Aumenti alla casa di riposo,
il Comune non interviene sul bilancio
TOLENTINO - Bocciata in Consiglio comunale la mozione del Pd che impegnava l'amministrazione a stanziare delle somme per evitare che i rincari si ripercuotessero sulle famiglie. Il sindaco Pezzanesi: «Un dato su tutti, nel circondario provinciale, la nostra Asp è al penultimo posto in termini di costi ma al primo in termini di qualità»
di Giacomo Gardini
Respinta la mozione dei consiglieri di minoranza del Pd, Corvatta e Prugni, relativa all’adeguamento delle tariffe dell’Asp di Tolentino. La proposta, avanzata nel corso del Consiglio comunale di ieri, avrebbe impegnato l’amministrazione comunale a intervenire con risorse economiche interne sul bilancio della casa di riposo. L’obiettivo? Sollevare i familiari dal pagamento del rincaro. «Non condividiamo il comportamento piratesco della Giunta – ha dichiarato il consigliere Corvatta – Invece di intervenire per far fronte alle problematiche di bilancio dell’Asp, sindaco e colleghi hanno deliberato senza una democratica discussione in Consiglio comunale, ignorando così i proclami delle famiglie. Siamo chiamati a fare tutto il necessario per evitare l’aumento delle rette. Argomenti come questo, riguardanti il sociale, meritano tutta l’attenzione del caso, con proposte e progetti che siano frutto di un confronto politico ragionato ». Immediata la replica del sindaco Pezzanesi.
Questi ha invitato i consiglieri di minoranza del Pd a non caldeggiare proteste sterili, pur riconoscendo la nobiltà della loro mozione: «Apprezzo la fermezza con cui la minoranza del Pd ha presentato questa mozione in sede di Consiglio – ha ammesso il sindaco Pezzanesi – Di certo, la questione dell’adeguamento rappresenta un’opportunità succulenta per l’opposizione di cavalcare la protesta e raccogliere qualche consenso. Siamo intervenuti sulla ridistribuzione dell’adeguamento in maniera trasparente, tenendo conto delle esigenze dei familiari. Un dato su tutti, nel circondario provinciale, l’Asp di Tolentino è al penultimo posto in termini di costi ma al primo in termini di qualità».
Anche i colleghi di opposizione, Mercorelli e Cicconetti del M5S, si sono dichiarati favorevoli alla mozione presentata in Consiglio dal Pd: « Checché ne dica la Giunta, l’Asp non è un organo a sé stante – ha affermato Mercorelli – Di fatto, il Cda è tenuto a rispondere del suo operato con il comune, che si riserva ogni sorta di potere decisionale a riguardo. Voglio ricordare che il passaggio da cooperativa ad Asp, attuato pochi anni fa, è stato deliberato sulla base di un’ipotesi di risparmio. Se i costi sono stati in parte già tagliati, mi chiedo quali siano le effettive ragioni che giustificano l’aumento delle tariffe mensili. Non mi sembra sia stato neppure presentato un raffronto tra i bilanci passati e quello attuale. Ma la cosa non mi sorprende: la Giunta ha agito, per l’ennesima volta, senza l’approvazione del Consiglio comunale nella sua interezza ».
« Trovo che si stia strumentalizzando la questione – ha rimproverato il consigliere Ceselli – l’Asp mantiene invariate le imposte di soggiorno da più di otto anni. L’adeguamento proposto, pur rispondendo a esigenze di bilancio, è in linea con le tariffe imposte dalle strutture del circondario, in diversi casi persino più basso ».
Al termine di un lungo dibattito, la votazione e quindi la bocciatura della mozione. La ridistribuzione dell’adeguamento delle tariffe mensili, così definita e deliberata, entrerà in vigore a partire dal 1 febbraio 2019.
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