Villa Eugenia, proposta di delibera
perché il Comune ci ripensi

CIVITANOVA - A presentarla i consiglieri Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi. La richiesta è che l'amministrazione non rinunci alla prelazione su di un immobile dal grande valore storico
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L’ingresso di Villa Eugenia

Villa Eugenia, presentata proposta delibera da due consiglieri per chiedere che il Comune cambi idea sulla rinuncia alla prelazione. Il documento è stato redatto e presentato da Stefano Ghio e Pier Paolo Rossi. Che annunciano la cosa con una premessa «Quando si amministra una città le parole contano veramente poco visto che sono gli atti a qualificare le decisioni politico e amministrative di un Comune».

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Stefano Ghio

Poi aggiungono che il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica «ha dichiarato di essere disponibile ad indire un incontro per un tavolo di confronto con il Fai in tempi che permettano di prendere ancora decisioni sulla questione. Bene, ogni discussione su Villa Eugenia non può che partire dalla revoca della delibera del Consiglio comunale». Da qui la decisione dei consiglieri di presentare una proposta di delibera «per ottenere i pareri tecnici obbligatori per legge e quindi per inserire all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale tale proposta. In sostanza si chiede al Consiglio di deliberare la persistenza dell’interesse pubblico all’acquisizione dell’immobile denominato “Villa Eugenia” e di revocare o annullare la delibera del Consiglio con ciò disponendo per la non rinuncia alla prelazione». I due consiglieri sottolineano che c’è eccome l’interesse pubblico per il Comune di acquisire a proprio patrimonio l’immobile per il valore storico e culturale che ha. Ghio e Rossi dicono inoltre di non condividere le motivazioni sulla rinuncia alla prelazione. «Dopo dieci anni di causa, e proprio perché si è in prossimità della discussione finale, il Comune deve poter verificare le ragioni giudiziali sostenute per così tanto tempo, avendo la possibilità di transare anche dopo l’esito della sentenza, nelle more dei termini per la eventuale proposizione dell’appello della parte che risulterà soccombente».

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Pier Paolo Rossi

Ghio e Rossi aggiungono che il sindaco in occasione della deliberazione del 30 luglio «non ha voluto neppure seguire l’indicazione data dalla Commissione consigliare, secondo la quale era auspicabile un rinvio al fine di verificare le migliori condizioni transattive che avrebbero dovuto tener conto dell’utilizzo pubblico, almeno parziale, dell’immobile e l’utilizzo pubblico del parco circostante, ipotesi mai formulata all’attuale proprietà con la quale non si è proceduto neppure ad una effettiva trattativa». La Commissione sperava ciò che ha chiesto il Fai «e che il sindaco ha voluto negare forzando il Consiglio e quindi la sua maggioranza a deliberare». I due consiglieri concludono dicendo che colgono «con favore il parziale ripensamento del sindaco, evidentemente dovuto all’alzata degli scudi da parte delle associazioni culturali e di molti cittadini, ma per coerenza cogliamo l’occasione per chiedere allo stesso di rimettere mano alla delibera magari aderendo alla proposta che oggi è stata inviata ai dirigenti per i pareri tecnici o di altra deliberazione che possa comunque condurre allo stesso obiettivo».

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