Pastorella lascia il coordinamento terremotati:
«Devo riassegnare le mie priorità,
sono certo di aver dato il massimo»

SISMA - Oggi in un lungo sfogo ha annunciato la decisione e ne ha chiarito i motivi. Tanti amici ma anche tanti che hanno cercato di attaccarlo. E poi l’impegno che ha sottratto tanto tempo alla famiglia «ho sempre risposto a tutti, convinto di poter aiutare. Mi sono sempre fatto trovare e ci ho messo la faccia»
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Francesco Pastorella

 

Francesco Pastorella lascia il coordinamento Terremoto centro Italia, di cui era una figura chiave. Un annuncio fatto oggi con un lungo sfogo su Facebook. Parla di un momento in cui «devo riordinare le mie priorità» ma guardando a ciò che è stato fatto dice «ho a certezza di aver dato il massimo». Dopo una citazione di Schultz su tre persone al lavoro in un cantiere e alle diverse prospettive con cui vedono ciò che stanno facendo, Pastorella dice: «Guardandomi indietro vedo tantissimo impegno, tanti sacrifici e troppo tempo sottratto alla mia famiglia, alle mie bambine, ai miei genitori». Tempo dedicato ai comitati per arrivare ad una ricostruzione che ancora non c’è all’orizzonte. Tempo che è stato tolto alla sua famiglia tra telefono, social, pc e poi «elaborare, confrontarmi, ascoltare le mille grida di aiuto pervenute da terremotati in difficoltà alle quali ho sempre dato seguito (per quelle che erano le mie possibilità) – continua Pastorella –; ho risposto a tutte le ore ed in qualunque giorno della settimana perché avevo ben chiaro che se un terremotato mi stava chiamando, necessitava quantomeno di una parola di conforto, di una informazione, di una speranza».

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Francesco Pastorella con Vito Crimi

Pastorella parla poi di come «ci ho sempre messo la faccia combattendo battaglie contro forti, potenti, arroganti, ladri, farabutti e chiunque si fosse approfittato del potere per danneggiare i terremotati. Ho bussato a moltissime porte per i terremotati, porte che si sono aperte grazie al lavoro ed alla credibilità conquistata negli anni, ho organizzato eventi gratuitamente, coinvolto politici, rifiutato candidature sia alle scorse politiche che a queste europee, spronato politici amici, ma anche quelli avversari, instaurando, in nome dei fratelli terremotati, un rapporto concreto e tangibile sui fatti e non sulle convinzioni politiche». Tra le soddisfazioni cita le «tantissime attestazioni di amicizia, quella sincera, quella dell’anziano che non ti conosce e ti offre la merenda perché hai rimproverato al politico quello che lui stesso gli avrebbe urlato» ma aggiunge che «ho ricevuto anche molte critiche, alcune costruttive ed importantissime per una mia crescita personale, ma molte, troppe, inconsistenti e maligne, basate sul nulla e sull’assurda convinzione che io facessi tutto per candidarmi».

Ma non si è candidato e allora «hanno iniziato a dire che avrei avuto visibilità, una volta scoperto che la visibilità l’avevo ben prima del terremoto e che forse questo tipo di visibilità avrebbe potuto soltanto danneggiare il mio lavoro e non certo portare benefici, hanno iniziato a scavare nella mia vita privata. Beh anche lì non hanno trovato nulla se non che, pur essendo residente a Pieve Torina, ho rifiutato Cas e Sae e fortunatamente non ho bisogno di niente». Pastorella continua dicendo che quelli che volevano attaccarlo «rimarranno sempre con questo cruccio. Ovviamente parlo di gentaglia di basso livello, politici costretti alla fuga per aver rubato, politici che stanno accumulando ricchezze grazie ai soldi stanziati per i terremotati, nullafacenti che per pagarsi la benzina fondano delle associazioni benefiche o chi addirittura specula sui morti per farci business». Una cosa però dice essergli dispiaciuta: «la mancanza di presa di posizione della gente che ha sempre preferito il “lascia perdere” a dire “come ti permetti, questo ha fatto tantissimo, questo è mio amico”. Ho fatto, faccio e farò sempre parte della seconda categoria che prende posizione, che sta al fianco del suo amico, che potrà anche sbagliare, ma al quale dirò sempre ciò che penso, in privato, e che, pubblicamente, difenderò con tutte le mie forze».

Pastorella poi vira sulla sua decisione che dice «troppi fattori» lo spingono a prendere. «Ho deciso di “segnare il passo” e stare a guardare con la speranza che si riesca finalmente a dare quel cambio di rotta necessario alla ripartenza delle nostre terre.

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Francesco Pastorella durante un sopralluogo alle Sae

Sono certo che in questo modo ogni comitato e magari ogni singolo terremotato saranno responsabilizzati a battersi in prima persona per i diritti delle persone che rappresentano e per il proprio territorio, affinché non venga desertificato e colonizzato dai signorotti al potere. Continuerò comunque a sostenere ed a ritenere imprescindibile la scelta del coordinamento di organizzare prima delle elezioni la manifestazione sulla quale spero convergeranno tutti i terremotati ed i comitati». Poi i ringraziamenti, «a tutti coloro che mi hanno dato fiducia, che hanno combattuto al mio fianco, che hanno fatto enormi sacrifici per il bene comune. Ringrazio il sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci, unico vero guerriero che si è battuto e si sta battendo contro i poteri forti e contro l’ipocrisia di questa classe dirigente che sta utilizzando il terremoto come bancomat; ringrazio il capo della protezione civile Angelo Borrelli che ha ereditato una situazione compromessa da decisioni già prese e che ha sempre provato a risolvere immediatamente i numerosi problemi che gli abbiamo costantemente sottoposto. Ringrazio le Brigate che hanno capito la trasparenza della mia azione soprannominandomi addirittura “compagno P”, che per me resta e resterà sempre un enorme complimenti, ringrazio Daniel Taddei (Cgil) per il pesante lavoro che svolge ed il supporto fornito». Conclude poi ringraziando tutti i comitati e chiude dicendo «Devo riassegnare le priorità nella mia vita per cui vi saluto con una solida certezza nel mio cuore: ho dato il massimo, forse anche di più».

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