«Diffamatoria la diffida su Villa Eugenia»,
la giunta denuncia il consigliere Mei

CIVITANOVA - Secondo l'amministrazione l'esponente pentastellato avrebbe fatto «considerazioni lesive della dignità, dell'onore e dell'integrità morale del sindaco». La replica: «Non mi faccio intimidire da questi atti»
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La giunta denuncia il consigliere Stefano Mei: «considerazioni lesive della dignità, dell’onore e dell’integrità morale del sindaco». Con una delibera di giunta è stata affidata all’avvocato Coltorti la querela per diffamazione contro il consigliere Mei. Secondo l’amministrazione la diffida su Villa Eugenia presentata dal pentastellato conterrebbe affermazioni diffamatorie. «Non mi intimoriscono, è la prima volta che la giunta diffida un consigliere e si fa pagare l’avvocato coi soldi della comunità». La delibera è del 4 dicembre e nelle premesse riporta quanto avvenuto il 20 settembre quando il consigliere Stefano Mei del M5s protocolla una diffida ad adempiere in merito alla transazione con la Lumar per la rinuncia alla prelazione su Villa Eugenia. Secondo la giunta «il contenuto della diffida, in alcune affermazioni e considerazioni, oltrepassa il confine della libera espressione delle idee e del diritto di critica politica e travalica in considerazioni lesive della dignità, dell’onore e dell’integrità morale del sindaco – si legge nella delibera – e degli altri amministratori e quindi dell’ente che essi rappresentano. Nei giorni successivi alla presentazione della diffida, inoltre, nei forum e nelle bacheche dei principali social network sono apparsi interventi che anch’essi varcano il confine della libera espressione di pensiero e del diritto di critica sfociando in considerazioni offensive per i rappresentanti dell’attuale amministrazione comunale e dell’immagine e dell’onorabilità dell’ente stesso». La giunta assieme ad un legale di fiducia ha valutato che il contenuto della diffida possa essere diffamatorio per il sindaco e gli amministratori e gettare discredito sul Comune e sulla sua immagine. Sorpreso il consigliere Mei: «mi viene da ridere – commenta – non sarà di certo questo a fermarmi. E mi sembra davvero strano perchè la diffida era stata scritta con un consulente del Movimento, l’avvocato Luca Miniero, un avvocato amministrativo di Roma che aveva eccepito aspetti tecnici della vicenda Villa Eugenia. Non mi faccio intimidire da questi atti da parte della giunta. Quello che mi dà fastidio è il fatto che si utilizzi denaro pubblico per querele come la diffamazione. Almeno Corvatta quando querelò Pucci lo fece coi soldi suoi, come Corvatta e non come sindaco. Qui invece Ciarapica dà incarico ad un legale e lo paga pure coi soldi miei. E’ la prima volta da quanto mi risulta che una giunta intera quereli un consigliere comunale».



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