Il Politeama in estasi
con Amina Figarova Sextet (FOTO)
TOLENTINO - Il gruppo proveniente da New York e in tour in Europa ha rapito il folto pubblico in sala con un sound innovativo e inusuale per il panorama jazzistico italiano. Sei musicisti straordinari per una notte magica: "Questo teatro è magnifico, grazie per l'energia" ha detto in conclusione la pianista originaria di Baku

Amina Figarova Sextet

Giulio Vannini e Massimo Zenobi
di Marco Ribechi
Da New York al Politeama di Tolentino per stupire con un concerto memorabile. Non ha deluso le aspettative, anzi probabilmente le ha superate, lo spettacolo di Amina Figarova Sextet che ha impressionato gli amanti del grande jazz con un sound innovativo e assolutamente personale. Una ensemble di musicisti straordinari approdati al Politeama proprio al termine del loro tour europeo che ha toccato Francia, Olanda, Belgio, Inghilterra e altri paesi consacrando anche il teatro di Tolentino a livello internazionale. Ad introdurli l’agente e produttore Giulio Vannini insieme al direttore artistico del teatro Massimo Zenobi: «E’ un gruppo che ha trovato il suo sound a New York e che da tre settimane sta portando avanti in tour il proprio progetto musicale – spiega Vannini – Arrivare in questo straordinario teatro è veramente molto emozionante. Giro tantissimo in Europa e nel mondo e posso assicurare che non esistono molte location paragonabili a questa. Ringrazio Tolentino Jazz per sostenere e diffondere il movimento jazzistico a un così alto livello».

La pianista originaria di Baku Amina Figarova
A guidare il gruppo Amina Figarova, straordinaria pianista e compositrice originaria dell’Azerbaigian, capace di mescolare il puro stile jazzistico occidentale con elementi che provengono da Baku e dal suo paese. Alla batteria una piacevole scoperta: il diciannovenne di origini anglo italiane Luca Caruso che nonostante la giovane età ha offerto una prestazione da veterano. Al basso Josh Ginsburg, americano residente a Berlino dove ha assimilato la freschezza e la vivacità della vita culturale della capitale tedesca. Poi il terzetto di ottoni. Alla tromba Alex Pope Norris, direttamente dalla Charles Mingus Big Band, un’ensemble di base a New York specializzata sull’opera del compositore statunitense pilastro della storia del jazz. Al sax Wayne Escoffery già collaboratore di Tom Harrell, uno dei maggiori compositori jazz viventi. Infine al flauto il belga Bart Platteau che funge anche da manager della band.

Un momento del concerto
Durante lo spettacolo, che ha ammutolito il folto pubblico presente in sala, forse la data con più affluenza di tutto il Festival fino ad oggi, sono stati presentati solo brani originali capaci di mostrare tutto il talento dei singoli musicisti in meravigliosi assoli abilmente legati gli uni agli altri. Un suono delicato, equilibrato, ma anche capace di proiettare l’ascoltatore in una dimensione quasi onirica rompendo le convenzioni temporali e dilatandole in suite quasi estasianti. Un viaggio quasi senza interruzioni in un’anima jazz pura e assolutamente inusuale non solo per il panorama marchigiano ma per quello nazionale. «Siamo molto felici di esibirci in questo splendido teatro e in questa città che purtroppo abbiamo potuto visitare solo per poco tempo – spiega Figarova – ma dal palco riusciamo a sentire la vostra energia e capiamo che state ricevendo le emozioni che cerchiamo di trasmettervi, grazie». Al termine del concerto, chiuso tra scroscianti applausi, Amina Figarova e gli altri elementi della band hanno autografato i loro cd intrattenendosi con il pubblico. Il prossimo appuntamento al Politeama con il grande jazz è in programma per il 13 dicembre con Poiéin Quintet mentre il nove dicembre Fabrizio Otaviucci si esibirà per il Master Piano Festival.

Bart Platteau

Alex Pope Norris

Wayne Escoffery

Luca Caruso

Josh Ginsburg





Giorgio Cacchiarelli responsabile della stagione jazz

