A Civitanova Alta la filosofia è rock:
Popsound accende l’Annibal Caro
FESTIVAL - Presentato il progetto targato Lucrezia Ercoli. Tre i giovedì a teatro che si inseriscono nella formula "Popsophia tutto l'anno". La soddisfazione del sindaco Ciarapica: «Vogliamo rendere il borgo la nostra cittadella della cultura».

Antonella Marcatili, Lucrezia Ercoli, Fabrizio Ciarapica, Maika Gabellieri ed Ermanno Carassai alla conferenza stampa di presentazione di Popsound
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
Aspettando Popsophia, arriva l’intermezzo primaverile con Popsound, da Madame Butterfly ai Beatles, dai Rolling Stones a Woodstock. Il format targato Ercoli propone un mini festival in attesa delle due settimane previste nell’estate 2019 e torna ad esplorare una rassegna che proprio a Civitanova era nata nel 2012, il Popsound. Ovvero parlare di musica e fare filosofia con il rock.
Questa mattina il progetto, che si sviluppa su tre incontri al teatro Annibal Caro di Civitanova, giovedì 7 marzo, 21 marzo e 11 aprile, è stato presentato nella sala giunta del Comune alla presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica, dell’assessore alla cultura Maika Gabellieri, dell’assessore Ermanno Carassai e della dirigente scolastica Antonella Marcatili che ha portato i saluti della dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Carla Sagretti. La poderosa macchina del festival si muove fuori stagione per portare avanti quella progettualità che fin da subito ne aveva segnato il ritorno in città. Soddisfatto del nuovo cartellone il sindaco Fabrizio Ciarapica: «Siamo veramente orgogliosi del ritorno di Popsophia, Era un nostro obiettivo e abbiamo voluto potenziarlo nella formula “Popsophia tutto l’anno”. La scelta è ricaduta di nuovo su Civitanova Alta perchè vogliamo rendere il borgo alto la nostra cittadella della cultura».
Una politica culturale confermata anche dall’assessore Carassai: «Dobbiamo risvegliare il centro storico e la collaborazione con Popsophia va in questa direzione, bisogna creare occasioni di incontro, motivi per andare a Civitanova Alta e anche la collaborazione con la Proloco è finalizzata a questo». A illustrare i temi che saranno al centro dei tre incontri la direttrice artistica Lucrezia Ercoli: «Popsound era una rassegna della primissima edizione, nata proprio a Civitanova e poi in parte abbandonata. Ma l’anno scorso l’abbiamo riproposta e seppure ad un orario impossibile, a mezzanotte, il chiostro era pieno, di giovani e giovanissimi. E così, anche grazie alla nostra band l’abbiamo ripescato e proposto per questi tre appuntamenti. Il primo, il 7 marzo intercetta la ricorrenza della festa della donna nell’incontro: “Il secondo sesso, la donna tra opera lirica e musica pop”. Abbiamo voluto interagire con un altro importante sforzo culturale dell’amministrazione civitanovese che è Civitanova all’Opera e parlare della figura della donna attraverso Madama Butterfly e La Boheme, Aretha Franklin e Gianna Nannini».
Il secondo appuntamento è dedicato all’eterno dilemma: Beatles o Rolling stones e per l’incontro arriverà a Civitanova un amico del festival, Massimo Donà. Si chiude l’11 aprile con “Rock revolution a cinquant’anni da Woodstock con il filosofo e critico musicale Alessandro Alfieri. «L’intento della rassegna – sostiene l’assessore alla cultura Maika Gabellieri – è quello di dare espressione struggente e drammatica a tre differenti e complesse operazioni culturali ricche di contraddizioni che hanno fatto sognare tutti nello stesso momento e allo stesso tempo hanno tutti costretto ad un inquietante risveglio». Tutti gli incontri di Popsophia sono ad ingresso gratuito e la frequenza ha valore di aggiornamento per i docenti: «l’ufficio scolastico provinciale da sempre crede nella necessità di intercettare le occasioni culturali che emergono all’esterno del mondo della didattica – ha concluso la Marcatili – Sono occasioni culturali importanti per stimolare l’approfondimento e l’utilizzo di linguaggi più motivanti per i ragazzi e per i giovani come quelli della fiction, delle canzoni, della musica. E’ un modo per dare occhiali diversi ai nostri studenti e ai nostri insegnanti».



