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«Casa di riposo è fiore all’occhiello,
pronti a tutto per i pazienti
Adeguamento rette in mano al Comune»

TOLENTINO - Il Cda della Asp risponde punto per punto alle critiche. «Ci aspettavamo un attacco simile, ma le continue richieste di entrare nella struttura dimostrano la qualità del servizio. La mensa verrà ottimizzata». Il Comune: «La casa di riposo è un esempio a livello regionale e ha una lista di attesa di oltre 250 persone. Nei prossimi giorni verrà illustrata la nuova ipotesi di rivisitazione delle rette»
venerdì 11 Gennaio 2019 - Ore 18:32 - caricamento letture
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La Asp di Tolentino

 

di Giacomo Gardini

«La nostra risposta ai proclami di protesta sta nella qualità del servizio offerto agli ospiti, giorno dopo giorno». Il consiglio di amministrazione dell’Asp “Civica assistenza Tolentino” replica alle accuse mosse dalla portavoce dei familiari, Graziella Antonelli. Il silenzio che ha fatto seguito all’assemblea straordinaria di giovedì scorso, sull’adeguamento improvviso delle rette mensili, aveva scatenato le rimostranze delle famiglie. Nel mirino alcune presunte mancanze da parte del direttivo nella gestione del centro e la pretesa di un punto di incontro tra le parti per la rivalutazione delle tariffe. Giorgio Sbaraglia, presidente Asp, Anna Andreani, consigliere e Simone Ricci, direttore dell’Asp del Cda, dopo aver preso atto delle dichiarazioni, hanno ribattuto punto su punto. «Nel corso degli ultimi tre anni, la corrente amministrazione ha operato nel rispetto degli eccellenti standard della struttura – dice il Cda -. Com’è fisiologico, può capitare che giungano lamentele alle orecchie del direttivo, che tuttavia si è sempre impegnato a porvi rimedio il più rapidamente possibile. Riceviamo spesso attestazioni di stima e apprezzamento da parte degli ospiti, che riconoscono le importanti migliorie apportate al centro. Senza contare che si tratta pur sempre di un’esperienza sperimentale: l’attuale cda è in carica da tre anni, e gestire una struttura simile non è affatto facile. Eppure, i traguardi raggiunti sono sotto gli occhi di tutti, un fiore all’occhiello da ostentare a livello provinciale – continuano i componenti del Consiglio di amministrazione -. Abbiamo dato il via ad assunzioni pubbliche: il personale assistenziale è stato assunto a tempo indeterminato e retribuito sulla base del nuovo contratto di lavoro. Si tratta di professionisti che hanno a cuore la loro missione, pronti a tutto pur di rispondere alle esigenze dei loro pazienti. Nell’immediato post sisma, in piena emergenza, molti di loro non hanno esitato a effettuare doppi turni di lavoro: sono risorse umane inestimabili. L’attivazione dello sportello del Centro diurno Alzheimer ci ha consentito di fornire supporto e assistenza qualificati, per ribattere alla criticità della patologia. Le zone ricreative preesistenti sono state riqualificate, altre invece sono state realizzate ex novo. Insomma, abbiamo cercato di fare del nostro meglio per offrire ai nostri ospiti strutture adeguate, risposte pronte e servizi all’altezza. Tutto è migliorabile, non c’è dubbio, ma il ritratto dell’Asp fatto dai familiari non rispecchia il suo reale valore». Immediata anche la disamina delle critiche sollevate dal comitato dei familiari: «Inutile negarlo: ci aspettavamo un attacco simile. Quando si ha a che fare con questioni di carattere economico, l’opinione pubblica è facilmente suscettibile – proseguono i componendi del Cda -. Ma ci dovrà pur essere un motivo alla base delle continue richieste di accesso alla struttura che riceviamo, persino da famiglie residenti nei comuni limitrofi. Si è parlato di furti interni. Non dimentichiamo che la nostra è una struttura aperta: pur garantendo un’assistenza minima, l’ingresso non viene filtrato. Per questa ragione, la direzione si è sempre preoccupata di far firmare una liberatoria ai visitatori, dove declina ogni genere di responsabilità in merito. Consigliamo ogni volta di depositare preziosi o affetti personali in portineria, per evitare simili equivoci. Nella struttura circolano circa 120 ospiti, tenuto conto del diurno e del residenziale: tra questi sono presenti persone affette da patologie vicine alla demenza. Non è possibile monitorarle continuamente: può capitare che qualche oggetto venga preso e nascosto, ma non rubato. Ma non certo da dipendenti – precisa il Cda -. Le critiche non hanno risparmiato neppure il servizio mensa, perciò ci stiamo muovendo anche su questo fronte. Abbiamo attivato una revisione del menù e ingaggiato una dietista, che siamo certi contribuirà a ottimizzare il servizio». E per quanto riguarda il rincaro delle rette mensili? «L’adeguamento è ora in mano dell’amministrazione comunale: se ne discuterà a breve in sede di Consiglio – spiegano i tre consiglieri -. Tuttavia, se non interverranno terzi, le quote saranno mantenute tali. Siamo tenuti a rispettare esigenze di bilancio, fermo restando che le tariffe del nostro centro assistenziale sono perfettamente in linea con quelle delle strutture in zona».

Giuseppe Pezzanesi

Sulla vicenda è intervenuto anche il Comune di Tolentino, che in una nota odierna si è detto pronto a «recepire, in maniera capillare, le esigenze dei tanti ospiti della struttura e ovviamente delle loro famiglie». Il sindaco Pezzanesi e l’amministrazione comunale reputano «assolutamente legittime le preoccupazioni riguardo l’ipotesi di aumento delle rette», pur non appoggiando «le critiche mosse in maniera assolutamente pretestuosa e non reali e oggettive da parte di chi vuole solo screditare una struttura che è portata da esempio a livello regionale e che ha una lista di attesa di oltre 250 persone. Certamente se come è stato detto e scritto “la qualità dei servizi è scaduta progressivamente… con un servizio mensa a tratti vergognoso” non si capisce perché tante famiglie vorrebbero far entrare nella Casa di Riposo “Porcelli” i propri cari. La realtà che è sotto gli occhi di tutti è semplicemente quella di una struttura accogliente, ospitale, a misura d’uomo con servizi infermieristici, medici e alla persona di qualità, con diverse attività di animazione realizzate grazie alle associazioni di volontariato cittadine. Gli ospiti sono soddisfatti così come gran parte delle famiglie. Certamente tutto è migliorabile e su questo si lavora costantemente in stretta sinergia con il presidente, il direttore e tutti gli operatori dell’Asp, favorendo una costruttiva e positiva collaborazione in primis con gli ospiti stessi e poi tenendo conto delle esigenze dei familiari. Nei prossimi giorni verrà illustrata la nuova ipotesi di rivisitazione delle rette che, come già detto, sono allo studio degli uffici preposti, tenendo conto delle esigenze di ogni ospite».

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