«Il 53% di morti in più dopo il sisma,
crescono anche le separazioni»

I DATI, forniti da Massimo Mari, responsabile del dipartimento di Area vasta 2, sono stati forniti nel corso di un convegno. Nel Fermano c'è stato un aumento di lutti del 64% (anche per via della presenza di molti sfollati). Peggiora la situazione psicologica degli anziani che vivono nel cratere
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La tavola rotonda

 

di Federica Nardi

«Sono morte il 64 percento delle persone in più rispetto al 2015». I dati sono di Massimo Mari, responsabile del dipartimento di Area vasta 2 ma parlano anche del Maceratese. Perché gli sfollati, dopo il terremoto, sono stati spostati in massa sulla costa, anche nel Fermano. L’allarme, arrivato già l’anno scorso per voce della presidente maceratese di Alzheimer uniti per l’Italia Manuela Berardinelli, è stato ribadito oggi durante il convegno “Le persone fragili e il sisma”, che ha riunito nell’area dei Laghetti di Visso gli esperti del settore per fare il punto della situazione.

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Valerio Valeriani

Gli ultimi dati disponibili nel Maceratese (gennaio 2017) parlano di un 53 percento di morti in più rispetto al 2016. Oltre ai dati già noti che avevano rilevato, tramite il lavoro porta a porta delle psicologhe che hanno visitato le strutture residenziali dove alloggiavano gli sfollati, un picco di demenza negli over 65 e una depressione generalizzata (leggi l’articolo). Un dato che va di pari passo con quello del consumo di ansiolitici, cresciuto del 72 percento. «Sono aumentati anche i conflitti e le separazioni – ha spiegato oggi Valerio Valeriani, responsabile degli ambiti sociali 16, 17 e 18 -. Solo che all’inizio dell’emergenza questo disagio si affrontava con cinquanta enti. Adesso, nel distretto di Camerino, c’è una sola psicologa. E si deve occupare del servizio dei consulti familiari che è rimasto scoperto». Insomma, per i traumi da terremoto, che continuano a produrre effetti sulla popolazione, resta poco. «Il disagio psicologico di chi si trova ancora nelle strutture della costa – spiega Valeriani – viene affrontato con strumenti ordinari. Bisogna cominciare a dire la verità e serve partecipazione. Non bastano i gruppi su Facebook, bisogna “fare” insieme. Certo però le proposte devono essere ascoltate, le persone parlano se sentono che ciò che dicono ha degli effetti. Per questo serve una forte regia».

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Manuela Berardinelli

Su questo Berardinelli va dritta al cuore della questione. La situazione psicologica degli anziani nel cratere è peggiorata, oltre che per lo spostamento coatto verso la costa, anche a causa dei danni alle case di riposo (15 strutture sociosanitarie su 29 sono inagibili). «Se non tuteliamo gli anziani non avremo futuro – dice Berardinelli -, perché non esiste comunità senza l’anziano, dato che ogni comunità si fonda sulla storia. Sono state date risposte senza capire le necessità. Le badanti non riescono a entrare nelle soluzioni abitative d’emergenza da 40 metri quadrati. Senza capire il fabbisogno facciamo dei loculi, non delle casette». Il prossimo passo su cui Berardinelli sta lavorando sono le linee guida per la gestione dell’emergenza, in modo che il territorio non si trovi ogni volta a ripartire da zero dopo il terremoto. Di anziani hanno parlato anche i relatori della tavola rotonda. Presenti rappresentanti delle università di Macerata, Camerino e della Politecnica delle Marche, dei vigili del fuoco e il presidente regionale della Croce rossa Fabio Cecconi. La docente di Unimc Paola Nicolini ha ricordato «il diritto degli anziani a una vita buona, ad aver riconosciuto il loro ruolo all’interno delle comunità. E viceversa. Anche le comunità hanno diritto ad avere presente al loro interno tutto il ciclo di vita». Anche il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini, ha fatto in modo di essere presente per ricordare che «sono stati gli anziani a creare le condizioni per vivere qui. Queste zone sono tutelate perché le generazioni precedenti se ne sono prese cura, abitandoci. Solo loro possono aiutarci a portare le nostre eccellenze nel futuro». Sono intervenuti anche Gianluca Pesarini, presidente di Confindustria Macerata, rappresentanti di Cisl e Cgil, il vicario generale della diocesi di Macerata don Andrea Leonesi e il parroco di Visso don Gilberto Spurio.

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Da sinistra Gianluca Pesarini, la giornalista Tiziana Tiberi e Manuela Berardinelli

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Giuliano Pazzaglini



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