In 19mila visitano la Raci, Carancini:
«Ha vinto la relazione umana»
MACERATA - Numeri importanti per il bilancio finale della 35° edizione della Rassegna agricola. Soddisfazione del sindaco, protagonista anche di un saltarello ballato con i Pistacoppi. Macchina organizzativa presto al lavoro per l'edizione 2020 che dovrebbe svolgersi il 15, 16 e 17 maggio
di Valentina Cannone
Grande affluenza anche in questa 35° edizione della Raci, soprattutto nella giornata di sabato, complice una bella giornata di sole e temperature gradevoli. Il bel tempo non è durato molto, ma non ha fermato le migliaia di persone che hanno comunque reso questo finale della Raci un grande successo. La quarta edizione della rassegna sotto l’egida del Comune di Macerata, affiancata dalla Regione Marche e dalla Provincia di Macerata e sponsor privati, va in archivio con numeri importanti.
Ed eccole le cifre della 35^ edizione: 19.051 visitatori per un incasso totale di 84.592 euro, 280 gli espositori, 2.100 gli operatori presenti in fiera, 200 i bovini, tutti di alta qualità come segnalato dalla Anabic provenienti dalle migliori aziende dislocate nelle province di Macerata, Ancona, Perugia, Pescara, Teramo e Benevento, 130 i cavalli.
In tre giorni si sono susseguiti tanti eventi: presentazioni di libri, workshop, convegni, show cooking, l’asta bovina, pecore da tosare e molto altro ancora.
Tante le attività di coinvolgimento ed aggregazione sia per grandi, come il ritorno dopo diversi anni di assenza delle macchine agricole, ma anche per i più piccoli, che in questa ultima giornata si sono cimentati nell’ arte della pizza, mettendo le mani in pasta ed imparando le basi per cucinare un prodotto il più possibile buono e genuino.
Molto ampio e ricco di novità culinarie e tipicità del centro Italia, il settore dedicato al Bio. Fa da cornice, nell’ ultima giornata, un interessante convegno all’interno dell’ area istituzionale dal titolo: “ Le Mense Verdi Bio del comune di Macerata incontrano i produttori: Obiettivo km 0”.
In un evento che celebra il Made in Italy e l’assoluta certezza della provenienza di tutto ciò che finisce sulle nostre tavole non poteva mancare il banco per la raccolta firme organizzata da Coldiretti. L’ obiettivo è quello di obbligare a riportare la provenienza degli ingredienti sull’etichetta di tutti i prodotti. Creare una vera e propria carta d’ identità a tutela del nostro made in Italy.
La campagna si chiama “Stop cibo falso” e per aderire basta compilare una brevissima scheda sul sito di Coldiretti oppure recarsi presso le sedi dell’ente sul territorio.
Ad allietare l’ atmosfera anche il gruppo di musica popolare “I Pistacoppi” che dalle 11.30 hanno dato vita allo “ Spettacolo de li Pistacoppi”, un’ allegra rappresentazione delle feste popolari di una volta. Presente Il primo cittadino di Macerata Romano Carancini. Dapprima come spettatore poi , su invito di una ballerina del gruppo folk, si è cimentato nel famoso Saltarello Maceratese, dimostrando grande disponibilità ed attitudine.
«Certo i numeri quando sono positivi come quelli sopra riportati indicano un successo – commenta il sindaco Romano Carancini -. La 35ª edizione della Raci, però, è e deve essere anche altro. Intanto è espressione di un clima di maggiore fiducia dell’intero sistema di produzione agricola locale e del settore della ricerca rappresentato dalla presenza delle università e delle scuole. Forte è stata la volontà di presentare ai visitatori prodotti, metodologie di lavoro e progetti che guardano alla qualità della vita che si misura con la tecnologia e infine studia nuovi progetti in cui l’uomo è protagonista di una relazione positiva con il consumatore. Raci– prosegue il sindaco – è anche sempre di più festa popolare di tanti e per tutte le generazioni. La relazione umana, che non si conta con i biglietti staccati, bensì con la volontà di incontrarsi e dialogare, sedersi ad un tavolo per mangiare insieme, conoscere i prodotti e la loro provenienza sono allo stesso tempo valore umano e rafforzamento di un rapporto tra sistema produttivo agricolo e consumatori che solo la Raci riesce a mettere insieme. È questo l’orizzonte a cui guardiamo, la cifra di civiltà che parte dalla terra da cui nasce ogni cosa e alla quale continueremo a rivolgerci»
Insomma, ancora una volta un grande successo. Frutto di un lavoro minuzioso, gestito con grande cura ed attenzione da tutto lo staff. Un bel viaggio nel cuore del Centro Italia, tradizione ed innovazione, passato e futuro di un paese in continua crescita ed evoluzione che però non dimentica mai le proprie origini.
Tra pochi mesi, la macchina organizzativa per l’edizione 2020, che dovrebbe svolgersi il 15, 16 e 17 maggio, si metterà al lavoro per rinnovare l’offerta che fino ad oggi è risultata vincente.
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