Revoca dei revisori, il Consiglio dà l’ok
«Un delitto alla democrazia»

CORRIDONIA - La maggioranza ha approvato l'atto per sollevare due componenti del Collegio dall'incarico: voto contrario del presidente dell'assise Nelia Calvigioni e i tre gruppi di minoranza fuori dall'aula in segno di protesta: «Nessun motivo giustificato e delibera dubbia»

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Il Consiglio (foto d’archivio)

 

«Ieri sera siamo stati testimoni di un delitto nei confronti della democrazia». Sono le parole dei tre gruppi di opposizione di Corridonia (Corridonia Futura, Corridonia Domani e Per Cambiare Corridonia), nel mirino: la scelta dell’amministrazione di revocare l’incarico a due componenti del Collegio dei revisori dei conti. Ieri sera infatti si è svolto il Consiglio comunale, dove la giunta ha portato la delibera con cui chiedeva la revoca. Un procedimento iniziato settimane fa, quando la giunta guidata dal sindaco Paolo Cartechini aveva chiesto di attivare la procedura, dando mandato al vicesegretario di attivare l’istruttoria e imputando ai due revisori assenza di collaborazione, rallentamento e ostruzione dell’attività amministrativa. E ieri la ratifica della revoca del mandato a due componenti è arrivata in Consiglio: è stata approvata dalla maggioranza, col voto contrario del presidente del Consiglio ed ex sindaco Nelia Calvigioni e con l’uscita dall’aula della minoranza.  «Ieri sera – attacca la giunta – abbiamo assistito ad un consiglio comunale di basso livello, vista l’importanza dei punti all’ordine del giorno ci aspettavamo una discussione con un taglio diverso, più responsabile, il sindaco ha preferito leggere per quasi due ore tutti i documenti e le missive che l’organo di revisione si è scambiato con l’ente in merito al procedimento di revoca. Un atto di eccessiva trasparenza che ci fa pensare che aveva uno scopo più nobile, ossia quello di posticipare l’apertura della discussione, che infatti, è iniziata a mezzanotte inoltrata. In prima battuta noi gruppi di minoranza, ed anche il presidente del Consiglio abbiamo chiesto alla giunta di fare un passo indietro in modo responsabile ritirando la proposta di revoca, quando abbiamo appreso il rifiuto della giunta alla nostra proposta abbiamo evidenziato tutte le nostre perplessità in fatto e in diritto in merito al procedimento di revoca, non ultimo che nell’oggetto della proposta non si parlava di revoca e quindi la proposta di delibera si poteva considerare viziata. Al momento del voto siamo usciti dall’aula mentre il presidente del consiglio ha bocciato con voto contrario questa scelta scellerata della giunta, che al contrario ha votato a favore del provvedimento di revoca». I tre gruppi di minoranza denunciano anche un comportamento dell’amministrazione per quanto riguarda gli altri punti all’ordine del giorno. «La nostra solidarietà in questo momento – conclude la minoranza – va alle due componenti dell’organo di revisione che si sono viste revocare dall’incarico, a nostro avviso senza un giustificato motivo e sulla base di una proposta di delibera quanto mai dubbia.  Successivamente alla discussione del provvedimento di revoca avremmo dovuto trattare gli altri punti all’ordine del giorno tra cui temi sentiti come la questione scuole, l’incendio Orim e l’appalto per la gestione del verde a San Claudio, ma la maggioranza con l’eleganza che distingue un partito democratico come il Pd, ha abbandonato l’aula senza rilasciare nemmeno una dichiarazione d’intento».

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