Ballottaggio dalle due facce:
candidati politically correct,
ma le due coalizioni se le danno
RECANATI - Da Antonio Bravi e Simone Simonacci nessun attacco frontale, mentre le rispettive squadre alzano il tiro. Il centrosinistra punta il dito sulla presenza nel campo avverso degli ex amministatori «dell'immobilismo, del tirare a campare, dei debiti fuori bilancio e della finanza creativa». Il centrodestra sulla figura di Fiordomo: «Vuole imporre un candidato di facciata solo per continuare ad amministrare secondo la sua volontà»

Antonio Bravi e Simone Simonacci durante il faccia a faccia di ieri nella redazione di Cm
Da una parte si accusa Antonio Bravi di essere divisivo e si agita lo spauracchio di un’eventuale scelta di Francesco Fiordomo come vice. Dall’altra si punta il dito contro la squadra che sostiene Simone Simonacci, composta da ex amministratori e in particolare da «quelli dell’immobilismo, del tirare a campare, dei debiti fuori bilancio e della finanza creativa». A pochi giorni dal ballottaggio che decreterà quale sarà il nuovo sindaco di Recanati, le due squadre in campo continuano a darsele di santa ragione. E lo fanno proprio per bocca delle due coalizione, visto che i rispettivi candidati hanno scelto la strada del “politically correct”. Il centrodestra parte dall’appello al voto firmato da cittadini, prof e politici in favore di Bravi e dalle accuse di antidemocraticità, razzismo e fascismo rivolte ai principali partiti della coalizione: Lega e FdI. «Pur sapendo che Antonio Bravi viene dal mondo dell’estrema sinistra – attacca la coalizione di Simonacci – mai ci siamo permessi di attaccarlo per le sue ideologie, ma solo sui fatti e sui risultati negativi ottenuti. Vogliamo anche ricordare che mentre il nostro programma e il nostro progetto amministrativo hanno visto una convergenza da parte di diverse forze politiche avversarie al primo turno, la candidatura di Antonio Bravi si è rivelata divisiva, tant’è che è l’appoggio del Pd è arrivato solo da parte di quelle sezioni non interessate direttamente dalla sua esperienza amministrativa. Visto inoltre che veniamo attaccati anche per avere in squadra degli esponenti dell’amministrazione precedente, vogliamo sapere da Bravi se è vera la voce che vuole Fiordomo come suo vicesindaco. Riteniamo infatti che i recanatesi debbano sapere se questa città stia effettivamente decidendo se abbandonarsi al personalismo di un sindaco che, non pago di 10 anni di governo cittadino, vuole imporre un candidato di facciata solo per continuare ad amministrare secondo la sua volontà. I recanatesi devono sapere che quella di domenica è la scelta tra il vero cambiamento o il prosieguo di questa amministrazione».
La coalizione di centrosinistra che appoggia Bravi punta invece proprio sulla composizione della squadra di Simonacci, vista come qualcosa di lontano dal cambiamento. «Cinque candidati sindaco perdenti (Paoletti, Bartomeoli, Giaconi, Bertini, Grufi) tutti al fianco di Simonacci: questo sarebbe il nuovo? Questo sarebbe il cambiamento? – si chiede e sottolinea la coalizione – Vogliamo riportare le lancette indietro e tornare alla città sull’orlo della bancarotta? Sabrina Bertini accusa Antonio Bravi per la mancata condivisione sulle strategie relative agli Ircer. Chieda al collega Maurizio Paoletti che accettò dal Comune il bidone delle Clarisse per quasi 3 milioni di euro. Chiedete al già assessore e candidato sindaco Bartomeoli dei derivati e dei debiti fuori bilancio: milioni di euro. Al geometra Alfredo Mancinelli, al già presidente del consiglio Giaconi, al consigliere Pepa, all’ex assessore e presidente Grufi, la vicenda dell’ex mattatoio, delle aree intorno allo stadio Tubaldi, i Pip a Squartabue. Il candidato che viene dalla luna non può dimenticarsi dei suoi sostenitori. A volte ritornano. Vogliamo tornare indietro di 10 anni o proseguire sulla strada del buon governo e del cambiamento? Vogliamo la Recanati con il bilancio sano o quella della finanza creativa e dei debiti? Vogliamo la Recanati con il parco di Villa Colloredo abbandonato, la cattedrale chiusa, il Colle dell’infinito ed i giardini nel degrado? A volte ritornano. La scelta è semplice».
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A me piace andare al cuore delle cose.Per la piega che oggi ha assunto la politica la distinzione tra i diversi livelli di consultazione elettorale ha perso parecchia consistenza e non smentisce questa considerazione il fenomeno delle liste civiche.Ogni dato,infatti,viene poi valutato in termini di confronto destra/sinistra.Ci si confronta sui temi amministrativi ma in realtà il confronto è di natura squisitamente politica.