Sciopero degli autotrasportatori:
«Il governo non ci ascolta»

IL NODO: l'impossibilità di fruire delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate. Il fermo nazionale dei servizi merci per conto di terzi dal 6 al 9 agosto. Il presidente provinciale di Confartigianato Trasporti: «Questa è una vera e propria emergenza a cui far fronte nel minor tempo possibile»

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Emanuele Pepa

 

«Dopo settimane di indifferenza nei confronti della categoria, nonostante l’invio di più lettere di richieste d’incontro, vista l’impossibilità di fruire delle deduzioni forfettarie per le spese non documentate in occasione delle denunce dei redditi per l’anno 2017, abbiamo ufficializzato la decisione di attuare il fermo nazionale dei servizi di autotrasporto merci per conto di terzi. Il fermo avverrà dalla mezzanotte di lunedì 6 alle ore 24 di giovedì 9 agosto compresi». Questo l’annuncio di poche ore fa del presidente nazionale di Confartigianato Trasporti e di Unatras, Amedeo Genedani, il quale ha ufficializzato la proclamazione del fermo unitario per i servizi di autotrasporto conto terzi. Confartigianato Trasporti Marche in una lettera inviata al presidente della Commissione Trasporti  Mauro Coltorti e ad altri parlamentari, ha evidenziato le criticità e le tante difficoltà del settore dell’autotrasporto merci, in primis delle imprese monoveicolari, ovvero i cosiddetti “padroncini”, che nella nostra regione costituiscono un settore fondamentale per l’economia locale. Tremila imprese con una media di 3 addetti e quindi circa novemila famiglie coinvolte, che ogni giorno assicurano i trasferimenti delle merci per la distribuzione e la filiera produttiva. «Anche quest’anno purtroppo, – afferma Emanuele Pepa, presidente provinciale di Confartigianato Trasporti Macerata – nonostante le risorse siano state stanziate dalla Legge di Stabilità 2018, le agevolazioni previste in deduzione dalla dichiarazione dei redditi dei titolari d’impresa che svolgono direttamente servizi di trasporto viaggi a titolo di deduzioni forfettarie, attendono ancora l’emanazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate, che confermi il beneficio e soprattutto garantisca gli stessi importi previsti per l’anno precedente». Già dal 2 luglio infatti le imprese che non hanno potuto effettuare la dichiarazione dei redditi 2017 proprio per questo ritardo ingiustificabile, dovranno pagare un interesse aggiuntivo dello 0,40%. Inoltre, in mancanza della conferma del beneficio, rischiano di dover subire un aggravio fiscale consistente che non potrà essere recuperato in quanto i servizi sono già stati erogati con tariffe che tenevano conto di queste misure. «Questa è una vera e propria emergenza a cui far fronte nel minor tempo possibile – conclude Pepa – non sottovalutando però anche le altre problematiche esistenti per il nostro settore. Ai parlamentari chiediamo un intervento immediato nelle sedi istituzionali per affrontare e risolvere i problemi da noi evidenziati».


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