La bandiera del jazz sventola al Politeama:
applausi per Massimo Manzi Sextet

TOLENTINO - Insieme al gruppo autore di Sunny Sunday anche l'eccellente trombonista Roberto Rossi per una notte di coinvolgente allegria al ritmo di hardbop

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La sala del Politeama

 

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Il sestetto in concerto

di Marco Ribechi

Grande jazz al Politeama di Tolentino con Massimo Manzi Sextet featuring Roberto Rossi. Una notte di allegra energia quella offerta dal gruppo di grandi musicisti sui ritmi di un hardbop fatto di pezzi originali, coinvolgenti e trascinanti. L’ensemble, oltre a Manzi alla batteria che proprio quest’anno festeggia i 50 anni di carriera, ha visto l’esibizione di Emanuele Evangelista al piano, Marco Postacchini al sax tenore, Giacomo Uncini alla tromba, Gianludovico Carmenati al contrabbasso e la straordinaria partecipazione di uno dei più bravi trombonisti italiani, Roberto Rossi. Il concerto ha raccolto  brani inediti di prossima pubblicazione e pezzi della prima incisione del gruppo, datata 2016 con l’etichetta Philology Records. Primo ad essere eseguito proprio il brando che dà il titolo all’album, Sunny Sunday, scritto da Marco Postacchini, che subito ha mostrato la vera verve dello show, dominato dal lavoro instancabile dei tre ottoni sul palco. A seguire Be with me, di Emanuele Evangelista e Summer Green di Gianludovico Carminati. «Gran parte del merito va a Postacchini ed Evangelista – dice un Massimo Manzi vivace e spigliato – sono loro che hanno curato quasi tutti gli arrangiamenti».

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Massimo Manzi

Nonostante il repertorio a disposizione inevitabile l’esecuzione di qualche standard jazz tra cui Come Sunday di Duke Ellington, perchè come dice lo stesso Manzi: «Un concerto jazz non è un concerto jazz senza almeno un pezzo di Ellington» e Black Narcissus di Herbie Hanchock in cui Rossi ha sfoggiato delle conchiglie di mare di diversa dimensione suonate a mo’ di tromba. In chiusura spazio per Passo Uno di Uncini, Forgotten Things di Carminati e Minoranze, scritta dallo stesso Manzi. «Il tittolo vuole essere un gioco di parole – dice il batterista – da un lato richiama l’idea del canovaccio di blues minore, dall’altro vuole dire che così come i jazzisti esistono anche tante altre minoranze poco visibili. Ma essere minoranza non significa che non si ha il diritto ad esistere». Spazio per un bis finale e poi i saluti di chiusura tra gli applausi di un pubblico soddisfatto e entusiasta. Il Politeama si conferma una delle case del jazz di qualità in provincia, capace di offrire grandi spettacoli in un clima intimo e quasi familiare. Il prossimo appuntamento del 29 novembre sarà dedicato alla voce del jazz con Eleonora Bianchini Quartet che offrirà un omaggio ai grandi brani del songbook americano, degli standars e non solo. Oltre alla voce anche Marcello Lupoi al pianoforte, Pietro Paris al contrabbasso e Lorenzo Brilli alla batteria per una selezione di brani di Gershwin, Rodgers, Dennis, Livingstone, Porter fino ad arrivare ai Beatles. Per informazioni consultare il sito del Politeama.

 

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