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Aumenti alla casa di riposo
«Il cda ci venga incontro
o non rispetteremo le tariffe»

TOLENTINO - A una settimana dall'assemblea straordinaria ancora nessun accordo sull'adeguamento delle tariffe per gli ospiti. La portavoce delle famiglie Graziella Antonelli: «Abbiamo scatenato una mobilitazione generale, poi? Il silenzio. Ma non credano che così facendo il fuoco si estinguerà: c’è un’intera comunità in attesa»
giovedì 10 Gennaio 2019 - Ore 11:48 - caricamento letture
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Il tavolo del Consiglio di amministrazione dell’A.S.P. insieme a Fausto Pezzanesi

 

di Giacomo Gardini

Le famiglie degli anziani residenti nell’Asp “Civica Assistenza” di Tolentino reclamano a gran voce una risposta da parte delle autorità competenti. L’improvviso aumento delle rette mensili ha scatenato l’agitazione generale, tra rimostranze e dissapori. A una settimana dall’assemblea straordinaria interna (leggi l’articolo), il cda della struttura socio-assistenziale non si è sbilanciato e un accordo tra le parti sembra essere ancora lontano. I familiari, tuttavia, non sembrano intenzionati ad arrendersi: o si procede congiuntamente alla revisione dei conti o le nuove tariffe non saranno rispettate. Il punto è questo: il cda ha disposto un aumento di 50 euro sulla stanza singola, 150 euro sulla camera doppia e ulteriori 50 euro sul servizio di assistenza diurno, le famiglie invece hanno chiesto si spalmi la spesa con un aumento di 70 euro per ospite. Ed è la portavoce dei familiari, Graziella Antonelli, a farsi ambasciatrice del dissenso diffuso, radunando intorno a sé molti sostenitori. Raccogliendo i timori di chi da anni assiste i propri anziani, lei che quelle stanze le conosce ormai bene, annuncia di non voler cedere di un passo.

Graziella Antonelli

«Come potrei darmi per vinta, quando sono state così tante persone ad interessarsi alla causa? – confessa Antonelli – Ricevo dimostrazioni di fiducia e sostegno giorno dopo giorno. Mi spingono a non arrendermi. Ai membri del cda della struttura chiedo collaborazione: un appoggio che sia tangibile e non si fermi ai discorsi di bilancio preventivo. Qui stiamo parlando di persone, anziani che hanno diritto alle migliori condizioni di vita possibili, dopo tanto lavoro, tanti sacrifici. L’assemblea straordinaria si è tenuta più di una settimana fa: abbiamo scatenato una mobilitazione generale, tutti si sono sentiti chiamati in causa nella ricerca di un confronto. Poi? Il silenzio. Ma non credano che così facendo il fuoco si estinguerà: il direttivo deve venire incontro alle nostre esigenze, altrimenti continueremo a pagare la retta rispettando le somme precedenti all’adeguamento. C’è un’intera comunità in attesa».  A quanto pare però il malumore dei familiari non si limita alla questione del rincaro inaspettato: «Frequento la struttura da anni ormai e posso affermare di conoscere perfettamente i meccanismi che la regolano – continua Antonelli – Nel corso degli ultimi tre anni la qualità dei servizi offerti è scaduta progressivamente: scarsa collaborazione tra reparti, un servizio mensa a tratti vergognoso e furti di beni personali. Tutto ciò è inammissibile, tenuto conto delle cifre che versiamo mensilmente. Questa situazione, evidentemente, è frutto di mancanze da parte del cda operante. E allora una domanda mi sorge spontanea: alla luce di questi episodi, perché l’amministrazione comunale, e in particolare il sindaco Pezzanesi, non è mai intervenuta? Che visitino pure la struttura, non solo in occasione di appuntamenti “comandati”, e vedano con i loro occhi. Noi non abbandoniamo i nostri anziani: continueremo a impegnarci per garantir loro la dignità che meritano». Un appello al cda e alle forze politiche locali perché diano risposte e intavolino un confronto vero e proprio, che conduca a un accordo valido per entrambe le parti.

Casa di riposo, aumentano le rette: la protesta delle famiglie



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