La polizia nelle aree a rischio:
«Monitoraggio costante
iniziando dalla prevenzione»
MACERATA - La questura controlla i parchi e chi ci dorme. Di solito sono persone che sono in Italia regolari pur senza una casa. Questa mattina multato un giovane del Gambia che stava urinando vicino ad una pianta
di Gianluca Ginella
Qualcuno è più organizzato e si è creato un giaciglio al parco di Fontescodella e ha mezzo ko un fastidioso lampione, altri si accontentano di un sacco a pelo e di una panchina. Sono alcune situazioni di persone, solitamente richiedenti asilo, regolari in Italia, che dormono nelle aree verdi di Macerata. La polizia monitora la situazione in contatto con associazioni ed enti e cerca di prevenire episodi di disagio e reati. I controlli sono continui a Macerata ma di fatto per legge non è possibile allontanare chi dorme in mezzo ad una strada se vive regolarmente in Italia. «L’attività che stiamo facendo è di monitoraggio su tutte le aree sensibili, frequentate da studenti e giovani. È una attività di tutti gli uffici della questura» spiega il commissario capo Maria Raffaella Abbate.

Da sinistra: Maria Raffaella Abbate (dirigente Squadra Mobile), Gabriele Di Giuseppe (comandante delle Volanti) e Nicoletta Pascucci (a capo della Digos)
Questa mattina nel corso dei controlli in queste aree un giovane del Gambia è stato visto dagli agenti delle volanti mentre urinava vicino ad una pianta ed è stato multato (la sanziona va da 5mila a 10mila euro). L’episodio è successo nell’area verde che si trova sopra al tribunale di Macerata.
«Quello nelle aree più degradate è un lavoro di squadra con il monitoraggio di questi luoghi – dice il commissario capo Gabriele Di Giuseppe, che dirige la Squadra volanti –. È anche costante il dialogo con i servizi competenti come Croce rossa e tutti gli enti». «Nelle aree più sensibili lavoriamo con una attività mirata, preventiva. Un monitoraggio svolto anche dal punto di vista Digos – dice il vice questore Nicoletta Pascucci, che comanda la Digos –. La maggior parte delle persone che troviamo nel corso dei controlli sono senza fissa dimora ma sono regolari. In genere sono richiedenti asilo. Non possiamo procedere con allontanamenti ed espulsioni, allora si può monitorare. Anche insieme ad associazioni ed enti. In questo modo cerchiamo di trovare soluzioni da un punto di vista umano. Un lavoro di prevenzione per rendere fruibili le aree pubbliche in maniera dignitosa da parte di tutti». Spesso le persone che dormono nei parchi accettano un pasto o di fare una doccia, ma se agenti e associazioni propongono loro di andare a dormire in qualche struttura fuori provincia rifiutano. Il motivo è che dicono di avere qui una rete di conoscenze, di appoggi.















Monitoraggi e prevenzione per darci la sensazione di sicurezza già questo basta a fare di voi veri eroi della quotidianità. Che dire, grazie! Ma non altrettanto si puo’dire dell’amministrazione e varie associazioni se questi individui si affidano alla loro rete di conoscenze e appoggi per vivere dove e come vogliono anche privando i cittadini di poter usufruire di spazi creati appositamente per poter passare dei momenti di svago con amici ,figli,nipoti ecc!!!!!
Questo è quello che succede quando i richiedenti asilo regolari, trascorsi i sei mesi, escono dal programma di accoglienza/assistenza/mantenimento delle cosiddette ‘onlus’ (?). Tutto previsto e tutto prevedibile, non c’è da meravigliarsi.
Anche nelle peggiori situazioni è difficile rinunciare a conoscenze già acquisite all’angoscia per un cambiamento che ti fa ritrovare solo e davanti ad una nuova situazione che probabilmente prima o poi ti riporta a dormire in qualche altro parco.
Ma che rete di conoscenze e appoggi, si chiamano CLIENTI.
Quel sottopassaggio è usato per lo spaccio, metteteci telecamere se non lo avete già fatto. Lo so per certo perché l’ho visto.
Devono trovarsi un lavoro sennò se ne devono andare, questo è il fallimento dell’integrazione e delle scellerate politiche di sinistra, del PD, dei Dem, come si fanno chiamare ora visto che come PD sono morti cercano subdolamente di cambiare identità. Patetici.