Mozione ritirata su Villa Eugenia,
esposto in procura contro Morresi

CIVITANOVA - Secondo i consiglieri di minoranza si configura un abuso di potere per il presidente del Consiglio, che aveva cancellato dall'ordine del giorno l'atto con cui si chiedeva di discutere della rinuncia al diritto di prelazione

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Il presidente del consiglio comunale Claudio Morresi

 

Villa Eugenia: esposto contro il presidente del consiglio comunale di Civitanova, per i firmatari «si configura l’abuso di potere». E’ sottoscritto da tutti i consiglieri di minoranza di centrosinistra il documento depositato questa mattina in procura con il quale l’opposizione chiede alle autorità di verificare i profili di legittimità in merito all’ultimo consiglio comunale. Il dito è puntato contro il presidente del consiglio Claudio Morresi, colpevole secondo di firmatari di aver rimosso dall’ordine del giorno la mozione su Villa Eugenia con la quale si chiedeva di discutere della revoca della delibera di giunta che rinunciava alla prelazione. Nell’esposto vengono evidenziate le presunte responsabilità in capo a Morresi: la minoranza contesta un abuso di potere per non aver applicato l’articolo 55 del regolamento del Consiglio comunale che prescrive l’obbligo da parte del presidente del Consiglio di iscrivere le proposte di deliberazioni, mozioni ed interrogazioni presentate dai consiglieri comunali. «Una responsabilità derivante da un abuso di potere ancor più grave se si pensa che, in sede di conferenza dei capigruppo, svoltasi in data 9 ottobre scorso, tre giorni prima del consiglio, lo stesso Morresi ha depennato dall’ordine del giorno da presentare in consiglio, dinanzi ai presenti, la mozione su Villa Eugenia, senza dare spiegazione, se non un parere negativo del segretario non contemplato dalla legge su tale questione – sostengono i firmatari –  Morresi è solito trasgredire il regolamento pur di penalizzare l’opposizione, ma stavolta l’abuso commesso è più grave del solito in quanto ha vietato l’espressione di un diritto democratico da parte della minoranza».  Alla data del consiglio comunale infatti la transazione (220mila euro in cambio della rinuncia alla prelazione) era andata a buon fine e Morresi aveva depennato dall’ordine del giorno la mozione.

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