Quando di mezzo c’è un’eredità
ancora risate al Lanzi

CORRIDONIA - E' andata in sena la commedia Lu ziu americanu, allestita dall’associazione culturale Palcoscenico, scritta e interpretata da Pino Cipriani, il prolifico autore maceratese, che ne ha curato anche la regia

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di Walter Cortella

Non si è ancora dissolta del tutto l’atmosfera di allegria che ha pervaso il Lanzi di Corridonia durante le cinque serate della Rassegna «Teatro & Sapori» che già si torna a ridere con un’altra commedia comica in dialetto. Si tratta de Lu ziu americanu, allestita dall’associazione culturale Palcoscenico, scritta e interpretata da Pino Cipriani, il prolifico autore maceratese, che ne ha curato anche la regia. La vicenda ruota intorno ad un personaggio tipico dei nostri paesi, il solito burlone che ha sempre pronto uno scherzo a danno di ingenui compaesani. Gli scherzi sono da sempre un po’ il pepe della vita nei piccoli centri, un modo di socializzare e di certo un potente antidoto contro l’incomunicabilità che affligge gli abitanti delle grandi città. La storia prende spunto da un fatto realmente accaduto in Campania, una regione che in passato ha dato un notevole impulso all’emigrazione verso l’America. Ebbene, Gennaro, spirito allegro, d’accordo con due suoi compari, Salvatore e Gabriele, decide di mettere in piedi una burla a danno dei suoi stessi parenti, i due fratelli e le tre cognate. Per rendere la cosa più credibile, entrano a far parte della cricca anche un insospettabile direttore di banca ed un serio professore di inglese.

ziu-americanu-2-325x193Oggetto della burla è l’eredità che Luigi De Rosa, emigrato in America tanti anni prima, morendo lascia ai suoi «amati» nipoti italiani che, però, non ha mai conosciuto. I famigliari di Gennaro cascano candidamente nel tranello e, come spesso accade in questi casi, la prospettiva di ricevere una grossa somma di denaro fa perdere un po’ a tutti il lume della ragione. In vista dell’eredità ognuno comincia a fare progetti grandiosi. Si pianificano spese più volte accantonate, si parla di elettrodomestici, vestiti, automobili. Si sogna ad occhi aperti. Gennaro fantastica di rifare il look della sua bottega di barbiere, ben sapendo che quei soldi non arriveranno mai, ma deve pur stare al gioco che egli stesso ha creato. Purtroppo, nella sua lettera lo zio Luigi parla di due nipoti e non tre e ciò crea forti gelosie tra gli aspiranti all’eredità. Inoltre, egli fa balenare la possibilità che altri eredi, leggi presunti figli, possano avanzare pretese. Questa evenienza scatena i più bassi istinti in ciascuno degli interessati che più volte sono sul punto di passare a vie di fatto. Si scatena una vera e propria bagarre. Il direttore di banca e il professore cercano di ristabilire l’ordine, ma ormai gli animi sono accecati dalla bramosia. Il rischio che tutta la vicenda finisca in tragedia è consistente. C’è chi, preso da incontenibile ira, brandisce minacciosamente un coltello e allora il povero Gennaro, temendo il peggio, decide di svelare la sua burla. A questo punto ne succedono di tutti i colori ed il finale è davvero divertente e scoppiettante. Questo lavoro, alla sua seconda replica, è stato scritto per celebrare i venti anni di attività della Compagnia Palcoscenico e segna il ritorno sulle scene di Pino Cipriani dopo una lunga assenza. In questo lasso di tempo si è dedicato prevalentemente alla regia e alla scrittura di nuovi copioni che hanno sempre incontrato il favore del pubblico.

ziu-americanu-3-325x242Il segreto di questo duraturo successo va ricercato nel garbo dei testi. In essi non si fa mai ricorso alla facile battuta triviale e volgare, inserita per strappare una risata o un applauso. Cipriani è autore dotato di fantasia e di senso della misura. E le sue opere hanno spesso una vena delicatamente poetica. Con il suo Professore d’inglese, elegante nel vestire e raffinato nel parlare con la sua erre moscia, dà ancora prova di pregevoli qualità interpretative, stile e personalità da vendere. Giudizio, dunque, più che positivo per quanto riguarda l’intero cast. Ciascun interprete, recitando con naturalezza, ha conferito al proprio personaggio la giusta caratterizzazione. Un plauso particolare va, tuttavia, a Marco Tognetti, nel ruolo centrale di Gennaro, ad Andrea Pallotto (Salvatore) e Rossano Bevilacqua (Gabriele), validissime «spalle». Azzeccata l’interpretazione di Vittorio Galassi, nei panni del direttore di banca. In conclusione, uno spettacolo gradevole e garbato, ricco di gags davvero divertenti. Ha bisogno soltanto di una piccola messa a punto sul piano registico e di un po’ di rodaggio.

(Foto di Elena Cicconi)


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