Slot, più di 80 attività
troppo vicine a luoghi sensibili

IN BASE ALLA normativa al 31 dicembre 2019 sono diverse le attivitià in provincia che sono a rischio di chiusura. Il primo caso a Camerino, dove ora dovrà pronunciarsi nel merito il Tar Lazio

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Il primo dirigente Romualdo De Leonardis

 

Sale slot e locali con macchinette, dopo il caso di Camerino, dove un locale era stato chiuso (è arrivato poi il ricorso al Consiglio di stato che ha rimesso al Tar la decisione con la disposizione di approfondire la materia), sono una 80ina in provincia le attività che si trovano troppo vicine a scuole o sportelli bancomat. Non solo sale slot ma anche bar, tabaccherie che hanno macchinette videopoker e che entro il 31 dicembre 2019, con la normativa attuale, dovranno o spostarsi o togliere le macchinette. Intanto in provincia, spiega il primo dirigente Romualdo De Leonardis, a capo della divisione di polizia amministrativa, resta aperto il caso della sala slot che era stata fatta chiudere dal questore. Il Consiglio di stato si è pronunciato a favore del titolare, per quanto riguarda la sospensiva, e ha mandato al Tar Lazio per la decisione nel merito. Nel frattempo però il titolare potrà riaprire il locale: il neo è che ha aperto troppo vicino ad uno sportello bancomat. La legge regionale in materia prescrive che i locali con slot non possano essere aperti ad una distanza inferiore a 500 metri (per comuni con più di 5mila abitanti) da luoghi ritenuti sensibili come scuole, università, sportelli bancomat, compro oro. Sono 300 metri per comuni con meno di 5mila abitanti. Dal 19 marzo scorso con decreto ministeriale il questore nelle domande di chi chiede di aprire locali con slot fa una valutazione anche sulle distanze rispetto ai luoghi ritenuti sensibili. Da qui la decisione di chiudere a Camerino. «Il Consiglio di stato ora ha rinviato al Tar per un approfondimento e per una udienza nel merito. C’è una esigenza di carattere generale che ci sia un intervento chiarificatore. Si tratta di una materia complicata – dice De Leonardis –. Si tratta comunque di misure che vengono adottate per contrastare la ludopatia». Ma in provincia «sono una 80ina i locali che sono troppo vicini a luoghi ritenuti sensibili – spiega De Leonardis –. In base all’attuale normativa al 31 dicembre 2019 chi sta operando in queste attività non lo potrà più fare». Sulla questione interviene anche l’avvocato Michele Scannone, legale del proprietario del locale chiuso a Camerino. «Tengo a precisare che il locale non ha slot ma è un centro scommesse. La legge però si applica a chi ha le slot machine».  

(Gian. Gin.)

(Foto di Fabio Falcioni)

Sala scommesse chiusa dal questore, troppo vicina a un bancomat

Centro scommesse a Camerino, il Consiglio di Stato ordina lo stop alla chiusura


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