La Sira rinasce a gonfie vele:
«Vendute 2mila cucine in 11 mesi»
TREIA - Lo storico marchio di cucine ha ottenuto risultati sorprendenti a meno di un anno dalla ripartenza. Positivo l'amministratore unico Gianluca Pesarini: «La filiera e il cliente al centro sono le nostre armi vincenti. Dichiariamo guerra ai mercati, siamo qui per restarci»

La squadra Sira, da sinistra: Andrea Silvi, Massimiliano Palmieri, Gianluca Pesarini, Pierluigi Vinaccia e Pietro Paolo Masoni. Al centro anche Manuela Berardinelli di Confindustria
di Marco Ribechi
Sira cucine, in soli undici mesi vendute oltre 2mila cucine. E’ estremamente positivo il bilancio del primo anno dalla rinascita dello storico marchio, ripartito l’8 luglio scorso dopo l’acquisto da parte della Vismap (leggi l’articolo). Una sfida imprenditoriale che sta dando i suoi frutti e su cui ha puntato l’amministatore unico Gianluca Pesarini.

Gianluca Pesarini, amministratore unico Sira
«Il mercato sta dando ragione alle nostre scelte – spiega Pesarini – questo grazie a tutta l’organizzazione, dai progettisti, al commerciale, alla produzione. I nostri clienti ci scelgono perché sanno che abbiamo una filiera affidabile ben radicata su un territorio di eccellenza, testimoniato dagli oltre 50 anni di esistenza del marchio». Una sfida che unisce l’innovazione alla tradizione, facendo leva su quattro pilastri che rappresentano la filosofia della nuova Sira. «Design innovativo e estrema personalizzazione, consegne rapide in 10 giorni dalla scelta, attenzione al green e ottimo rapporto qualità prezzo – continua l’amministratore unico – Il nostro punto di forza è mettere al centro il cliente e le sue esigenze, ognuno deve vedere la possibilità di realizzare rapidamente ciò che mette su un foglio in fase di progettazione. Ormai tutti sono capaci di fare cucine, ci sono tanti mercati e quello italiano non è il più grande, noi puntiamo sui servizi senza però perdere in qualità».

La squadra sira mostra il premio vinto al Brand Festival
E per migliorare la rapidità e la funzionalità della filiera la risposta si chiama Industria 4.0. «Da un anno e mezzo stiamo digitalizzando l’azienda – prosegue Pesarini – Quando arriva un ordine passa direttamente ai nostri fornitori senza intermediari. Questo permette di velocizzare la produzione, personalizzarla e abbassare i costi. Senza contare il sostegno economico alle altre realtà industriali del territorio. I nostri partner sono i nostri vicini di casa». Il mercato del mobile non è mai stato così competitivo, la Federlegno ha calcolato che nel 2007 in Italia c’erano 960 aziende di cucine, nel 2017 ne sono rimaste in piedi solo 180 di cui le prime dieci controllano il 40% del mercato. Inoltre entro il 2019 ne dovrebbero uscire altre 45. «Anche se hanno superato la crisi molte realtà fanno difficoltà perchè hanno scarsa progettualità – spiega Pesarini – i dati però ci dicono anche che il mercato ha ricominciato a crescere a favore del negozio tradizionale, le persone non cercano più il mercatone ma il rapporto diretto col venditore. L’obiettivo di Sira è anche quello di far lavorare i commercianti e questo è possibile perchè abbiamo alle spalle un marchio storico, oltre alla tecnologia servono uomini e relazioni, per questo investiamo in risorse umane».

Massimiliano Palmieri e Gianluca Pesarini
Della squadra Sira una pedina importante è Massimiliano Palmieri, responsabile commerciale. «In poco tempo siamo riusciti ad essere presenti su tutto il territorio italiano – dice Palmieri – il prodotto è dedicato a un pubblico giovane, design innovativo, prezzo competitivo e consegna veloce. Le regioni in cui siamo più forti ora sono la Toscana, il Lazio, la Calabria, la Sicilia e il Piemonte. Oltre alle Marche naturalmente». Ripartire dalla storia e dal Made in Italy quindi, senza tralasciare la capacità di azione su scala globale sono le sfide che potranno permettere alla Sira, ma più in generale alle piccole medie imprese, di rilanciare l’economia del Paese. Per questo la Sira ha anche vinto il premio al Brand Festival di Jesi. «La sfida è non fermarsi e guardare sempre al futuro e all’innovazione» aggiungono Pierluigi Vinaccia, architetto, Pietro Paolo Masoni, art director e Andrea Silvi project manager e artista 3D. Con 30 dipendenti diretti e altri 30 di filiera e circa 3 milioni di euro di fatturato la Sira punta a collocarsi nel mercato anche internazionale, sostenendo un nuovo paradigma industriale che non prevede delocalizzazioni ma al contrario punta sulla sinergia con le realtà locali, dividendo la produzione con più partner e migliorando l’efficenza finale. «Dichiariamo guerra commerciale a tutti i protagonisti del mercato – conclude Pesarini – annunciamo che ci faremo largo. Non vogliamo vincere subito, siamo come i maratoneti, proseguiamo una strada lunga senza però concederci delle pause».


