Casette, esposto Lega in procura:
«Costi eccessivi e ritardi ingiustificabili»
SISMA - Questa mattina depositata una denuncia sulla situazione delle soluzioni abitative di emergenza. Il capogruppo regionale Sandro Zaffiri: «Vedremo se qualcuno si è approfittato del terremoto per elargire soldi con facilità. A Fiastra con le ultime scosse alcune Sae si sono fessurate»

La conferenza stampa della Lega: Luigi Zura Puntaroni, Tullio Patassini e Sandro Zaffiri
di Federica Nardi
«Quasi 300mila euro per una sae di 80 metri quadrati. Vedremo se qualcuno si è approfittato del terremoto per elargire soldi con facilità». Sandro Zaffiri, capogruppo in Regione della Lega, è appena stato in procura a Macerata a denunciare costi eccessivi e ritardi nella realizzazione delle casette per gli sfollati.

Sandro Zaffiri
Alla mano l’articolo di Carlo Cambi, che il 19 ottobre criticava sulle pagine di Cronache Maceratesi la gestione delle sae (leggi l’articolo). Nel mirino del partito, dopo mesi di indagine sul campo, gli appalti per l’urbanizzazione. Centinaia di provvedimenti – tanti quanti le aree sae – che hanno fatto la differenza nei costi per le casette (e nei tempi di consegna). «A due anni dalla prima scossa mancano ancora da consegnare oltre 600 casette», dice Zaffiri. E mentre la Regione punta il dito contro Arcale, la Lega se la prende proprio con palazzo Raffaello: sono gli uffici regionali i responsabili delle urbanizzazioni delle aree.
Si passa dal milione e 800mila euro per l’area Spelonga di Arquata, ai 198mila euro per quella Monastero di Caldarola fino ai 2 milioni e mezzo per l’area La Serra di Pieve Torina. Sono queste le cifre per l’urbanizzazione recuperate dalla Lega attraverso i provvedimenti dell’Erap: lavori di sistemazione delle aree dove le casette sono state (o saranno) ultimate. Per cui il costo medio delle sae – 1.100 euro al metro quadro – lievita del doppio o del triplo alla fine dei conti. A Bolognola, Villa di Mezzo, le casette al metro quadro sono costate 3.559 euro. La cifra più bassa presentata dalla Lega è quella di Visso, area Cesare Battisti I: qui le sae sono costate 1.958 euro al metro quadro.

La foto mostrata da Zaffiri delle fessurazioni in una sae a Fiastra
«Siamo stati nei cantieri, in particolare in quelli di Visso – spiega Zaffiri -. Abbiamo raccolto documenti, fatto foto. Ora spetta alle autorità competenti stabilire se c’è reato. Noi, come forza politica, vigiliamo». Con lui anche il deputato Tullio Patassini e il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni. «Stamattina un’altra nostra collega, Marzia Malaigia, è a Fiastra dove le casette si sono fessurate dopo le ultime scosse – prosegue Zaffiri, mostrando una foto -. In altre si stanno già rovinando le pareti, le tubature si gelano e le pendenze sono sbagliate creando allagamenti. Questi soldi per le casette secondo noi andavano spesi in un modo diverso. Noi ci siamo concentrati sui costi, il sindacato parla di caporalato. Dio ce ne scampi. I fondi spesi con oculatezza e buon senso potevano dare risposte più incisive ai disgraziati capitati in questa tragedia immane del sisma. Qua c’è bisogno di ripensare la regione, ma l’attuale giunta non è in grado di farlo. Occorre una legge speciale. Lo diciamo da mesi. Ma ci siamo scontrati con l’autoritarismo incapace dei commissari che sono arrivati».

Tullio Patassini
Oltre all’esposto quindi, arriva anche la denuncia politica. Patassini, fresco di elezione, punta il dito con il commissario alla Ricostruzione Paola De Micheli. «Fa orecchie da mercante – dice il deputato -. Abbiamo già presentato un’interrogazione in parlamento, insieme ai parlamentari di Umbria, Abruzzo e Lazio, per chiedere di spostare il termine del 30 aprile per la ricostruzione leggera. Una scadenza non logica che ha creato terrore. I professionisti sono oberati di lavoro e le norme non sono chiare». Per i terremotati l’aspetto fiscale poi «è una ingiustizia sociale e morale – dice Patassini -. Perché subiamo un trattamento diverso da Emilia e Abruzzo? Ci obbligano a rimborsare la busta paga pesante in 24 mesi. Qua serve una gestione unitaria, solo uniti ci potremo far sentire».
Zura Puntaroni prende il telefono e mostra un video, quello dell’abbattimento della sua casa paterna a San Severino. «Mi hanno obbligato ad abbattere con una diffida e ora non so se potrò ricostruire – denuncia Puntaroni –. Mi ha telefonato la soprintendenza paesaggistica, poi quella archeologica, poi mi hanno fatto problemi perché dovrei ricostruirla a 30 metri dalla statale anche se si trovava a 5. Per spostarla serve anche un piano regolatore nuovo. Insomma, io ho 63 anni e dico: amen, ho un altra casa. Ma così le persone sceglieranno di non ricostruire. Per ogni progetto ci sono mille problemi del genere. Il punto – conclude Puntaroni – è che dell’Appennino non importa niente a nessuno. Noi vogliamo un nuovo commissario».
(Servizio aggiornato alle 14,24)
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Tendoni volanti, baracche che si aprono,bidonville costruite in ritardo, prezzi da villaggi turistici in Costa Azzurra. Un esposto? E poi adesso la ricostruzione leggera? Almeno fatele antivento.