La piccola Alice simbolo dei diritti femminili
Susanna Camusso al forum Cgil:
«Il decreto Pillon è retrogrado»
MACERATA - La bambina di 6 mesi e mezzo ha ispirato il titolo dell'iniziativa. La testimonianza della mamma Maria Elena Fermanelli, rsu in Clementoni: «Le battaglie della donna sembravano essere state acquisite nel corso di tanti anni e invece ci accorgiamo dobbiamo ricominciare da capo sia dal punto di vista familiare che lavorativo». Oltre alla responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale sono intervenuti il ginecologo Stefano Cecchi e l'avvocato Bianca Verrillo
di Mauro Giustozzi (Foto Fabio Falcioni)
Difesa della legge 194, contrasto al disegno di legge Pillon e riconoscere le forme della violenza. Un cappello, una sciarpa e quattro paia di scarpe rosse appoggiate su altrettante sedie a simboleggiare l’assenza di donne che quotidianamente subiscono la violenza hanno accolto nell’aula magna del polo Bertelli a Macerata i numerosi partecipanti al forum intitolato ‘Alice nel paese che torna indietro’ organizzato dalla Cgil di Macerata in collaborazione con l’Osservatorio di genere, Donne nel Mondo e col patrocinio dell’Università di Macerata. Il dibattito, intervallato da momenti ludici affidati a Rosetta Martellini e Michele Scipioni e coordinato da Michela Verdecchia e Loredana Guerrieri, ha visto la partecipazione di diversi relatori come Maria Teresa Carloni, Mara Romagnoli, Stefano Cecchi, Bianca Verrillo, Ninfa Contigiani e Rossella Marinucci. Presente anche il segretario della Cgil Macerata, Daniel Taddei.
A tirare le conclusione di una mattinata nel segno della donna è stata poi Susanna Camusso, responsabile delle politiche di genere della Cgil nazionale. «L’importanza di reazione ad un clima che vorrebbe tornare indietro a tempi oscuri – ha sottolineato la Camusso – in cui la libertà delle donne non c’era e l’importanza di tipo economico: tutti sanno che il lavoro delle donne è un fattore moltiplicativo della crescita dell’economia, fattore demografico anche perché qui l’esperienza ci dice che un lavoro di qualità e la sicurezza economica fanno aumentare tassi demografici che sono crollati. Il tema è quello di una migliore società per tutti. Il disegno di legge Pillon deve essere ritirato: è sbagliato dal punto di vista dei minori che vengono considerati dei pacchi a disposizione dei genitori e poi è ampiamente retrogrado. Basti pensare che tutta la letteratura internazionale, compresa la convenzione di Istanbul che il nostro Paese ha firmato, esclude la mediazione in tutti i casi di conflitto e noi sappiamo bene quanta violenza ci sia e quanto non venga denunciata. Costringere alla mediazione è un modo di assolvere e dare legittimità alla violenza. Il sindacato ha una grande tradizione nella difesa di questi temi, la Cgil organizza le lavoratrici sia sul piano della contrattazione lavorativa che sui diritti civili. Noi ci siamo sempre».
Al forum presente anche la piccola Alice, una bimba nata da pochi mesi che ha ispirato alla Cgil il titolo dell’iniziativa. «Alice, la mia bambina, -ci dice Maria Elena Fermanelli, rsu Cgil in Clementoni- è nata sei mesi e mezzo fa e giustamente come la mamma lavoratrice ho affrontato i problemi della maternità al lavoro, i problemi dei 3 mesi successivi al parto, il congedo parentale, lo stipendio ridotto. Sono queste le battaglie che ci devono dare lo spunto per lavorare sui diritti delle donne di lavorare ed essere mamme lavoratrici. Oltre al decreto Pillon attualmente in discussione, anche nel mondo del lavoro la donna viene attaccata. Ci sono tanti passi che vogliamo fare affinchè la donna possa lavorare tranquillamente anche in momenti delicati come il periodo della maternità o in periodi un cui la donna ha bisogno di avere i suoi tempi. Invece sembra che ultimamente si stia tornando indietro su molti diritti: quindi le battaglie della donna sembravano essere state acquisite nel corso di tanti anni e invece ci accorgiamo che così non è. Dobbiamo ricominciare da capo sia dal punto di vista familiare che lavorativo. Dobbiamo impegnarci il doppio».
Sulla problematica delle donne lavoratrici che affrontano la gravidanza è intervenuto Stefano Cecchi, medico di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Macerata. «E’ un’iniziativa molto importante perché affronta ad ampio raggio quelli che sono i diritti della donna. –ha affermato- A tutt’oggi noi operatori sanitari che assistiamo la donna in gravidanza, noi ginecologi, ostetriche, infermiere ci troviamo ad affrontare quotidianamente le difficoltà che la donna trova nel poter proseguire le sue attività lavorative rispetto alle difficoltà che sarebbero bypassate dalla normativa in essere. Quindi ancora oggi la donna che lavora ha molte difficoltà nel poter continuare il suo percorso e poter garantire la prosecuzione della gravidanza stessa». Infine l’avvocato Bianca Verrillo ha affrontato i problemi legali legati alla separazione. «Grazie alla Cgil che ha dato vita a questa iniziativa –ha ribadito- che tocca i temi più importanti che riguardano la tutela delle donne, in quanto c’è un tentativo di tornare indietro nel tempo e quindi gettare all’aria tutte le battaglie che sono state fatte a favore delle donne, ad iniziare dalla libertà di abortire, la violenza di genere e soprattutto in tema di separazione come il disegno di legge Pillon che non è stato affatto accantonato come qualcuno vuol far credere ma non è stato ritirato. Quindi noi chiediamo che venga effettivamente ritirato trattandosi di un disegno di legge non emendabile poiché contiene molte norme in contrasto con disposizioni internazionali a tutela delle donne e grandi dubbi di legittimità costituzionale. L’allarme è reale di questo attacco ai diritti delle donne: ad esempio è noto che nella maggior parte dei casi in tema di separazione la donna è il soggetto più debole rispetto al marito, anche perché la donna è più legata alla cura dei figli e quindi rischia di essere minata nei propri diritti ed i diritti dei minori che con questo disegno di legge perdono la centralità nel procedimento».







