Bambino in affido,
«I servizi sociali si sono rifiutati
di consegnargli i regali della mamma»
STORIA - La vicenda è stata denunciata da Fabio Lucentini, responsabile per le Marche del Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus. Una donna della provincia di Macerata si è vista rimandare indietro il pacco con vestiti e giocattoli inviato al figlio
Invia un pacco per Natale al figlio che è in affido, ma le viene rispedito indietro «dai servizi sociali di un consultorio di Ascoli». Una vicenda che riguarda una mamma della provincia di Macerata e che è stata segnalata da Fabio Lucentini, responsabile del Comitato dei cittadini per i diritti umani onlus, Gruppo Marche, che parla di una «violazione dei diritti del bambino» e chiede al ministro della Famiglia e al ministro della Giustizia «di indagare per valutare se dietro a una decisione così sconcertante non ci siano irregolarità o conflitti di interesse». La vicenda, spiega Lucentini, riguarda una donna di 46 anni della «provincia di Macerata cui era stato allontanato il bambino che oggi ha 7 anni». Questo circa 3 anni fa dopo che la donna si era ritrovata abbandonata dalla sua famiglia e dal compagno e con il figlio piccolo. Per Natale la donna aveva inviato, tramite il consultorio incaricato di occuparsi del minore, un pacco con vestititi e giocattoli. Purtroppo però quei regali il bambino non li ha ricevuti, il pacco è tornato indietro, dice Lucentini: «Questa è solo l’ultima delle irregolarità e stranezze che il nostro comitato ha riscontrato sulla vicenda di questa mamma e del suo bambino». Il rappresentante del Comitato, che sta seguendo da vicino la vicenda di questa famiglia, aggiunge che «La legge e il cuore impongono di mantenere dei rapporti con la famiglia d’origine durante il periodo di allontanamento dalla famiglia, eppure non solo viene impedito qualsiasi rapporto tra la mamma e il bambino – dice Lucentini –, ma i servizi sociali si sono addirittura rifiutati di consegnare il regalo di Natale spedito dalla mamma. Un atto inutile e ingiustificato: alla mamma, infatti, non è pervenuta nessuna spiegazione. Questa vicenda ci tocca, ma non ci stupisce». Lucentini aggiunge che «c’è una chiara violazione dei diritti del minore, così si creno orfani artificiali visto che questo bambino una mamma ce l’ha».

Credo che la maternità sia sacra al di la di tutti gli errori che una madre possa fare. I servizi sociali sono poco sacri e irrispettosi dell’affetto e del sentimento unico al mondo.
Per Torquati. La maternità è sacra perché serve ad assicurare la continuazione della specie .
servizi sociali,altra piaga italiana da estirpare.
Bisogna assolutamente sapere se i regali sono stati rifiutati dalla famiglia affidataria o dai sevizi sociali. In quest’ultimi si trovano veramente delle capre, senza offesa per le bestiole, ma siccome vengono spesso usate per dire che sono stupide, cosa assolutamente non vera, per loro però, le capre. Purtroppo manca una sorveglianza di qualità che non credo proprio che ci sia ma che bisognerebbe costituire, ma poi nascerebbero i dubbi se chi ne fa parte è veramente capace e sensibile ai problemi delle persone bisognose che si scontrano con veri e proprie menefreghiste e stavolta non mi scuso con i ” simpaticissimi ” animaletti. Le assistenti sociali non andrebbero pagate assolutamente, dovrebbero esercitare solo se effettivamente mosse da sentimenti che vanno al di là del menefreghismo, della rottura di coglioni con cui spesso vedono chi si rivolge a loro, senza uffici da dove dietro una scrivania aspettando solitamente le due ( orario statale ) non vedono l’ora di andare a casa, consapevoli della loro inettitudine. Certo non sono tutte così, infatti su tante che ne ho conosciute ne salvo una sola e io solo una volta ho chiesto informazioni ad una di loro quindi non è che ne parlo così perché direttamente coinvolto. Del resto fanno parte del solito sistema che siam sempre qui a condannare.
Per prima cosa c’è da capire perché i servizi sociali hanno dato in affidamento il minore e prima di giudicare ci sono da capire le notivazioni
Mentre leggevo l’articolo, mi si è ristretto il cuore, perché trovo inconcepibile un atto del genere, ma non conoscendo bene tutti i risvolti della vicenda, si fa presto e male a giudicare.
Magari ci sono delle regole, che tutti noi non conosciamo, che impongono un accordo preliminare (che forse non c’è stato), prima di inviare un pacco…
Chissà… comunque buon anno piccolino…
Molti assistenti sociali hanno la loro vita sociale disastrata e questi sono i risultati.