La comunità indiana si riunisce
per la festa annuale
in onore di Valmiki (FOTO)
CAMPOROTONDO - Oltre 200 indiani e alcuni italiani hanno partecipato alle celebrazioni per il cantore che compose la Ramayana oltre 10mila anni fa. Musiche, colori e sapori dell'India hanno reso unica la grande cerimonia

Lo swami, monaco, che ha presieduto la cerimonia

Alcuni partecipanti alla cerimonia
di Marco Ribechi (foto di Antonello Andreani)
Festa per il santo, Camporotondo di Fiastrone diventa India per un giorno. L’11 novembre si è tenuta nel piccolo comune maceratese la cerimonia annuale in onore della nascita del saggio Valmiki. Dai comuni limitrofi di Cessapalombo, Caldarola e San Ginesio, dove risiedono diverse comunità di indiani devoti al saggio, sono arrivati i fedeli insieme ad altri giunti anche da tutta Italia per rendere omaggio al santo nel capannone attrezzato a tempio, con canti, discorsi e un grande bhandara finale, un pranzo rituale offerto a tutti i partecipanti. Valmiki è un celebre cantore a cui viene attribuita la composizione del Ramayana, il più antico poema epico dell’induismo, risalente a oltre 10mila anni fa, Valmiki lo compose oralmente e per parecchi secoli fu ripetuto a voce da studiosi e saggi che lo imparavano a memoria. In esso vengono narrate le avventure del principe Rāma, avatāra di Viṣhṇu, ingiustamente esiliato e privato della sua sposa. Alla cerimonia presenti anche diversi italiani che, a gambe incrociate e seduti sui pavimenti ricoperti di stoffe hanno avuto così il piacere di trovarsi in una atmosfera completamente indiana, con tutti i colori, gli odori ed i sapori dell’India.

Una delle donne presenti
Coloratissime le donne, agghindate negli abiti della tradizione, mentre i bambini giocavano vivaci in mezzo alla gente e gli uomini seri ma non troppo, coperti da turbanti e fazzoletti a mò di copricapo. A presiedere la cerimonia uno swami (monaco) con barba bianca e vesti ocra. La sala ha visto un continuo movimento di nuovi arrivati, oltre 200 le persone presenti, con volontari che offrivano il tipico “prasad” una pasta dolce ed acqua fresca. Il clou della festa ovviamente è stato il pranzo, ottimo e abbondante, pieno dei gusti dell’India, dal piccante al dolce e frutta compresa. Tutto innaffiato da acqua fresca vista la severa proibizione dell’alcol. Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco di Camporotondo Emanuele Tondi, il primo cittadino di San Ginesio Giuliano Ciabocco, alcuni amministratori dei comuni vicini e l’architetto Antonello Andreani, vicepresidente del Club per l’Unesco di Tolentino. «La cerimonia di domenica è un bell’esempio di integrazione fra culture diverse – dice Andreani – un bel modo per superare le diffidenze. Il senso di pace e di accoglienza che si poteva respirare durante la cerimonia ne è d’insegnamento». La comunità indiana di Camporotondo, Cessapalombo, San Ginesio e Caldarola invita fin da ora, tutti coloro che lo volessero, a partecipare alla prossima cerimonia annuale che si terrà nel 2019, sempre nello stesso periodo dell’anno.

Emanuele Tondi, sindaco di Camporotondo di Fiastrone










Il clou della festa non poteva che essere il pranzo, al quale si sono presentati tutti già integrati tra loro.