Sicurezza, ricostruzione e migranti
L’obiettivo del prefetto Rolli:
«Garantire la vivibilità del territorio»

L'INTERVISTA DELLA SETTIMANA - Ad un mese dal suo insediamento la nuova reggente della prefettura ha fatto il punto della situazione in provincia. Sul terremoto: «Ho trovato comunità che con grande forza, stanno recuperando ma c’è ancora molto da fare». Sugli appalti: «Metteremo in campo tutte le misure che la legge ci permette di adottare per arginare ogni possibile tentativo di infiltrazione». Sulla presenza di immigrati: «Negli ultimi mesi i numeri si sono notevolmente ridotti»
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Il prefetto Iolanda Rolli

di Giovanni De Franceschi

«Un territorio accogliente e rassicurante e questa dovrà rimanere come costante». Il prefetto Iolanda Rolli è arrivata a Macerata esattamente un mese fa e questo è uno degli obiettivi che si è prefissa: far sì che la provincia continui ad essere una terra che dà serenità a chi ci vive e chi arriva per visitarla. Ha preso il posto di Roberta Preziotti, lasciando l’incarico che il governo le aveva affidato a Foggia, quello di commissario straordinario per l’area di Manfredonia con il compito di adottare un piano di intervento per il superamento delle situazioni di marginalità sociali. Insomma un incarico estremamente delicato, in una delle zone con il più alto tasso di criminalità d’Italia. E’ arrivata a Macerata in momento storico molto particolare: un territorio ancora profondamente lacerato dai terremoti del 2016 e un’opinione pubblica segnata da due fatti di sangue che hanno portato, suo malgrado la provincia, alla ribalta nazionale e internazionale: l’omicidio di Pamela Mastropietro e il raid razzista di Luca Traini.

prefetto-iolanda-rolli-porto-recanati-FDM-2-650x434Prefetto, com’è stato passare da una situazione come quella di Foggia e della sua provincia a Macerata?

«Macerata è una sede importante ed è un onore essere qui. Mi porto dietro l’esperienza maturata sia nell’incarico precedente che considero molto importante e stimolante, anche se diverso dagli incarichi svolti di solito dai prefetti, sia le altre esperienze che l’amministrazione mi ha permesso di acquisire».

Che territorio ha trovato?

«Questo è un territorio che già conoscevo perché ero venuta più volte in vacanza, ora sono impegnata con un altro ruolo e altre responsabilità. L’ho sempre considerato un territorio accogliente e ospitale, anche se negli ultimi tempi è stato segnato da ferite profonde: il terremoto e i noti fatti di sangue».

prefetto-iolanda-rolli-porto-recanati-FDM-6-650x434Riguardo al terremoto, qual è stata la prima impressione?

«Quella di un territorio sconvolto, basti pensare che sono 44 i Comuni compresi nel cratere per dare la dimensione del problema. C’è bisogno di una ricostruzione non solo degli edifici, ma anche del tessuto economico e sociale. La mia intenzione è quella di visitare tutti i comuni della provincia e sono partita proprio da quelli più segnati all’interno del cratere, come Camerino, Tolentino, Muccia, Ussita e Castelsantangelo. Ho trovato comunità che con grande forza stanno recuperando, ma c’è ancora molto da fare: è difficile ricostruire un sistema di vita risalente a centinaia di anni fa. Ed è ancora più complesso il problema di Camerino, sede di una storica università. Per questo ho incontrato sindaco, vescovo e rettore per dare la disponibilità delle prefettura per qualunque esigenza».

Proprio riguardo alla ricostruzione, è evidente il pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti milionari.

«Metteremo in campo tutte le misure che la legge ci permette di adottare per arginare ogni possibile tentativo di infiltrazione».

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Pamela Mastropietro

La città di Macerata, in particolare, e la provincia in generale è stata sconvolta da due fatti di sangue: l’omicidio di Pamela Mastropietro e il raid razzista di Luca Traini.

«Questi fatti hanno richiesto una presa di coscienza su problemi che già c’erano, ma per svariati motivi non si vedevano. C’è stato un grosso impegno di tutte le forze di polizia per un controllo capillare del territorio, che di sicuro ha aumentato la percezione di sicurezza nei cittadini».

La presenza di immigrati è un’altra questione che ha profondamente diviso l’opinione pubblica. C’è un’emergenza in questo senso?

«In realtà negli ultimi mesi i numeri si sono notevolmente ridotti, tra Cas e Sprar si è passati dalle circa 900 presenze di gennaio alle circa 550 attuali. Una riduzione dovuta principalmente alla situazione complessiva che riguarda tutto il Paese e su questo ritengo si possa pianificare un’integrazione laddove ci siano esigenze lavorative».

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L’Hotel House

A proposito di immigrazione, proprio ieri ha effettuato un sopralluogo all’Hotel House. Che situazione ha trovato e come pensate di intervenire?

«Fin dal mio insediamento ho iniziato a raccogliere elementi per cercare di fare un quadro della situazione. Credo si possa intervenire in vari modi, poi bisognerà trovare la soluzione più adatta, considerando che ci sono 480 appartamenti e oltre 1.700 persone. Ho trovato tanto degrado, ma anche tanta dignità: quindi va considerato ogni aspetto e bisogna approfondire la conoscenza».

Qual è il suo obiettivo?

«Di garantire sul territorio la massima serenità di tutti i cittadini. Quindi non solo ordine pubblico e sicurezza, ma anche la vivibilità in senso lato. Questo è un territorio rasserenante e accogliente, infatti una delle prime immagine che mi porto dietro sono le dolci colline che lo avvolgono. Ecco questa deve rimanere una costante sia per i cittadini che per i turisti».

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