Duemila metri di lavanda in fiore,
Camerino come la Provenza
IL LAVANDETO della città ducale è realtà. Nato da un'idea dell'architetto Maria Teresa Boccanera, la volontà e di rilanciare il territorio anche attraverso la pianta officinale, diffusa nella zona nell'antichità

Tutte le sfumature del lilla, tante varietà di lavanda e un’esperienza unica per naso e occhi. Il “Lavandeto di Camerino” ha aperto le porte ai visitatori venerdì scorso, in località Pianpalente, con un primo evento per rodare spazi e attività. I primi 40 visitatori hanno potuto passeggiare nei 2mila metri quadri di campo, ascoltare musica dal vivo, danzare e anche dipingere. Il lavandeto è un progetto nato nel 2015 da un’idea di Maria Teresa Boccanera, architetto di Tolentino specializzata nella progettazione del verde. Insieme al marito Fabio Biondi, di Camerino, e a suo cognato Roberto che sono proprietari del terreno, ha sviluppato l’idea fino a renderla realtà. Il lavandeto unisce la coltivazione della lavanda, diffusa già in tempi antichi a Camerino e pianta molto versatile e resistente, a eventi per la comunità. Non a caso “Camerino” fa parte del brand: attraverso il lavandeto si rilancia anche il territorio ferito dal sisma. Dal campo, coltivato rigorosamente senza diserbanti e pesticidi, la lavanda viene raccolta, sgranata e va a comporre sacchettini profumati e oli essenziali.





