Vittorio Sgarbi visita “Milleduecento”:
«Dipinti profetici della devastazione»

MATELICA - Il critico d'arte elogia l'allestimento al museo Piersanti e si sofferma su un'opera che raffigura il crollo di alcuni palazzi: «E' la condizione dell'Italia centrale e di alcune città apparentemente non violentate dal terremoto, ma molto ferite come questa, Camerino e San Severino»

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Vittorio Sgarbi a Matelica

 

 

Ha scelto il terzultimo giorno di apertura Vittorio Sgarbi, per visitare ieri in tarda serata a Matelica la mostra “Milleduecento”, aperta sino a domenica prossima al museo Piersanti di Matelica. Si è annunciato al sindaco di Matelica Alessandro Delpriori per le sette e mezza di sera, ma coerentemente con imprevedibilità del suo personaggio, è arrivato a Matelica intorno alle 23. Il critico d’arte si è soffermato di fronte ad un dipinto del Piersanti in cui è rappresentato il crollo di alcuni palazzi, l’opera d’arte del Settecento “Miracolo di San Filippo Neri”, che testimonia le conseguenze di un terremoto del 1688 a Benevento: «Pochi dipinti sono stati profetici della condizione in cui versa l’Italia centrale ed alcune città apparentemente non violentate dal terremoto, ma molto ferite come Matelica, Camerino e San Severino. Vedere le stanze di palazzi come il Piersanti che non sono più arredate in quel modo divino fa una grande malinconia; anche se opere importanti come queste da sole ti consolano di un percorso tra chiese e musei. Questa condizione di disagio del monumento non si avverte vedendo questa bella mostra. Questo quadro è un alter ego di questa condizione, di come sono state lasciate le case, quando sono diventate bene comune».

 

sgarbi-e1541149911183-309x400Chiaro il riferimento allo stesso museo Piersanti, riaperto in modo parziale con una piccola selezione di opere, per l’inagibilità di parte dell’edificio. «Alcune opere importanti in queste sale consolano da sole, un percorso tra chiesa e museo – ha proseguito Sgarbi – non si avverte questa condizione di disagio vedendo la bella mostra Milleduecento, che il sindaco di Matelica Delpriori, insieme ad altri studiosi ha allestito qua come già avvenuto per il Medioevo, il Rinascimento, con antologie che illuminano momenti dimenticati come il De Carris che qui ho potuto finalmente conoscere e vedere. Molti crocefissi del 1200 anche di piccolo formato, segnano una sensibilità estetica, che poi si proietta nelle grandi dimensioni delle sculture lignee policrome. La mostra  indirizza la conoscenza verso un momento che non è la gloria della grande pittura e scultura da Nicola Pisano a Giotto, ma che comunque indica un’attenzione verso una capacità di rappresentare l’uomo, la sua fragilità, che si lega alla monumentalità della figura prevalente del Cristo. Ancora una volta una mostra intelligente, un’illuminazione su molte cose non conosciute che oggi si guardano con l’occhio più attento ed individuando, una serie di percorsi e stili coerenti.». Tra le chicche della mostra un autore sconosciuto come Rinalduccio. «Alcune cose sono legate a personalità ancora anonime, o a rarissimi nomi che appaiono come Rinalduccio, altre le sentiamo come persone indirizzate verso una nuova sensibilità dell’arte apre alla grande pittura di Giotto». «Questa esposizione riceve un ulteriore autorevole apprezzamento per il valore scientifico che esprime – ha detto il sindaco Delpriori – Vittorio Sgarbi ha voluto ammirare anche il resto della collezione del Piersanti e ha potuto vedere le condizioni del Museo, ancora in parte inagibile, rimanendone colpito. Ha potuto toccare con mano la situazione di stallo in cui ci troviamo nella ricostruzione anche sul fronte dei beni culturali ed ha espresso la volontà di impegnarsi presso il Ministero per contribuire a sbloccare la situazione».

 

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