferrata da dietro, a subire palpeggiamenti. In quel caso inoltre avrebbe anche strappato la collana d’oro che la donna aveva al collo (da qui la contestazione di rapina). Il 6 febbraio, ancora a Porto Recanati, si sarebbe avvicinato ad un’altra donna, per poi stringerla contro una parete per impedirle la fuga e l’avrebbe palpeggiata. Altro episodio era avvenuto il 16 febbraio. In quel caso, secondo l’accusa, il 20enne aveva tappato la bocca ad una donna per non farla urlare, l’aveva trascinata a terra e portata dietro ad uno stabilimento balneare per poi immobilizzarla, abbassarle i pantaloni nel tentativo di avere con lei un rapporto sessuale. La donna a causa di quell’aggressione aveva riportato ferite alla schiena e al volto guaribili in 10 giorni. Altri due episodi contestati hanno come vittime due ragazze minorenni che erano state in discoteca a Porto Recanati ed erano avvenuti il primo aprile del 2018. Il giovane avrebbe prima cercato di avere un rapporto con una di loro, che era ubriaca, ma aveva dovuto rinunciarci perché era arrivata l’amica di questa, una 17enne. A quel punto, dice l’accusa, avrebbe costretto la 17enne ad avere un rapporto sessuale completo dopo averla immobilizzata. Il giovane è difeso dall’avvocato Emanuele Senesi che ha sostenuto come «è evidente che, anche per la tipologia di vittime, una aveva 60 anni, un’altra era stata colpita da ictus, il mio assistito soffre di qualche patologia».



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